CRISI IDRICA, IL RISCHIO REALE: SI ATTENDONO INTERVENTI CONCRETI 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   15/03/2023 00:00:11 

 

Il problema della siccità sempre più evidente, nonostante quest’inverno sia nevicato, sta ormai assumendo aspetti molto preoccupanti, a tal punto che anche i canali televisivi ne stanno trattando nei loro telegiornali. Noi lo avevamo già scritto in altre occasioni, ma ci sembra il caso di ribadire quanto ormai è sotto gli occhi anche dei più distratti osservatori. I corsi d’acqua del Tortonese sono a secco, come se fossimo già in tarda primavera, inizio estate, ed alcuni addirittura non hanno acqua. I pozzi di alcune cascine nella bassa valle Scrivia da settimane sono riforniti con autobotti. Del resto lo scorso anno al 31 dicembre erano stati calcolati 419,2 millimetri di pioggia, mentre al 3 marzo, data dell’ultima pioggerella, i millimetri caduti da inizio anno sono 61. Se moltiplichiamo questo dato per sei abbiamo una proiezione di 366 millimetri di pioggia in un anno, addirittura 53 millimetri in meno del 2022; la portata del Po, secondo l’Arpa, è inferiore del 65% alla media stagionale, i cereali sono in sofferenza e fanno fatica a crescere se non vengono innaffiati e in molti casi ciò è impossibile per mancanza d’acqua o è molto oneroso a causa dei costi, come noto, molto aumentati del gasolio. Eppure a livello locale ed amministrativo, comunale, intercomunale, provinciale, nessuno dice nulla, pare che non sia un problema, sperando in Giove pluvio. Non ci pare un buon modo di amministrare. Su questo tema abbiamo voluto sentire Maurizio Stringa, presidente del Consorzio irriguo di secondo grado Alessandrino Orientale e Scrivia nel quale confluiscono ben 11 consorzi di primo grado. “Desidero intervenire per fare il punto di una situazione che tutti, a partire dagli utenti di ogni categoria per arrivare agli enti preposti, locali e regionali, percepiamo come preoccupante: il ripetersi di un altro anno di siccità. Per quanto riguarda i consorzi irrigui e il settore agricolo c'è timore per le semine già effettuate, che sono a rischio per l'andamento climatico e per un approvvigionamento idrico già compromesso dall'annata precedente. Con questo mio intervento lancio l'ennesimo appello: è assolutamente necessaria una collaborazione di tutti, Regione, Provincia e comuni, per sbloccare i progetti di realizzazione degli invasi, già presentati da 12 anni, insieme ad altre opere che il consorzio ha inoltrato comprendenti anche la pulizia dei torrenti e il ripristino delle opere di captazione. Per non parlare dell'importante compito che i consorzi irrigui e di bonifica, se messi nelle giuste condizioni, possono svolgere fornendo una tutela alle infrastrutture del territorio in caso di alluvioni. Ci scontriamo, invece, di continuo con procedure burocratiche, lente, farraginose, che provocano colpevoli rallentamenti e impediscono il raggiungimento dell'obiettivo primario: la raccolta, la protezione, l'utilizzo dell'acqua attraverso la costruzione degli invasi!”.

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