MUSEO: SPERIAMO NELLA RIAPERTURA NEL 2023. CHI LO GESTIR└? COME SPENDERE 900 MILA EURO? 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   11/05/2022 00:00:05 

 

Riceviamo dai consiglieri comunali del Pd

 

Dedicata alla riapertura del museo civico la seduta della commissione consiliare cultura del 22 aprile scorso, nella quale è stato presentato il dettagliato progetto del nuovo allestimento museale nella sede di Palazzo Guidobono. Dopo una chiusura trentennale, dal 1989, la riapertura del museo è stata un obiettivo dichiarato delle ultime amministrazioni, un obiettivo che ha richiesto l’indispensabile guida e la collaborazione della Soprintendenza archeologica regionale. Nel 2016 il progetto di allestimento era completo e avvalorato dalla Soprintendenza, e il Comune aveva ottenuto da Ubi, Compagnia di S. Paolo e Fondazione Crt un finanziamento complessivo di 450.000 euro. Il conseguente protocollo d’intesa tra Comune, Soprintendenza, Fondazione Cassa di Risparmio e Ubi Banca ha consentito il trasferimento e il restauro di un gruppo di reperti e la sistemazione dell’atrio porticato del museo. L’allestimento delle sale e la riapertura richiedevano però ulteriori finanziamenti per cui l’attuale amministrazione ha deciso di accedere a un mutuo di 900.000 euro senza interessi concesso dall’Istituto per il credito sportivo, da restituire in 25 anni. In attesa di un documento ufficiale che confermi gli impegni di completamento dei lavori, se il cronoprogramma indicato nel piano di allestimento museale ed espositivo sarà rispettato, il museo archeologico di Tortona dovrebbe riaprire fra quattordici mesi, a inizio estate 2023. Una buona notizia dunque, sia per i tortonesi che potranno vedere esposte alcune delle testimonianze della storia della loro città, che è la loro storia, sia per la valorizzazione culturale e turistica di Tortona che ha avuto le sue origini e la sua impronta in età romana e ha mantenuto, grazie anche alla diocesi, le caratteristiche cittadine in età medioevale. Da notare che anche in questo caso, come in quello della variante generale al piano regolatore, si tratterà di un risultato conseguito con un lavoro di lunga lena, non facile per le molteplici prescrizioni che un allestimento museale scientifico deve soddisfare, iniziato dalle amministrazioni precedenti e che sarà portato a termine da quella attuale. Detto questo, alcune osservazioni si impongono sul fatto che Tortona tornerà ad essere una città con un museo archeologico di rilievo.  Prima di tutto, proprio perché in passato più volte la riapertura del museo è sembrata vicina ma poi la si è dovuta rimandare, speriamo che questa volta ci siano tutte le condizioni per vedere le quattordici sale aperte e allestite nell’estate del 2023. Aiuterebbe ad avere maggior certezza sulla possibilità di conseguire il risultato nei tempi previsti sapere come saranno ripartiti i 900.000 euro del finanziamento per coprire i costi dei diversi lavori di predisposizione dei locali, allestimento ed esposizione dei materiali archeologici. Soprattutto però resta da chiarire come sarà gestito il nuovo museo, quali saranno i costi per mantenerlo in funzione e come saranno coperti. Senz’altro il museo tortonese sarà un polo importante a livello interregionale, apprezzato dai competenti grazie alle collaborazioni con le università e i centri di restauro, ma basterà questo per assicurare visitatori ed entrate sufficienti a coprire le spese di gestione? Per un funzionamento efficiente e un numero congruo di visitatori si dovrà pensare alla cultura come un investimento che richiederà almeno un addetto specializzato, la collaborazione con altri poli espositivi, l’inserimento del museo in un itinerario archeologico, il sostegno del volontariato per le aperture. Inoltre, per la restituzione del mutuo, indubbiamente vantaggioso, il bilancio del comune vedrà crescere di 36.000 euro annui le spese del settore cultura. Questo onere e gli altri costi di gestione potranno essere sostenuti solo se Tortona saprà inserire il museo in un programma culturale che offra visite e iniziative che uniscono la qualità e la capacità di attrarre il pubblico. Queste osservazioni le proponiamo non perché l’opposizione, per partito preso, dev’essere sempre un po’ scontenta e critica ma perché riteniamo siano problemi che non possono essere elusi da chi  riveste una responsabilità politica: se non saranno risolti con scelte chiare ed efficaci, trasformeranno quello che sarà salutato come un successo dell’attività amministrativa in un gravoso onere finanziario e gestionale dei prossimi anni. 

Marcella Graziano, Gianni Castagnello,

consiglieri del Partito Democratico