MUSEO ARCHEOLOGICO: APERTURA PER GIUGNO 2023? 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   04/05/2022 00:00:09 

 

Si è svolta nel pomeriggio di venerdì 22 aprile, la commissione cultura del comune, presieduta dal vicepresidente Nicolò Castellini, che aveva all'ordine del giorno il punto sul progetto di sistemazione del museo archeologico di Palazzo Guidobono. Erano presenti, oltre all'assessore Morreale, anche il progettista, l'architetto Roberto Nivolo, e la conservatrice del Museo, dott. Paola Comba, che hanno illustrato i lavori e l'allestimento che si andrà ad effettuare nei prossimi mesi. Come noto, infatti, il comune ha deciso di accendere un mutuo di 900 mila euro per finanziare il completamento dei lavori; attualmente è stata aperta al pubblico soltanto la prima sala del museo, con il lapidario vescovile, che nella sua interezza si snoderà su tutto il pianterreno dell'edificio, oltre al piano interrato e al giardino accessibile da via Valenziano. Il progetto prevede non un museo "romano" come era stato in passato, ma un vero museo archeologico dove il percorso di visita sarà studiato in forma cronologica, dai reperti più antichi, precedenti all'epoca romana e riferibili all'originario nucleo della città (l'oppidum ligure), attraversando l'epoca romana, dalla repubblica all'impero, quando Dertona era diventata un importante centro per gli scambi commerciali (una sala sarà dedicata ai reperti riferibili al porto fluviale della zona di corso Repubblica) e alla "monumentalizzazione" della città con reperti sia di carattere architettonico, sia di utensili e oggetti di uso comune. Una parte consistente riguarderà i reperti di carattere funerario, con una sala dedicata ai ritrovamenti della necropoli di strada Viola. Il percorso proseguirà con i reperti tardo romani e con l'epoca della cristianizzazione, giungendo fino all'epoca medievale, successivi alla caduta dell'impero romano, con reperti che provano il passaggio di popolazioni germaniche, Goti e Longobardi, a riprova dell'importante snodo di vie di comunicazione ricoperto dalla città fin da quell'epoca. L'ultima parte dell'esposizione riguarderà il territorio tortonese, con reperti provenienti dai paesi limitrofi. In generale il progetto comprende, come molti musei moderni, una certa elasticità nell'esposizione, con un allestimento che potrà variare nel tempo e lasciare spazio anche a mostre estemporanee, grazie anche al notevole patrimonio di reperti che saranno, quando non esposti, conservati presso il deposito (situato in viale Einaudi, nel seminterrato dell'edificio scolastico) che pure sarà interessato da lavori di sistemazione. Previsti anche supporti multimediali accessibili tramite app digitale, con ricostruzioni in 3D, traduzioni in inglese, visite guidate e giochi didattici rivolti ai più piccoli. Da sottolineare, che sarà allestita una camera sensoriale rivolta ai non vedenti con la ricostruzione "tattile" del museo. Sul piano scientifico è stata rimarcata la collaborazione con diverse università come la Statale e la Cattolica di Milano, l'Università di Genova e il Politecnico di Torino, oltre al Centro Restauri di Venaria. Il cronoprogramma dei lavori prevede l'avvio nel prossimo mese di maggio e la conclusione entro il giugno 2023, periodo in cui, secondo quanto dichiarato dai tecnici, la struttura sarà finalmente aperta al pubblico.