HSL DERTHONA - INTERVISTA A FRANCESCO TETI - CONTENTO ED ORGOGLIOSO DELLA CARRIERA FATTA. IL MIO FUTURO NEL CALCIO E... NEL DERTHONA 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   21/06/2022 14:00:00 

 

Dopo 648 partite, 29 in Serie C, 295 in Serie D, 265 in Eccellenza, 59 in Promozione, 180 nell’Acqui, 133 nella Novese, 117 nella Valenzana, 84 nel Derthona, 37 nell’Aquanera, 33 nel Borgosesia, 29 nella Pro Vercelli, 27 nell’Alessandria, 8 nella Castellettese. 4 campionati vinti, 54 rigori parati e 2 gol su azione, ha annunciato ufficialmente il ritiro dal calcio giocato il portierone e capitano dei leoni Francesco Teti. Sette Giorni lo ha così raggiunto per una chiacchierata sui motivi della decisione presa e sui piani ed obiettivi per il futuro. 

 

Ciao Francesco. Sei giunto a questa decisione durante l’anno o solo a mente fredda? “E’ una cosa che avevo già maturato all’inizio dell’anno, dalle prime giornate. Ho pensato che se avessimo finito il campionato come dicevo io, come volevo io, ossia al top delle condizioni, sarebbe stato il momento giusto per lasciare. Volevo affiancarlo a qualcosa di importante per la squadra, lo abbiamo solo sfiorato ma questo non cambia la mia decisione”. L’addio di Zichella ha influito? “E’ una cosa che avrei fatto a prescindere perchè era questo il momento giusto”. Sei soddisfatto della tua carriera? “Sì, sono contentissimo e orgoglioso di quello che ho fatto e appunto per non rovinare quello che ho fatto ho preso questa decisione”. L’annata più bella e la più brutta? “Sono fortunato perchè ho vissuto tante annate importanti ma quella che mi ha emozionato di più è stata quella in Eccellenza con il Derthona. E’ stata interrotta dal Covid ma abbiamo vinto il campionato ed è stata l’apertura di un bel ciclo. La più brutta, a livello ambientale, l’ultima mia stagione a Novi, chiusa con la salvezza al playout con un mio rigore parato. Dopo l’esonero di Viassi si era creato un ambiente ostile, anche nei miei confronti che ero un suo uomo, e la vivevo male, per fortuna ci siamo salvati”. La parata della carriera? “Ricordarle tutte è impossibile ma di sicuro il rigore parato al 95’ a Verbano con la Novese, se non paravo retrocedevamo”. Cosa ti ha dato il calcio?  “Mi ha dato tantissimo e io devo tanto al calcio. Se oggi ho una moglie stupenda e due bellissime bimbe lo devo anche al calcio. Sono andato via da casa da ragazzo per giocare nella Novese e lì ho incontrato mia moglie. Ho conosciuto amici, regole, rispetto, amore”. Ti ha tolto qualcosa? “Mi ha tolto il giusto, un po’ di tempo alla mia famiglia e qualche delusione ma nulla più, fa parte del gioco”. Ti fa paura il futuro senza allenamenti, spogliatoio, partite? O per nulla? “No, ho fatto una scelta ponderata, ho fatto tante partite e tanti allenamenti e comunque il mio futuro sarà in campo perchè questo è il mio mondo e spero di ritagliarmi una parte importante”. Un ruolo da ds o allenatore potrebbe piacerti? “Ho un accordo con il Derthona, che mi ha trattato da figlio adottivo, ha accettato la mia decisione e mi ha proposto qualcosa di importante e per questo ringrazio la società, aspetto che ci sia la comunicazione ufficiale prima di entrare nei dettagli”. Ti vedremo quindi in tribuna al Coppi per qualche gara la prossima stagione? “Certo, anche da più vicino della tribuna”.

Davide Maruffo

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