DAL 14 SARĀ ZONA BIANCA? 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   11/06/2021 14:00:00 

 

Come scrivevamo sullo scorso numero i contagi sono in calo, anche se non con la velocità dello scorso anno in questo periodo. In una settimana in città i cittadini contagiati sono diminuiti di 4 unità (da 18 a 14) però solo nell’ultimo giorno; in regione i nuovi contagi sono sempre costanti, mediamente sopra le 100 persone al giorno, ed in provincia non si è ancora riusciti ad avere un giorno senza dover annoverare qualche contagiato, anzi mercoledì, ultimo dato ufficiale, l’aumento è stato di 22. Intendiamoci: ben lontano dai numeri di novembre, o di gennaio, tanto che da lunedì anche il Piemonte dovrebbe diventare zona bianca, ma comunque tali da ribadire che il rallentamento c’è, ma lento. Anche a livello di comuni centrozona la situazione è migliorata: la scorsa settimana si era a 168 malati, ora siamo a 121. In questo caso c’è da notare che Tortona, pur con numeri ridotti, è stata al secondo posto ed ora è quarta con un’incidenza dello 0,05% ovvero 0,51 malati ogni 1.000 residenti; le percentuali sono identiche a quelle della scorsa settimana, ma in questi sette giorni gli altri centrizona hanno avuto un calo di contagi più marcato. Infine, per quanto riguarda i comuni del Tortonese solo 5 annoverano contagiati, per un totale di 18 persone: anche in questo caso il calo è evidente (erano 29 la scorsa settimana). Per quanto riguarda le vaccinazioni non vi sono novità di rilievo. In città lo scorso fine settimana sono giunte 9.200 dosi di AstraZeneca e 2.350 di J&J distribuite poi nei vari punti vaccinali, che stanno lavorando fortunatamente senza intoppi, se non per cose di poco conto. A Castelnuovo mercoledì sono state inoculate 130 dosi mentre giovedì a San Sebastiano Curone sono state vaccinate 102 persone ed altrettante lo saranno venerdì, mentre a Garbagna sabato scorso sono state inoculate 23 dosi. Prima di chiudere dobbiamo ricordare che a maggio in città sono mancati “solamente” 19 tortonesi, contro i 32 dello scorso anno ed i 24 del 2019, eguagliando il numero del 2016. Un ottimo dato, quindi, anche se c’è da ricordare che, purtroppo, lo scorso anno la prima ondata ha colpito duramente, proprio le categorie più deboli. Ultima annotazione in chiave altamente positiva: chi si ammala ora di Covid-19 quasi mai ha necessità di essere ricoverato in ospedale, ma sono sufficienti le cure domiciliari; ed è già una bella notizia.