CRISI IDRICA SEMPRE PIÙ GRAVE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   27/07/2022 00:00:09 

 

La crisi idrica è ormai un fatto nazionale, e finalmente tutti si sono accorti che di questo passo tra un mese mancherà l’acqua per gli usi più comuni ed indispensabili. Del resto le dichiarazioni dei responsabili degli acquedotti della zona parlano di “livello dell’acqua raggiunto normalmente a fine agosto” cioè al termine del periodo più siccitoso dell’anno. Siamo a poco più di metà luglio, e le previsioni non sono affatto benevole. A soffrirne innanzitutto è l’agricoltura: il caldo brucia i frutti e le piante, che avrebbero bisogno di abbondanti innaffiate. Cosa che era iniziata, per alcune colture, già a fine marzo inizio aprile, fatto straordinario e quasi mai avvenuto in precedenza. Ora la situazione è ancora più pesante: le valli Curone e Grue ormai hanno i pozzi agricoli praticamente asciutti, mentre grazie ai lavori di interconnessione degli acquedotti comunali compiuti molti anni fa dall’allora Comunità montana valli Curone, Grue ed Ossona l’approvvigionamento idrico per le famiglie non è ancora in pericolo. Gli agricoltori con campi sulla sponda destra dello Scrivia riescono ancora ad innaffiare, ed il prelevamento dell’acqua viene considerato utile dagli esperti perché “fa scorrere l’acqua in superficie e non lascia che il torrente diventi carsico”. Nulla da fare, invece, per gli agricoltori della sponda sinistra, ovvero quelli di Rivalta, perché quei pozzi e quelle rogge sono ormai del tutto secchi. Del resto le foto che pubblichiamo scattate ad inizio settimana dal ponte sullo Scrivia e dalla tangenziale sono del tutto eloquenti: mai il torrente è stato così secco a metà luglio!