VA IN PENSIONE A 55 ANNI IL COMPLESSO DEI “BEATHOVENS” 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   25/01/2023 00:00:06 

 

Conclude i suoi concerti, dopo 55 anni di ininterrotta attività, il gruppo musicale tortonese dei Beathovens. Riportiamo la scheda pubblicata sul libro “1964-1969 i complessi musicali italiani al loro storia attraverso le immagini” edito da Mariotti nel giugno 2022. “Il gruppo nasce nel 1967 con Gaetano Castellani (Tanino), promotore e fondatore, batteria e voce, Pierangelo Morini (Piero) chitarra e voce, Antonio Leo (Lucio) chitarra e voce, Michele Ventura tastiere, Renzo Marassi chitarra, basso e voce. Tanino, Lucio e Renzo provengono dal gruppo Le anime nere, Piero dai Diamonds, Michele dai Marines (ndr: tutti gruppi musicali nati intorno alla bottega di Remo Panario). Tanino e Piero sono studenti delle superiori, gli altri operai in fabbriche metalmeccaniche.  Il nome Beathovens è ideato da Tanino "storpiando" il nome del grande musicista tedesco Beethoven, sostituendo una "e" con una "a" (beat) e aggiungendo la "s" finale. L'intenzione è di suonare brani classici in chiave beat ma, con questo intento, riescono a fare solo "Per Elisa" (Fùr Elise). All'inizio gli strumenti, acquistati a rate nel negozio dell'indimenticato Claudio Emiliani, sono: chitarra Galanti, chitarra e basso Wilson, tastiera Ekosonic e batteria Ludwig. Amplificatori per le chitarre: Fender super reverbero da 60 watt, Fender da 20 watt, per il basso Davoli da 60 watt. Per il canto: impianto voce Semprini da 40 watt con due casse passive. Microfoni Davoli Krundaal, quelli quadrati. La divisa del gruppo è stata per molti anni di tipo militare, alla moda dei Beatles. Si suona soprattutto nelle Soms, Pro Loco, sagre, feste patronali e di piazza, veglioni per carnevale, coscritti, sport, cacciatori, vendemmia, castagne, midinette, nei balli a palchetto, come anche in Chalet e dancing delle province di Alessandria, Asti, Pavia e Genova e non solo: Chalet Castello Tortona, Bussola di Ozzano, Taverna Cagi Cilavegna, Chalet La Colomba Molino dei Torti, Lido di Predosa, Dancing Ideal Magenta, Hotel Royal Courmayeur, Dancing Italia Novi Ligure, Fonti dello Zolfo Montegioco, Lanterna Verde Pizzale, Hotel Arc en Ciel Cervinia e La Ruota Albuzzano, Buca di Bacco Vignole Borbera, Conca  Azzurra Vigevano, La Cometa Sale, Pellicano, Garlasco, Riccardo e Gianna Vermezzo, Carlo e Ornella Bavantorino, ristorante Belvedere Pessinate ecc. Dal 1967, alla loro normale attività, hanno sempre alternato momenti di solidarietà (il maestro Panario li ha sempre spronati a donare) a favore del reparto di Senologia dell’ospedale di Tortona, Piccolo Cottolengo e  Suore Sacramentine non vedenti nelle loro annuali feste della Riconoscenza e della Luce, Croce Rossa, Caritas diocesana, Case di riposo, strutture psichiatriche, Associazione Paolo Perduca. In particolare negli anni 2007/2008 il tour della solidarietà ha visto il gruppo impegnato nella realizzazione di 20 serate da ballo, presentate da Giulio Talignani, in collaborazione con Soms e Pro Loco della Provincia di Alessandria, con i cui proventi (integrati da un generoso contributo della famiglia Perduca) sono state allestite due camerette per i bambini ospiti del Piccolo Cottolengo Don Orione di Tortona. Nel 1968 per l'ultimo dell'anno, sono all’Hotel Royal di Courmayeur dove hanno pattuito un compenso di 150.000 lire più la cena. Il 31 dicembre nevica per cui si mettono in viaggio a mezzogiorno (mangiando un panino per strada) per arrivare verso le 17 a destinazione. Montati gli strumenti si siedono per la cena con una fame da lupi. Il posto è favoloso, hotel a cinque stelle, camerieri in ogni angolo. Con grande sorpresa viene servito a tavola un leggero consommè (brodino) e, alle