INTERVISTA AL RESPONSABILE DELLA BREAST UNIT FRANCESCO MILLO - “LA LOTTA AL TUMORE AL SENO NON SI È FERMATA” 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   21/07/2021 00:00:09 

 

Da poco più di un anno il dottor Francesco Millo è il nuovo responsabile della Breast Unit per la lotta al tumore del seno. Lo abbiamo avvicinato per tirare le conclusione di questo anno così difficile sul fronte sanitario. 

 

Il nostro ospedale è stato trasformato per 2 volte in Covid Hospital. Nonostante ciò, la Breast Unit ha sempre lavorato. Ci può illustrare i numeri salienti? Il 2020 è stato teatro di una completa riorganizzazione delle attività specialistiche dell’ospedale di Tortona, divenuto primo Covid Hospital piemontese in risposta all’insorgenza della pandemia Covid. La Breast Unit ha prontamente rivisto spazi e tempi della propria attività in modo da affrontare comunque, con tempestività ed efficacia, il tumore della mammella, obiettivo primario del nostro servizio. Si è pertanto provveduto a garantire visite chirurgiche senologiche prioritarie seguendo il principio della prevenzione personalizzata sulla scorta della storia familiare e personale della paziente. Le nostre pazienti sono state accompagnate in tutto il percorso di cura, dalla diagnosi al trattamento definitivo, senza dimenticare le delicate implicazioni psicologiche e sociali che ricadono sulla donna affetta da neoplasia mammaria. Nel 2021 abbiamo purtroppo dovuto affrontare la stessa sfida, rimettendo in campo l’esperienza maturata durante il primo picco pandemico, ma forti di una maggior consapevolezza organizzativa, che ha permesso di rimodulare e ottimizzare prontamente la nostra attività integrandosi con il presidio ospedaliero di Novi Ligure per garantire la maggior tempestività possibile nel trattamento chirurgico del tumore della mammella. Questo si è tradotto in: Anno 2020: 3.567 visite ambulatoriali - 289 biopsie - 173 interventi per neoplasie della mammella. Anno 2021 fino a maggio: 1.542 visite ambulatoriali - 120 biopsie - 70  interventi per neoplasie della mammella.

 

La senologia di Tortona è pronta a lanciare nuove sfide e nuovi progetti. Ce ne può parlare? Ho sostituito la dottoressa Maria Grazia Pacquola con la quale ho collaborato per tantissimi anni e alla quale sono riconoscente per quanto mi ha insegnato: è stata una maestra attenta e generosa. Il mio primo anno come responsabile della Breast Unit è stato sicuramente difficile, stanti le indubbie difficoltà organizzative volte ad affrontare la pandemia Covid. Io e il mio staff abbiamo messo in campo tutte le nostre risorse per mantenere e consolidare i principi cardine che ci hanno sempre guidato nella lotta al  tumore della mammella:

- la donna al centro del nostro operato, intesa come persona e non solo come paziente, garantendo il trattamento più adeguato alla patologia riscontrata ma senza trascurare gli aspetti psicologici, personali e sociali che ne derivano.

- Gestione Multidisciplinare, discutendo ogni caso clinico collegialmente con i diversi specialisti coinvolti: chirurgo, oncologo, anatomopatologo e radioterapista, ricorrendo alle moderne tecnologie di meeting online per potersi confrontare in remoto anche in tempo di pandemia.

- Stretta aderenza alle più recenti linee guida nazionali ed internazionali nella gestione del tumore della mammella. 

Adesso che la pandemia sembra ad una svolta, attendiamo la conferma autunnale quando verificheremo gli effetti della vaccinazione di massa, siamo pronti a ripartire, implementando i servizi e innovando gli approcci chirurgici. Per quanto riguarda i servizi per le pazienti stiamo provvedendo ad avviare un ambulatorio di Screening Oncogenetico, per individuare prontamente quelle pazienti che, sulla scorta della storia familiare e personale, siano candidabili al Test Genetico per ricerca mutazioni BRCA1 e 2, con le implicazioni cliniche e gestionali che ne derivano. Dal punto di vista chirurgico, in linea con la necessità di garantire sia una radicalità oncologica che un ottimo risultato estetico, aspetto da non trascurare considerando purtroppo l’incremento di incidenza nelle fasce più giovani di età, abbiamo ulteriormente implementato il ricorso a tecniche oncoplastiche nella chirurgia conservativa. Qualora non si riuscisse ad attuare una chirurgia conservativa con risparmio della ghiandola mammaria, ricorrendo a moderne Membrane Biologiche dedicate, possiamo eseguire interventi apparentemente demolitivi, quali una Mastectomia, in modo meno invasivo, meno doloroso e con contestuale immediata ricostruzione protesica, minimizzando il trauma non solo chirurgico, ma anche psicologico, per la paziente.

