L’OSPEDALE DI TORTONA UN ROMANTICO RICORDO, LA SALUTE UNA CHIMERA - RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   13/10/2021 00:00:08 

 

Il progetto presentato dal prof. Del Vecchio della Università Bocconi presenta ai destinatari più problemi che soluzioni. Perchè? L’assessorato non ha le forze, i mezzi, la possibilità di attuarlo anche se condividesse la filosofia con cui è stato concepito e avesse la reale volontà di realizzarlo. Le prove di quanto affermato sono disseminate lungo il percorso di questi anni. Il malcontento, gli episodi di disservizi sono troppi e hanno una causalità tale da escludere che siano sempre frutto di coincidenze fortuite.  Però il progetto non dà una risposta alle aspettative dei medici di famiglia e quindi dei pazienti, che è quella di avere una sanità in “real time”, ossia, per non essere fraintesi, in tempi congrui con la patologia in atto. Questo è il core della medicina di base. Non può certo la Bocconi escogitare un modo per far funzionare un sistema sanitario amministrativo che funzionale, per costituzione, non lo è. Gestire la salute con le dinamiche con cui si amministra la cosa pubblica è un errore madornale. Al Tortonese non può fregar di meno avere 20 posti letto di riabilitazione o il robot in chirurgia o ridurre l’ingente costo della mobilità passiva, ossia le cure fuori regione, se non ha un Pronto Soccorso che funzioni, prestazioni a km zero, ma liste di attesa bibliche e ricoveri disseminati in provincia. Se i codici verdi sono una esagerazione la spiegazione, non la colpa, va ricercata sempre nelle esigenze del paziente che non trovano risposta nella medicina di famiglia e nella necessità di avere una risposta rapida al proprio problema. E’ il classico cane che si morde la coda. Il tempo, nel corso di questi anni, c’è stato per rimediare non la volontà. Non è più solo una visione ospedalocentrica, ma attrattiva degna di un amministratore delegato di una multinazionale con grande libertà di manovra. Se invece di porci nella posizione di chi ci vuol far digerire la conversione di un ospedale che funzionava con uno avulso dal territorio inserito in una rete di cui non si vedono le maglie, si guardasse dall’ottica del consumatore salterebbero all’occhio le contraddizioni di un percorso irto di ostacoli. Gli innumerevoli articoli sull’argomento ne fanno fede. Bene ha fatto il Comitato per l’ospedale di Tortona a chiedere un parere alla Bocconi, ma ha sbagliato la domanda, doveva richiedere, visto che l’ospedale è un ricordo e la salute una chimera, quale sanità deve aspettarsi il Tortonese dal servizio sanitario nazionale. E’ la sanità di tutti i giorni che è in grave sofferenza. La mancanza di interlocutori e di punti di riferimento rende più difficile lo svolgimento dell’attività medica. I sistemi studiati a tavolino sono tutti perfetti, ma come e quando verranno realizzati è nel grembo di Giove. Il futuro della sanità è per ognuno di noi adesso.

L.P.