INTERVISTA A VICTOR GOMEZ  
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   02/08/2022 16:00:00 

 

“Darò tutto in campo, obiettivo 20 goal”

 

E’ arrivato da pochi giorni ma si è già integrato benissimo nel gruppo bianconero e sta diventando uno dei punti di riferimento del nuovo Derthona. Victor Andrés Gómez Varas, argentino nativo di Santa Fe, è il nuovo bomber della squadra di Fossati e dalle sue prime parole da leone si può già capire quanta sia la voglia di far bene del “Tanke” bianconero. 

 

Ciao Victor benvenuto al Derthona. Dove sei cresciuto? In che squadra hai fatto le giovanili? “Ciao a tutti. Sono cresciuto a Santa Fe, la mia città natale e da piccolo giocavo nella La Salle dove sono stato fino al 2005. Poi sono andato alla Union de Santa Fe, una squadra di Serie A argentina dove ho fatto tutte le giovanili fino alla prima squadra. Mi hanno fatto il contratto da professionista in Serie A e mi sono allenato con la prima squadra fino al 2017 ma mi sono rotto la caviglia in una amichevole. Ho dovuto fare riabilitazione, sono guarito bene ma mi hanno poi dato in prestito al Defensore de Belgrano, una squadra di Buenos Aires che fa la Serie C dove ho fatto un paio di reti”. Da quel momento hai iniziato a viaggiare? “Sì, tornato dal prestito sono andato in Venezuela, ma là era un disastro, per poi arrivare in Italia”. Dove hai giocato? “Nel Morollo, Eccellenza laziale, dove ho fatto 11 reti in 11 partite, poi il Pomezia con cui ho fatto 11 reti perdendo solo la finale playoff con il Mestre. Poi Forlì fino al Covid, il Formia dove ho avuto la mia migliore stagione con 18 reti in 31 partite per poi finire alla Folgore”. Ti trovi bene nel nostro Paese? “Sì, tantissimo, mi piace un sacco l’Italia, qui ho anche trovato la ragazza e conto di rimanere”. Hai un soprannome? “A Pomezia hanno iniziato a chiamarmi il “tanke” che in Argentina significa bomber”. Hai qualche passione fuori dal campo? “Sì mi piace molto il tennis”. Cosa è per te il calcio? “Tutto. Ciò che mi appassiona e anche ciò che mi fa mangiare, il mio lavoro. Sono contento e mi sento fortunato nel poter fare della mia passione il mio lavoro”. Qui hai trovato differenze con il calcio argentino? “Qui il calcio è molto più tecnico e tattico. In Argentina invece molto più fisico, si corre e si “mena” più che cercare il gioco. In Italia è un po’ diverso, si “mena” anche qui ma i giocatori sono più tecnici e credo che sia più bello da vedere”. Descrivici le tue caratteristiche. Come preferisci giocare? Spalle alla porta, in profondità, nello stretto? “Quando sto bene fisicamente faccio tutto. Attacco la profondità e faccio uno-due nello stretto; certo per caratteristiche fisiche gioco bene spalle alla porta difendendo la palla ma mi piace anche andare in profondità. Per essere completo devi saper fare un po’ di tutto e io mi metto sempre nelle condizioni di imparare e migliorare per avere tutte queste caratteristiche che servono ad un attaccante”. Hai un allenatore a cui sei particolarmente affezionato? “Non uno in particolare, ho preso un po’ da tutti. Mi piace Fossati qui a Tortona, mi piaceva Longo la scorsa stagione e sono contento che tutti mi abbiano insegnato qualcosa per farmi crescere”. Cosa ti ha fatto scegliere Tortona? “Principalmente la voglia del mister di avermi qui. La scorsa stagione per me non è stata molto positiva, ho bisogno di giocare tanto ed il mister mi ha detto di puntare su di me e questo è importante”. Conoscevi già il Derthona o la città di Tortona? “Sì ne avevo già sentito parlare”. Bene o male? “Bene naturalmente (ride)”. Prime impressioni su squadra e compagni? “Queste benissimo. I compagni sono simpatici, sono bravi ragazzi e anche ottimi giocatori ed anche le persone della società mi hanno trasmesso ottime sensazioni”. Con quanti goal ti sentiresti soddisfatto alla fine della stagione? “Soddisfatto almeno dopo 15, ma fino a 20 non mi fermo”. Vuoi dire qualcosa ai tifosi del Derthona? “Di aspettarsi il meglio da noi, che daremo tutto in campo per arrivare il più in alto possibile”.

Davide Maruffo

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