LA PAGINA DELLE SCUOLE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   23/11/2022 00:00:04 

 

Tutankhamun: il Fanciullo che conquistò l’Eternità

 

Cento anni fa, il 4 novembre 1922, un ultimo colpo di piccone rivelava agli occhi del mondo, ansioso di volgere le spalle agli echi dolorosi della Grande Guerra ed ai problemi economici contingenti, un universo di meraviglie e di segreti fino a quel momento inimmaginabile. Dopo anni di tentativi falliti, di complicanze diplomatiche e burocratiche e di diffidenza sdegnosa da parte dei colleghi più “titolati”, il giovane archeologo inglese Howard Carter ed il suo appassionato finanziatore Lord Carnavon poterono annunciare ufficialmente di aver fatto una scoperta sensazionale: la tomba (quasi) intatta di un Faraone dell’Antico Egitto. La frase “...vedo cose meravigliose…” riportata nelle sue memorie, ma forse mai veramente pronunciata da Carter, che alla luce fioca di una candela intravvede, attraverso una breccia nel muro, i tesori accatastati contro i muri dell’anticamera, suggella l’avvio della creazione di una leggenda. Il “fanciullo d’oro”, il Faraone-bambino morto precocemente a 19 anni e seppellito fastosamente in una tomba non sua diventa, ed è ancora, la rappresentazione simbolica di una storia millenaria, l’icona di una civiltà che, più di tutte, ha affascinato i posteri: nei libri scolastici, nelle ricostruzioni romanzesche, fino ad una serie variegata di libere interpretazioni cinematografiche che attingono a stereotipi figurativi ed interpretativi, alimentati dal culto morboso ed inconfessato che l’essere umano riserva alla morte, alla ricchezza, al mistero. Per celebrare, e spiegare, la portata di una scoperta eccezionale come quella della tomba catalogata come KA62 (Kings Valley-62), che ha rivoluzionato la storia dell’archeologia e delle tecnologie d’indagine, Rotary Club Tortona Distretto 2032, in collaborazione con il comune e con la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, ha offerto alla città uno straordinario evento culturale, coronato da un’affluenza di pubblico incredibile e da un successo strepitoso quanto meritato: martedì 8 novembre, presso la Sala Riunioni della Fondazione, Christian Greco, giovane e dinamico direttore del Museo Egizio di Torino (il secondo al mondo per importanza), ha letteralmente incantato gli intervenuti con una rievocazione puntuale, scientificamente documentata e magistralmente condotta della storia e del destino del “Faraone d’oro”. Introdotto dal presidente del Rotary Club, ing. Alberto Meirana, e dal sindaco prof. Federico Chiodi, Greco ha così incontrato Tortona per la seconda volta nell’arco di due mesi, dopo il suo primo intervento in occasione del 19° convegno internazionale della S.i.p.b.c. nel mese di settembre, omaggiandola con l’entusiasmo, la competenza e l’ineguagliabile capacità comunicativa che gli sono riconosciuti a livello internazionale e che fanno di lui l’assoluto enfant prodige dell’archeologia moderna e della gestione manageriale innovativa degli spazi museali. Comincia la storia, ed il pubblico è sedotto, affascinato, trasportato lontano nel tempo… Tutankhamun discende da Amenhotep III, il grande re che, con la moglie Tiy, portò l’Egitto alla massima espansione territoriale, fautore di una politica che identificava il Faraone come l’intermediario tra il Dio Sole e gli uomini, ed è figlio carnale (o adottivo) ed erede dell’«eretico» Akhenaton, fondatore della città di Amarna e fanatico difensore del culto e del volere dell’Aton, che lo poneva come unico elemento per la salvezza, personificazione stessa del Sole e freno al potere secolare della vecchia casta sacerdotale fedele al dio Amun. Il giovane principe sale al trono all’età di 8 anni, non possedendo il carisma dei suoi avi, né la capacità di altri Faraoni-condottieri della storia come Tutmose III o il grande Ramses II; è il frutto di una stirpe incestuosa e il suo fisico costituzionalmente fragile è, come confermato dagli studi autoptici eseguiti sulla mummia in epoca recente, pesantemente indebolito da tare genetiche e malattie ereditarie (il morbo di Köhler lo costrinse a fare uso di un bastone per camminare per tutta la sua breve esistenza e un’infezione ossea acutizzata dalla malaria fu probabilmente la causa clinica della morte).   