OSPEDALE: I MEDICI DI FAMIGLIA HANNO FATTO IL LORO DOVERE - RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   04/08/2021 00:00:08 

 

Caro direttore,

in merito alla lettera pubblicata sul tuo giornale il 23 luglio “Cosa si aspetta a riattivare l’ospedale” dove il lettore esprime le proprie preoccupazioni e la giusta irritazione dei cittadini per il perdurare dei problemi dei servizi sanitari nel Tortonese, che tutti condividiamo, sono rimasto sorpreso e molto dispiaciuto quando il lettore stesso accusa i medici ed in particolare i medici di famiglia di indifferenza rispetto a tale situazione. Vorrei far rilevare che la vicenda della estromissione dal centro vaccinale è semmai emblematica di come le decisioni vengano prese indipendentemente dalla volontà e disponibilità dei medici. Devo anche ricordare che da anni, da quando cioè è iniziato il progressivo smembramento del nostro ospedale e di tanti ambulatori ad esso connessi, il dottor Silvio Roldi che rappresenta nel Tortonese il sindacato dei medici di famiglia (Fimmg), e la società medico scientifica (Simg), non ha mai perso occasione di manifestare nelle sedi istituzionali, in particolare nel consiglio dei sanitari della Asl dove sono presenti i rappresentanti di tutte le componenti sanitarie, i disagi che i nostri pazienti devono sopportare per accedere a cure adeguate e tempestive, e con altri medici partecipò alla fiaccolata organizzata nel 2015. Io stesso nel 2016 con i colleghi Cesare Dossena ed Emilia Roveda, con una delegazione di sindaci del Tortonese, venimmo ricevuti dall’allora assessore alla sanità Saitta per chiedere che non venisse chiusa la cardiologia… abbiamo visto come è finita. Più di recente, dal luglio scorso in particolare, in epoca Covid, come presidente della Società Medico Chirurgica Tortonese, ho più volte denunciato la situazione di insostenibile disagio che i pazienti stavano e stanno vivendo, con articoli ed interviste. Certo le mie parole sono sfuggite al lettore ma non alla precedente direzione dell’Asl che mi ha chiesto in modo perentorio con lettera dell’avvocato di dimostrare quanto avevo affermato. Credo quindi di poter affermare che la solidarietà e la vicinanza dei medici ospedalieri e di famiglia non sia mai mancata ai cittadini / pazienti di Tortona e di tutti i paesi circostanti, con i fatti, come è nostro preciso dovere, e sono convinto che per questo non ci sia dovuto alcun encomio ma sono però certo che non meritiamo insulti e disprezzo.

In fede

Claudio Massolo,

Presidente società medico chirurgica tortonese