INCONTRI A PONTECURONE E SAREZZANO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   04/05/2022 00:00:06 

 

“Allontanate da casa i truffatori e non aprite la porta agli estranei”. Sono falsi carabinieri, falsi poliziotti e falsi operatori di gas e acqua

 

La scorsa settimana il comandante della compagnia carabinieri di Tortona ha incontrato i cittadini di Pontecurone e di Sarezzano nell’ambito della campagna di informazione attivata dall’Arma contro le truffe agli anziani e contro la violenza sulle donne. Il primo incontro si era svolto a Castellar Guidobono ed il prossimo, il quarto quindi di una lunga serie, è previsto per venerdì 29 a Viguzzolo. Sono incontri che reputiamo utilissimi perché avvicinano la popolazione alle istituzioni e perchè le forze dell’ordine dialogano direttamente con i cittadini. Il capitano Lavigna ha iniziato ricordando che “Sono io, è l’Arma dei carabinieri che richiede la collaborazione da parte vostra” perchè sono i cittadini che sono gli occhi, la voce e l’udito delle forze dell’ordine. “Senza il vostro tempestivo aiuto poco possiamo fare per stroncare queste vili truffe ai danni degli anziani, che oltre al danno economico, soffrono per il danno morale che subiscono, vedendosi spesso portare via gioielli di famiglia, ricordi cari” e comprendendo di essere stati ingannati in modo plateale. Sono stati illustrati numerosissimi esempi di come si può portare a termine una truffa. Attualmente ci sono tentativi di raccolta fondi porta a porta o telefonici per l’Ucraina: nessuna associazione è autorizzata a farlo. Poi ci sono i classici: il falso operaio dell’acqua che viene a controllare se è potabile; il falso tecnico del gas che usa una bomboletta per far sentire alla persona presa di mira l’odore del gas e convincerla a “mettere gioielli e denaro in frigorifero, unico posto ove non verranno contaminati. E poi ancora i falsi avvocati, operatori di polizia che avvertono che un parente prossimo, quasi sempre figlio o marito, è nei guai con la giustizia e che tra breve busserà alla porta un collega per ritirare 2 o 3 mila euro per “sistemare la pratica”. “In Italia non esiste la cauzione, non si può aggiustare una pratica o far uscire una persona di prigione pagando la cauzione. Nessuna forza dell’ordine può ricevere direttamente del denaro, insomma è una truffa bella e buona”. Il capitano, che a Pontecurone era accompagnato dal comandante la locale stazione maresciallo Marletta, ha anche ricordato che vi sono le truffe sul web, che ormai non ci si può più fidare nemmeno degli assegni circolari, che i più bravi truffatori stampano da soli, che per chi abita nei condomini sarebbe bene mettere al sicuro i contatori dell’energia elettrica se raggruppati in un unico punto “spesso il falso tecnico invita a scendere per controllare il contatore di casa, si scende accostando la porta senza chiuderla a chiave ed il complice può entrare facilmente in casa”. E così via. Particolarmente importanti anche i passaggi sulla violenza di genere, ed anche in questo caso la collaborazione è tutto. “Sentire i vicini che litigano, vedere la vicina con l’occhio nero, e non comunicarlo ai carabinieri può portare a fatti che quotidianamente, purtroppo, sentiamo alla Tv: al femminicidio. In questo caso non è farsi gli affari degli altri, è fare una buona azione di cittadino onesto”. A Pontecurone, infine, si è avuto una accenno anche alla presenza dei controllori del territorio, quasi 400 persone iscritte, che svolgono già una funzione di controllo del vicinato: “occorrerà coordinare al meglio questa azione” ma sarà oggetto di un altro incontro.