PER ORA IL DOCUMENTO SULL’OSPEDALE È SOLO VIRTUALE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   13/10/2021 00:00:12 

 

Purtroppo, e lo scriviamo senza ironia ma con dispiacere, nessuna novità, rispetto alle nostre anticipazioni della scorsa settimana, è scaturita dalla presentazione del documento per l’ospedale predisposto dal professor Del Vecchio dell’Università Bocconi di Milano. Da evidenziare il fatto che non si è trattato della presentazione dello studio, perché nessun volume è stato consegnato, ed è quindi ancora tutto “virtuale” ma semplicemente la presentazione di slide che ne hanno riassunto il contenuto. Le dichiarazioni dell’assessore regionale alla sanità Icardi si sono limitate a “farò tesoro di quanto scritto e se sarà il caso sono pronto a modificare la delibera regionale 1-600” (che di fatto ha segnato il declino inesorabile del nostro ospedale) e “caro direttore generale Asl, ora tocca a lei prendere provvedimenti”. Il resto è ancora tutto da leggere e da analizzare, anche se è chiaro che lo studio della Bocconi punta molto sul reparto di fisiatria, promesso da anni ed in “costruzione” in questi mesi, considerato come la chiave di volta per il rilancio dell’ospedale. Comunque, come anticipato sullo scorso numero, questo studio commissionato dal comitato “Tortona per l’ospedale civile” del costo di 30 mila euro, è solo teorico, occorre ora che l’Asl lo faccia suo, predisponga un piano industriale e trovi i fondi per finanziare il tutto. Un po’ complesso e, allo stato, abbastanza irreale, purtroppo. Poche parole, o nulla, sulle richieste della maggior parte dei cittadini sul miglioramento del pronto soccorso e il ritorno dei reparti “salvavita” di cardiologia e neurologia. Lo studio pare che suggerisca, per far fronte alla scarsità di personale, di utilizzare le equipe mobili, professionisti che all’occorrenza possono lavorare su tutta la rete Asl. Vedremo ciò cosa significa, ma intanto per il nostro mini pronto soccorso si preannuncia l’arrivo di medici di una cooperativa, cosa già avvenuta in passato, che non ha certo lasciato buoni ricordi nè tra i pazienti nè tra gli altri operatori ospedalieri.  Un altro aspetto che pare emergere dallo studio è che il nostro pronto soccorso riceve principalmente codici bianchi e verdi, cioè quelli più bassi per pazienti non in pericolo. E’ questo un problema reale e non riguarda solamente il nostro ospedale ma l’organizzazione della sanità territoriale in generale: del resto se uno ha qualche sintomo “strano” come fa a rivolgersi al proprio medico di famiglia che appena può stacca il telefono e da quando c’è la pandemia evita al massimo le visite domiciliari e quelle ambulatoriali? Ma è anche, a nostro parere, un problema che deve essere analizzato attentamente alla luce di quanto è accaduto negli ultimi anni nel nostro ospedale: per protocollo ormai da qualche anno i codici più alti, rosso e giallo, quelli che normalmente vengono dati a pazienti che giungono in ospedale in ambulanza, vengono portati agli ospedali di Novi Ligure e Alessandria (sempre nel caos). La ragione è chiara: un infartato, un paziente colpito da ischemia non viene portato nel nostro ospedale, perchè privo dei reparti adeguati! Basta consultare i dati che abbiamo pubblicato di anno in anno: nel 2015 (ospedale ancora a pieno regime) i gialli sono stati 2.765 ed i rossi 118 per oltre 21 mila accessi; l’anno successivo i gialli furono 2.718 ed i rossi 115; nel 2017 i gialli furono 2.942 ed i rossi 122. Poi il calo drastico, per le ragioni su esposte: 2.511 gialli e 94 rossi nel 2018; 2.951 gialli e 89 rossi nel 2019 e 908 gialli e 38 rossi nel 2020, quando però l’ospedale rimase a lungo chiuso a tutti i pazienti no Covid, a tal punto che gli accessi totali da oltre 18 mila del 2019 scesero drasticamente a 5.020! Ecco, se non si considera anche la situazione pregressa e le cause di questa diminuzione dei codici più gravi, nessuna valutazione ha un senso! Insomma, per ora ci pare un’occasione persa. In attesa di poter leggere il documento, o che l’assessore modifichi la 1-600!

 

In foto: l’assessore regionale alla sanità Luigi Genesio Icardi ed il sindaco Federico Chiodi

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