Eppure, vittima degli intrighi di palazzo, costretto dagli eventi a ripristinare il vecchio culto di Amun-Ra e a modificare il suo nome, il giovane Re avrebbe poi involontariamente superato i cancelli del Tempo e della Morte, raggiungendo, lui sì, l’Eternità, nella cultura e nell’immaginario collettivo. I tratti perfetti della maschera funeraria, cesellati in un metallo, l’oro, che simboleggia il Sole e la Vita, non sono probabilmente i suoi, così come le rappresentazioni, palesemente femminee, di altre statuette ritrovate nella tomba, sembrerebbero appartenere piuttosto al corredo funebre destinato ad una delle due Grandi Spose Reali del padre, la mitica, bellissima e potentissima Nefertiti, Regina Reggente e Faraone-donna, ma oramai, e per sempre, questi lineamenti di pura bellezza, regalmente stereotipata, sono identificati universalmente con quelli del Re Tut, sulla cui morte “fisica” e successiva “resurrezione mediatica”, studiosi e profani hanno infierito, creando miti di maledizioni capaci di superare i secoli, ipotizzandone la morte per assassinio, pianta dalla sposa-sorella (o cugina?) Ankhesenamun. Ciò che i tombaroli non erano riusciti a trafugare in passato, sorpresi da qualche imprevisto e crudelmente puniti, è ora esposto alla curiosità e all’ammirazione del pubblico: un numero incredibile di reperti in materiali preziosi e di fattura raffinatissima e ben 256 fra amuleti, gioielli, protezioni sacre strappate alla mummia e a quel silenzio millenario che la tomba aveva custodito fino ad un secolo fa. Ed il corpo del Faraone, che oggi sarebbe stato rispettato e lasciato riposare nelle sue bende, fu allora, in un’epoca tecnologicamente ancora arretrata e priva degli attuali scrupoli conservativi e filologici, smembrato, arroventato con lampade ad olio e fatto a pezzi per sciogliere gli strati di resine che ne impedivano l’estrazione dai sarcofagi. Dopo 8 anni di scavi, portati avanti per 17 ore al giorno, nutrendosi solo di sgombro sott'olio, Carter non vide mai riconosciuta l’importanza del suo lavoro dalle baronie delle facoltà universitarie. Al suo funerale non presenziò nessun rappresentante della cultura ufficiale, ma sulla sua lapide Carter volle orgogliosamente essere ricordato come “egittologo”, in modo che il suo addio alla vita, come quello di Tutankhamun, rimanesse sulla bocca di “ogni bambino del villaggio e dei suoi figli e dei suoi nipoti, per sempre”. L’attuale Costituzione dello Stato Egiziano impone che la maschera mortuaria ed il trono del Faraone, senza dubbio i due oggetti più iconici del tesoro funerario, non possano uscire dal Paese e siano visibili ogni giorno nell’attuale sede del Museo Egizio del Cairo. Ma il presidente Al-Sisi, non a caso, vuole che il più grande museo al mondo, la cui apertura è prevista nella primavera del 2023 con una cerimonia alla quale parteciperanno tutti i capi di Stato, rappresenti, come per l’inaugurazione del canale di Suez, un’occasione per rilanciare l’immagine del Paese a livello mondiale. E così, dopo millenni, dopo l’oblio, senza aver acquisito gloria o riconoscimenti terreni, senza aver combattuto nemici o annesso territori, il Re-bambino e l’archeologo, che ne fu ossessionato per tutta la vita, conquisteranno finalmente l’Eternità e faranno nuovamente dell’Egitto “la Luce del Mondo”.

