5 VALLI SERVIZI: PORTA A PORTA PROROGATO AL 2025 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   18/01/2023 00:00:08 

 

L’assemblea del 23 dicembre scorso dei comuni del Csr, Consorzio servizi rifiuti, era molto attesa dai comuni che usufruiscono di 5 Valli Servizi perchè i soci dovevano autorizzare la proroga al 7 settembre 2025 per la completa attuazione del porta a porta. L’assemblea ha votato con due sole astensioni questa possibilità, anche se il sindaco di Volpedo, Elisa Giardini, ha lamentato il fatto che il suo paese, tra i più popolosi, non fosse stato inserito tra i paesi dello Step 1, cioè che attueranno per primi o devono completare l’avvio del porta a porta, ovvero Cabella Ligure, Arquata Scrivia, Borghetto Borbera, Stazzano, Vignole Borbera, Casalnoceto, Monleale, Cerreto Grue, Sarezzano e Villalvernia. La spiegazione di questa quinta proroga (la prima risale al 2020) è stata data dal presidente del Csr, Ravera, che ha ricordato che nei paesi che già attuano il porta a porta si è giunti ad una raccolta differenziata con percentuali più che positive dal 61 al 73%, e quindi occorre dare fiducia al nuovo amministratore unico Paolo Caviglia.  Il cronoprogramma prevede 3 step: uno parzialmente avviato da concludersi entro fine novembre, un secondo step di avvio per gli altri 27 comuni da gennaio 2024 ad agosto 2025 ed un terzo per la ridistribuzione delle attrezzature tra novembre 2024 e giugno 2025. Il finanziamento per il primo step è pari a poco più di 655 mila euro. Una delle cause che hanno portato a questi rinvii è “la difficoltà di fondo nell'adattare il modello originariamente definito, di porta a porta spinto, alla frammentata realtà territoriale dell'area omogenea di riferimento, caratterizzata da una diffusa presenza di piccoli nuclei abitati in aree montane, con conseguente scarsa densità di popolazione e lunghe e tortuose reti stradali, in aree disperse e a marginalità economica”. Il contributo, su una spesa ammissibile di 936 mila euro servirà a: “1) riorganizzazione dei servizi di raccolta finalizzati al passaggio da raccolta stradale a raccolta domiciliare almeno per i rifiuti indifferenziati residuali, la  frazione organica ed i rifiuti di carta e cartone, secondo il modello organizzativo definito dal capitolo 8.3.2 del Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e dal D.M. Ambiente 13 febbraio 2014 di approvazione dei criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani; 2) misurazione puntuale almeno del quantitativo di rifiuto indifferenziato residuo per l’applicazione della tariffazione commisurata al servizio reso, secondo i criteri approvati dal D.M. Ambiente 20 aprile 2017 e da successive disposizioni regionali, in comuni già serviti da raccolta domiciliare, ad eccezione dei comuni montani; 3) realizzazione, ampliamento o adeguamento di centri di raccolta rifiuti a servizio di un bacino di utenza - comunale o sovracomunale - di almeno 5.000 abitanti; 4)  realizzazione o ampliamento di impianti per la messa in riserva di rifiuti raccolti in modo differenziato”. Resta infine da evidenziare che il Csr ha ricordato il bilancio 2021 approvato a fine ottobre che vede un aumento delle immobilizzazioni di circa 350 mila euro toccando 1,783 milioni, un calo di 500 mila euro per le disponibilità liquide, ridotte a poco più di 300 mila euro, mentre i debiti sono aumentati di 360 mila euro (3,393 milioni) ed il valore della produzione è salito di 500 mila euro, per cui il risultato finale prima delle imposte è pari a 161.659 euro (nel 2020 era di 19.524). Da ricordare, infine, il mutuo con Bpm di 2 milioni aumentato di 1 milione per finanziare il programma di investimenti e il certificato aumento tariffario deciso dall’assemblea dei soci il 15 novembre 2021 a valere sul 2022 per circa 550 mila euro. Nei giorni scorsi abbiamo sentito l’amministratore unico di 5 Valli Servizi avvocato Paolo Caviglia che si è dichiarato soddisfatto per questa proroga “concessa sulla base di un preciso cronoprogramma che intendiamo rispettare step dopo step”.