loro rimostranze, un cameriere spiega che l'hotel era frequentato da clientela raffinata, facoltosa e di età avanzata, per cui alla sera non mangiavano sicuramente la pastasciutta. Si salvano con la pietanza che consisteva in una bistecca con abbondanti patatine. La sorpresa arriva alla fine del veglione quando, dopo essere stati pagati, il direttore dell'albergo fa loro firmare una ricevuta di 180.000 lire per la cena. Erano partiti con la neve da Tortona a mezzogiorno del 31 dicembre, suonato dalle ore 22 alle ore 6 del 1° gennaio arrivando a casa a mezzogiorno per 150.000 lire. Avevano però cenato con consommè, bistecca + patate per 180.000 lire. Che soddisfazione!!! All'epoca nessuno di loro aveva la patente per cui si spostavano con una 128 Fiat, munita di portapacchi e di un piccolo carrello appendice, guidata da Angelo, papà di Tanino. Il loro repertorio, all'inizio degli anni '70 attinge da quello di gruppi stranieri: Beatles, Bee Gees, Creedence Clearwater Revival, Bob Dylan, Uriah Heep, Procol Harum, Deep Purple, The Turtles, Rolling Stones, The Rokes e da gruppi e cantanti italiani: Dik Dik, Nomadi, Camaleonti, New Trolls, Pooh, Fausto Leali, Luigi Tenco, Lucio Battisti, Sandro Giacobbe, Sergio Endrigo, Claudio Baglioni. Alcuni brani dal repertorio: Let it be, Because, Venus, I Shall be releed, Dig a Pony, Homburg, Another day, When the Swallow Fly, Black Night, Smoke on the water, I storked a Joke, Long as i can see the Light, My World, Come into my life, Obladi oblada, Lady Jane, Questo piccolo grande amore, Vorrei comprare una strada, Ho veduto, I Giardini di Marzo, Io vagabondo, Un pugno di sabbia, Io che amo solo te, Vedrai Vedrai, Mi sono innamorato di te, Per un momento ho perso te, Signora mia ecc... Nell'estate 1971 Tanino Castellani lascia il gruppo, sostituito alla batteria dall'ottimo Angelo Rezzani che resta con loro sino a metà degli anni '90. Dal 1972, e per un breve periodo, ha cantato con loro una ragazza di nome Annalisa. Alla fine del 1973 lascia anche Piero Morini e il gruppo continua l'attività fino al 1985 in quattro: Angelo Rezzani, Renzo Marassi, Lucio Leo e Michele Ventura, poi subentrano altri elementi. Al momento la storia del gruppo non è finita essendo ancora in attività, nonostante la pandemia e acciacchi vari, ogni mercoledì sera si ritrovano nella stanza prove per suonare. Stanza prove che occupano da 45 anni in una cascina dove hanno riadattato la stalla. Le teste si sono imbiancate e i capelli si sono fatti radi, ma non possono stare senza musica. Come disse il grande poeta J.W. Goethe: "Dove senti cantare tu puoi ben sostare, dato che il mascalzone non ebbe mai canzone". Tutto ciò scrivevamo nel giugno 2022, pochi mesi fa. Ora, dopo 55 anni di lavoro e passione musicale, i Beathovens posano definitivamente gli strumenti, senza perderli d’occhio. Perché, come diceva un emulo di Goethe, "dove non senti più cantare tu devi ben sostare, perché il canto è senza tempo". E certamente qualcuno tornerà a pigiare i tasti di una fisarmonica o di una chitarra, anche solo per il piacere personale, ricordando i tempi andati ma per continuare a praticarne l'ebbrezza. Ci siamo divertiti, abbiamo fatto esperienze ordinarie e straordinarie, sempre a contatto con il pubblico popolare, che speriamo di aver divertito. Siamo stati il più longevo "complesso" uscito dalla scuola dell’emerito maestro barbiere Panario. Forse. Ma non ce ne vantiamo troppo, perché tutti i ragazzi usciti da quella bottega per acquistare emancipazione ed evitare di essere "mascalzoni" meritano un ricordo egualmente vivo e sincero.

Michele Ventura

 

In foto: una delle prime fotografie dei Beathovens: da sx Pierangelo Morini, Antonio Leo, Michelino Ventura, Renzo Marassi, Gaetano (Tanino) Castellani