PESTE SUINA AFRICANA - FIRMATA L'ORDINANZA SPERANZA-PATUANELLI: PER 6 MESI VIETATE CACCIA ED ATTIVIT└ NEI BOSCHI. 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   14/01/2022 12:45:00 

 

Le zone infette nel Tortonese e in Liguria

 

Ormai i cinghiali sono ovunque, hanno colonizzato boschi, campi, colline, pianure e città e nulla è stato fatto dai governanti in questi anni, nonostante gli appelli di privati cittadini e associazioni agricole per diminuirne il numero sul territorio per arginare i danni alle colture e i pericoli per gli automobilisti. I cinghiali hanno proliferato senza sosta nell’indifferenza generale fino a questi giorni quando sono stati scoperti i primi casi di peste suina africana. Il minimo che potesse succedere visto il numero esagerato di cinghiali in circolazione senza controllo. La malattia molto contagiosa, è stata riscontrata in un cinghiale rinvenuto senza vita nei pressi di Ovada. Un automobilista notata una carcassa ha avvertito il comune ed il cantoniere che è andato a recuperarla, anche cacciatore, ha notato che l’animale non era morto a causa dello scontro con un mezzo e nemmeno aveva ferite da proiettile. Una morte inusuale che ha spinto a fare indagini. Il servizio veterinario dell’Asl ha prelevato dei campioni dall’animale da dove è risultata la malattia, confermata anche dalle analisi eseguite dal Cerep, centro di referenza nazionale per le pesti suine dell’istituto zooprofilattico di Umbria e Marche, che ha confermato la presenza della malattia. Altri cinghiali infetti sono stati trovati a Fraconalto e Isola del Cantone. La peste suina africana o Psa è una malattia infettiva, emorragica, molto contagiosa (non per l’uomo) presente in Europa dal 2007, causata da un virus del genere Asfivirus ed ha un alto tasso di mortalità. Come previsto dal piano nazionale emergenze epidemiche sono state create unità di crisi a livello locale, regionale e nazionale. In un primo momento con un comunicato dell’11 gennaio la Regione Piemonte ha allargato la zona, non più definita a rischio contagio ma infetta, che comprende 78 comuni del Piemonte, tutti in provincia di Alessandria (vedi tabella). Altri 36 comuni infetti sono in Liguria. Nella giornata di giovedì 13 gennaio è stata pubblicata l’ordinanza congiunta dei ministri Speranza e Patuanelli con la quale si vieta per 6 mesi dalla sua entrata in vigore qualsiasi tipologia di caccia, esclusa, su richiesta degli interessati e dietro specifica autorizzazione, la caccia di selezione. Sono altresì vietate la raccolta dei funghi e dei tartufi, la pesca, il trekking, il mountain biking e le altre attività che, prevedendo l’interazione diretta o indiretta con i cinghiali infetti o potenzialmente infetti, comportino un rischio per la diffusione della malattia. Sono escluse le attività connesse alla salute, alla cura degli animali detenuti e selvatici nonché alla salute e cura delle piante, comprese le attività selvicolturali. Speriamo che questa emergenza riesca a scuotere l’indifferenza delle istituzioni pubbliche nei confronti del problema cinghiali da sempre sottovalutato e che finalmente siano presi provvedimenti drastici per il loro contenimento.