Lucrezia Teti

I.I.S. Marconi Tortona – 3ªAR – Amministrazione Finanza e Marketing  

 

Formazione sul campo con Autosped G nel Motorsport

 

La mattina di giovedì 10 novembre, il piazzale di via Einaudi 6 è stato occupato da un autoarticolato molto speciale appartenente ad Autosped G, azienda leader nel settore dei trasporti e della logistica. Questo gruppo industriale attivo dal 1964 e controllato dalla famiglia Gavio, attraverso la holding Aurelia Srl, ha iniziato la sua attività occupandosi del trasporto degli inerti, ma con il passare del tempo ha ampliato la sua offerta dedicandosi anche ad altri settori come l’industria conserviera, siderurgica e ai grandi eventi sportivi. Il mezzo, sulla cui fiancata campeggiava la scritta Pirelli, parcheggiato davanti all’entrata dell’Istituto Marconi ha subito suscitato l’interesse degli studenti, l’obiettivo dell’iniziativa Logistica era quello di illustrare un aspetto particolare della logistica applicata ad un settore sportivo molto noto e amato dal grande pubblico: quello del Motorsport. I destinatari di tale incontro, oltre alle classi dell’indirizzo di Meccanica, erano soprattutto i 22 studenti della prima del nuovo corso di Logistica. Il biennio di tale corso è comune agli altri indirizzi, ma tramite queste proposte si cerca di valorizzare e arricchire il percorso di studi facendo formazione sul campo, in una realtà come quella del Tortonese che ricerca personale formato e qualificato da inserire nelle aziende del territorio che si occupano di logistica e trasporti. Per tale motivo ringraziamo il Gruppo Gavio per questa bella opportunità fornita a noi ragazzi. Gli otto tecnici di Autosped G ci hanno mostrato le operazioni che le attrezzature presenti sul veicolo possono effettuare a supporto delle gare nei vari circuiti d’Europa, in particolare ci hanno esposto come preparano e forniscono gli pneumatici abbinati agli appositi cerchi, tramite l’utilizzo di adeguati macchinari, come si regolano la pressione e l’equilibratura. Insieme alle attrezzature meccaniche, erano esposti cinque tipi di gomme da corsa del campionato di Formula 1 2022. Erano distinte in: soft, di color rosso, ad indicare le gomme morbide, medium, di color giallo, ad indicare le gomme medie, hard, di colore bianco, ad indicare le gomme dure, intermediate, di colore verde, ad indicare le gomme per pioggia leggera o per il tracciato non del tutto bagnato e infine wet, di colore blu, le gomme per forti piogge o tracciato abbondantemente bagnato. Alla parte pratica, svolta all’esterno della scuola, è seguita quella teorica presso la biblioteca del Marconi dove ci è stato spiegato che, tramite il settore Grandi eventi sportivi, l’azienda fornisce ai suoi clienti non solo servizi che riguardano la gestione della logistica e del trasporto, ma garantisce anche la manodopera di operai specializzati che si occupano di servizi di assistenza sul campo. L’azienda impiega oltre cento operatori dipendenti tra installatori e autisti per allestire le hospitalities presso i paddock dei più importanti circuiti del mondo e la personalizzazione degli stadi durante gli eventi sportivi della Champions League. Attilio Massone, il responsabile del settore eventi, ha illustrato il suo ruolo in azienda e ha presentato chi organizza il trasporto, chi si occupa del personale e chi di montare gli pneumatici. Il settore nato come di nicchia ha acquisito sempre più importanza ed è ora in rapida evoluzione. Alla fine della giornata il personale dell’Autosped G ci ha consegnato, come ricordo di questo incontro formativo, un braccialetto di gomma firmato Pirelli e dei taccuini: che bella esperienza!

Gabriel Nezaj 2AM

 

ViviAmo la Montagna: il Cai al Marconi

 

