VENDEMMIA: MENO UVA MA DI BUONA QUALITĄ 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   15/09/2021 00:00:06 

 

Produzione in calo del 10%, ritardo di 10-15 giorni rispetto agli anni scorsi e incognita clima: si può riassumere così la previsione di Coldiretti per la vendemmia 2021 in provincia di Alessandria che si presenta con uve sane e ridotti attacchi da parte di malattie fungine. Nonostante ciò, in alcune zone, si trovano vigneti con produzione ridotta in misura più o meno accentuata. Dal punto di vista “tecnico” le uve sono in una condizione che potremmo definire buona ma a macchia di leopardo: ossia, in alcune aree si riscontrano ottime potenzialità sia qualitative che quantitative mentre in altre si devono fare i conti con la presenza del temuto black rot (marciume nero), malattia favorita dalle condizioni climatiche caldo-umide. Senza dimenticare che proprio quest’anno è stata rilevata una recrudescenza di flavescenza dorata. A tal proposito, da parte dei tecnici Coldiretti Alessandria proseguono e si intensificano i monitoraggi capillari per contrastare la temibile fitoplasmosi che viene trasmessa da viti infette a viti sane da un vettore, l’insetto cicadellide Scaphoideus titanus, da oltre vent’anni presente in provincia e in tutto il Piemonte. Nonostante il calo a livello nazionale l’Italia quest’anno è il primo produttore mondiale di vino mentre per il secondo posto si prospetta una sfida tra Francia e Spagna che hanno subìto un contenimento dei raccolti, anche se più marcato per i cugini d’Oltralpe. L’elemento che caratterizza maggiormente la nuova stagione del vino è l’attenzione verso la sostenibilità ambientale, le politiche di marketing, anche attraverso l’utilizzo dei social, e il rapporto con i consumatori, con i giovani vignaioli che prendono in mano le redini delle aziende imprimendo una svolta innovatrice. Una presenza che ha di fatto rivoluzionato il lavoro in campagna dove il 70% delle imprese giovani opera in attività multifunzionali che vanno dalla trasformazione e vendita aziendale del vino all’enoturismo fino alla vinoterapia. Un’opportunità resa possibile dalla legge di orientamento per l’agricoltura (la legge 228/ 2001), fortemente sostenuta da Coldiretti che ha rivoluzionato il lavoro nelle campagne allargando i confini dell’imprenditorialità agricola e aprendo a nuove opportunità occupazionali. La provincia alessandrina vanta 12 Doc e 7 Docg: la produzione tricolore può contare su 607 varietà iscritte al registro viti, il doppio rispetto ai francesi, con le bottiglie Made in Italy destinate per circa il 70% a Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 76 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30% per i vini da tavola a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia. A preoccupare sono anche le nuove politiche europee come la proposta di mettere etichette allarmistiche sulle bottiglie per scoraggiare il consumo o anche il via libera dell’Unione Europea a nuove pratiche enologiche come la dealcolazione parziale e totale che rappresenta un grosso rischio ed un precedente pericolosissimo permettendo di chiamare ancora vino un prodotto in cui sono state del tutto compromesse le caratteristiche di naturalità per effetto di un trattamento invasivo che interviene nel secolare processo di trasformazione dell’uva in mosto e quindi in vino. Particolarmente grave è la decisione di considerare i vini de-alcolati e parzialmente de-alcolati come prodotti vitivinicoli e di consentire tale pratica anche per i vini a denominazione di origine protetta o indicazione geografica protetta.