 

La prevenzione è da sempre uno dei tasselli più importanti, soprattutto nella lotta al cancro al seno. Ha riscontrato un allentamento a livello di controlli, screening, attenzione ai primi sintomi, e se così, come pensa si debba ripartire? Effettivamente la pandemia Covid ha avuto un impatto negativo sulle altre patologie, tra cui il tumore della mammella. L’attenzione mediatica, rivolta quasi interamente da ormai oltre 1 anno, nei confronti del Covid, ha portato diverse donne a trascurare i regolari controlli volti ad intercettare precocemente eventuali neoplasie mammarie. Abbiamo infatti purtroppo assistito ad un incremento di casi diagnosticati in fase avanzata e come tali decisamente più complessi da gestire e conseguentemente ad impatto prognostico peggiore.  Purtroppo la complessità di una riorganizzazione in termini di percorsi imposta dalla pandemia ha anche comportato un allentamento dello Screening strutturato, anche se per breve periodo e ormai ampiamente ripartito a pieno regime. Adesso, compito nostro e dei media, è quello di riportare l’attenzione della popolazione sulla prevenzione primaria, ma soprattutto su quella secondaria, mettendo in evidenza l’importanza dello Screening: una diagnostica radiologica precoce permette di individuare lesioni mammarie subcentimetriche completamente asintomatiche, con conseguente possibilità di trattamento mini-invasivo per la paziente, risultato estetico ottimale e soprattutto guarigione completa nella quasi totalità dei casi. Per quanto ci compete, l’ospedale sta provvedendo a rinnovare lo strumentario dedicato alla prevenzione e alla diagnostica della Neoplasia Mammaria, dotandosi delle ultime innovazioni tecnologiche.

 

Una sua valutazione sul futuro che può attendere il nostro ospedale tra progetti di potenziamento e difficoltà oggettive legate alle ultime decisioni. E’ evidente a tutti che il nostro ospedale, ormai da anni, è stato oggetto di depotenziamento nel contesto di logiche organizzative aziendali; la pandemia ha ulteriormente accentuato questo aspetto, portandolo ad essere Covid Hospital e sopprimendo di fatto la quasi totalità delle attività e delle specialità abituali non connesse alla gestione del Covid. E’ però altrettanto vero che le ripartenze possono portare benefici indubbi: per quanto riguarda la struttura da me diretta, stiamo lavorando per rendere la Senologia ancor più aderente alle esigenze della popolazione, consolidando percorsi e servizi già in essere, integrandone di nuovi e dando ancor più accessibilità agli stessi.

 

L’Associazione “Franca Cassola Pasquali” da oltre 20 anni ha sostenuto con progetti innovativi l’unità di senologia dell’ospedale di Tortona. Sappiamo che l’associazione sta lavorando per ripartire con il concerto di settembre. Ritiene che questa collaborazione possa essere confermata ed ulteriormente consolidata? Compagna fondamentale di questa ripartenza è sicuramente l’Associazione Franca Cassola Pasquali, sempre presente durante la pandemia. La rinnovata collaborazione con l’amico Helenio Pasquali, che porta avanti con entusiasmo le intuizioni ed il grande impegno dell’indimenticato papà Giannino, incoraggia ancor di più il nostro operato a migliorare la vita di molte donne nella “corsa” contro la malattia. Il tradizionale concerto musicale di settembre, che auspico quest’anno possa riempire nuovamente la suggestiva piazza di Castelnuovo Scrivia, potrà essere l’iniziale sostegno per portare a termine i nostri progetti.