BANDO ASL DA 50 MILIONI. L’OSPEDALE AI PRIVATI? 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   03/08/2022 00:00:07 

 

Finalmente! Dopo tanto aspettare, dopo tante promesse, la cui attuazione è stata legittimamente ritardata dal Covid, lunedì 25 è stata pubblicata la delibera che indice la procedura aperta per “il conferimento di servizi sanitari presso il presidio ospedaliero di Tortona inerenti la gestione dell’attività di recupero e rieducazione funzionale, della piattaforma ambulatoriale e del pronto soccorso” per la durata di 9 anni. Insomma, in parole povere, è iniziato il non breve iter che porterà parte del nostro ospedale ad essere gestito, in convenzione e quindi senza oneri per il cittadino, da una società privata. La delibera prevede che la società contraente dovrà gestire in autonomia: •il reparto di recupero e riabilitazione funzionale con dotazione di personale medico, infermieristico, riabilitativo e di supporto; •la piattaforma ambulatoriale sempre con dotazione di medici ed infermieri per le specialità: cardiologia, neurologia, allergologia/pneumologia, dermatologia, gastroenterologia, reumatologia; •il servizio di pronto soccorso h24 per 365 giorni l’anno.  La durata dell’assegnazione è di 9 anni per un appalto a base d’asta di 49 milioni 500 mila euro. Attenzione però, perchè questo è solamente un piccolo passo: negli allegati alla delibera, infatti, le date di inizio e fine gara, ad esempio, sono ancora lasciate in bianco e la pubblicazione del bando nell’apposito registro non è stata ancora fatta. E poi c’è la sostanza: questo bando non rilancia affatto l’ospedale ma cerca, con qualche aggiunta, di trovare un privato che possa gestire il reparto di fisiatria, promesso da ormai un lustro, cioè un privato che faccia quello che doveva fare il pubblico quando la Regione decise di istituire in città il reparto. Tutti gli esperti, infatti, affermano che questo bando potrebbe rischiare di rimanere senza risposte, perchè poco remunerativo: non è certo l’impegno del pronto soccorso (per quanti box a turno, ad esempio?) o qualche ambulatorio aperto magari non tutti i giorni della settimana ad essere remunerativo, e tanto meno è remunerativa la gestione del solo reparto di fisiatria, una ventina di letti che non è facile occupare 365 giorni all’anno. Insomma, per ora c’è solo un passo in avanti per la fisiatria, non per il vero rilancio dell’ospedale che abbisogna di ben altro che di un reparto di riabilitazione e di qualche ambulatorio per essere rilanciato. Per il rilancio occorre riaprire i reparti sciaguratamente chiusi negli anni passati (cardiologia, neurologia, in primis), ripotenziare la rianimazione e l’ortopedia, dotare i medici dei più moderni sistemi per operare, senza dipendere sempre dalle finanze di qualche fondazione bancaria.