Martedì 8 novembre alcuni referenti del Cai di Tortona sezione Gabriele Boccalatte sono venuti presso l’istituto Marconi per presentare a tutte le classi prime il progetto ViviAmo la Montagna. Roberta Giacobone, responsabile delle attività Cai-Scuola, ha introdotto le iniziative legate al progetto e alcune informazioni fondamentali sul Club. Il presidente Cai Ezio Giungato, il referente Tam (Tutela Ambiente Montano) Paolo Biserni e il referente Sicurezza in montagna Claudio Marazzi, dopo la proiezione di un video introduttivo che proponeva una serie di immagini davvero suggestive di paesaggi montani, hanno completato il discorso concentrandosi sui vari aspetti della montagna. Alla fine di questa lezione i referenti del CAI ci hanno mostrato come si organizza un’escursione, cosa bisogna conoscere prima di partire, l’attrezzatura necessaria, cosa deve contenere uno zaino e quali sono i rischi che dobbiamo prevedere. Inoltre, ci hanno mostrato come allacciarsi le imbragature per poter procedere in sicurezza in cordata. Ringraziamo il Club Alpino Italiano sezione di Tortona per la disponibilità e per quanto illustrato che ha permesso alle nostre menti di viaggiare; come disse Felice Bonatti “Chi più in alto sale, più lontano vede; chi più lontano vede, più a lungo sogna”.

Melissa Macchiagodena, 1 AL Logistica e Trasporti

 

Marconi al Festival della Scienza

 

Giovedì 27 ottobre le classi 2AS e 4AS del Marconi si sono recate a Genova per partecipare al Festival della Scienza. La giornata è iniziata presto con il primo laboratorio: la scoperta della criptografia, dalla fibra ottica ai messaggi fotonici, attraversando la storia e analizzando tutti i cambiamenti. Il secondo incontro riguardava il Piano Nazionale della Ricerca Militare 2023. Un insieme di tre proposte con progetti inerenti alla crescita e all’innovazione delle tecnologie per le applicazioni militari, di come queste vengono utilizzate dalle forze armate, con il fine di migliorare e salvaguardare la salute del soldato. Il terzo laboratorio ha permesso di comprendere come distinguere i minerali e inoltre di osservare alcuni pezzi della collezione privata della guida. Non è mancato un giro per i carruggi di Genova e la visita dei principali luoghi simbolo della città, quali piazza Raffaele De Ferrari e palazzo Nicolosio Lomellino.

Francesco Canegalli 

e Stefano Vio 4ªAS

 

Open night al Liceo

 

L’Open night del Liceo Peano, l’appuntamento per studenti delle scuole secondarie di primo grado che si apprestano a scegliere la scuola superiore, quest’anno triplica gli appuntamenti. La scuola aprirà le sue porte in tre serate: venerdì 25 novembre dalle 20.30 alle 23 per la presentazione di tutti gli indirizzi, venerdì 2 dicembre dalle 20.30 alle 22.30 la presentazione dei licei classico e scientifico, venerdì 16 dicembre dalle 20.30 alle 22.30 quella dei licei linguistico, scienze umane e scienze umane opzione economico-sociale. Per partecipare all’open night occorre iscriversi. Per informazioni: tel. a 862259; liceopeano.it.

 

Dal 2023 corso di cinese al Peano

 

E’ stata decisa una nuova opzione relativa all’indirizzo del liceo linguistico che arricchisce, a partire dal prossimo anno scolastico, l’offerta formativa dell’Istituto. Accanto alla tradizionale proposta inglese/tedesco/ francese, infatti, i futuri studenti potranno anche scegliere il liceo linguistico che vede la presenza delle lingue inglese, spagnolo e cinese quali discipline curricolari. “La decisione di offrire al territorio una possibilità di studio delle lingue che vada oltre i confini europei, con la presenza del cinese come terza lingua studiata, è data dalla consapevolezza di voler coniugare la tradizione con l’innovazione, attivando un percorso di liceo linguistico indirizzato allo studio di sistemi linguistici e culturali sia europei che extraeuropei, con la presenza dello spagnolo quale seconda lingua studiata e il cinese quale terza”, afferma il Dirigente Scolastico del Liceo, Maria Rita Marchesotti. Occorre ricordare che il liceo dal 2021 ha aderito all’accordo di rete che vede tra gli altri partner l’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Torino, che ha permesso già nello scorso anno che fosse attivato un corso di lingua cinese extracurricolare rivolto a studenti e docenti, attività  che ha consentito ai discenti di avvicinarsi alla cultura cinese anche attraverso la preparazione finalizzata al conseguimento delle certificazioni linguistiche. Per maggiori informazioni visitare il sito liceopeano.it.