“CHE CONFUSIONE! SARÀ PERCHÈ VOTIAMO?” 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   24/12/2018 00:00:20 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo

Con il nuovo regolamento per il campo nomadi le autorizzazioni aumentano da 120 a 150!

 

Caro Direttore,

nel consiglio comunale di martedì scorso, ultimo del 2018, la giunta ha mandato in votazione, al “fotofinish”, il tanto procrastinato regolamento della “area di sosta attrezzata per la comunità Sinti Tortona”, comunemente nota come campo nomadi. Ci domandiamo se senza le continue sollecitazioni del consigliere Fabio Morreale e senza l’avvicinarsi della scadenza elettorale ci sarebbe mai stata la volontà da parte dell’amministrazione di quantomeno interessarsi a questo argomento. Il “topolino partorito dall’elefante” è un regolamento estremamente generico e vago, ben diverso da quello approvato nel 2000 che, contrariamente a quanto sostenuto dal sindaco, dettagliava gli aspetti fondamentali della gestione dell’area. Gli unici dati certi che si possono evincere da questo nuovo documento sono il numero massimo di persone ospitabili nel campo che passa inspiegabilmente dai 90 del precedente regolamento (con possibilità di ampliamento temporaneo a 120 unità) a 150, nonostante i residenti dichiarati siano attualmente 134. Non solo, nell’articolo 2 viene espressamente dichiarato che esiste la “possibilità di ampliare tale numero rispetto ai nuovi nati” indefinitamente. In altre parole, non vengono posti limiti, se non vaghi cenni a non meglio precisati motivi sanitari e di ordine pubblico. 

Inoltre, nel precedente regolamento la competenza per quanto riguarda il rilascio o la revoca delle autorizzazioni al soggiorno nell’area, era affidata a ruoli tecnici specifici, mentre ora passa alla politica. Tuttavia, questo importante incarico non viene affidato dal consiglio comunale, più alta autorità politica del comune, ma dalla giunta ad una commissione composta da tre persone a cui pare non venga richiesta nessuna competenza specifica. L’autorizzazione poi non è più annuale e rinnovabile, ma per chi risulta residente nell’area diventa perpetua, con tutte le difficoltà che da questo deriveranno.

In generale colpisce che per convincere il consiglio comunale della bontà di questo regolamento, già nella seduta del 28 novembre scorso, il sindaco sia ricorso ad una serie di dichiarazioni francamente sconcertanti: prima di tutto ha sostenuto che l’iter per l’insediamento del campo nomadi a Tortona iniziato nel 1995 fosse responsabilità della Lega Nord che “governava la città”. Mi sembra superfluo ricordare che il sindaco di quella giunta era Marco Balossino, già segretario Ds e in seguito del Partito Democratico, mentre il vice sindaco – e qui fa arrossire la faccia tosta di Bardone – era l’avvocato Gianfranco Semino, suo attuale assessore al bilancio che proprio mentre Bardone sproloquiava, sedeva accanto a lui in consiglio. E’ vero che la Lega esprimeva tre consiglieri di maggioranza, su un totale di 13, ma quella coalizione era saldamente guidata dal Partito Democratico della Sinistra, ora Pd. Il sindaco ha poi affermato che il comune avrebbe sempre pagato “a piè di lista” tutte le spese del campo, tariffe dell’acqua e rifiuti compresi. Da dove viene quindi il grosso debito se queste tariffe sono state pagate? I dati forniti sono confusi e contradditori rispetto ai rapporti presentati nei precedenti consigli comunali. La verità è che non un soldo dei tortonesi è mai stato utilizzato dalle ultime giunte per pagare queste utenze. Successivamente ha dipinto il precedente regolamento come inadeguato, sostenendo ad esempio che non sanzionasse il mancato pagamento delle tariffe, cosa non vera. Il regolamento infatti prevedeva all’articolo 6, comma 1, fra le regole di comportamento, che i consumi di ogni genere (energia, acqua, raccolta rifiuti, etc,) fossero a carico degli ospiti. All’articolo 4, comma 4, proprio il mancato pagamento delle utenze viene inserito fra le condizioni per la revoca del permesso di sosta annuale. 

E’ mia opinione che il precedente regolamento, per quanto ormai vecchio di 18 anni e sicuramente bisognoso di un aggiornamento, fosse un ottimo strumento per la gestione del campo. Meglio avrebbe fatto Bardone a farlo rispettare in questi quattro anni e mezzo e stigmatizzare le occasioni in cui le precedenti giunte non lo hanno fatto. Proprio la Lega, con una interrogazione del marzo 2011 e una successiva mozione del maggio 2012 aveva esortato il sindaco e la giunta al rispetto del regolamento. Sicuramente le occasioni in cui quest’area di Tortona non è stata gestita oculatamente ci sono state: le precedenti amministrazioni si sono occupate in varie occasioni del fenomeno, con esiti opinabili, cosa che tuttavia non si può dire dell’attuale, che fino a ieri non ha mosso un dito per affrontare la questione nell’interesse di tutti i cittadini tortonesi, Sinti e non. 

Prova del fatto che questa ed altre questioni fossero state affrontate in modo non soddisfacente sono le mozioni della Lega e lo stesso risultato delle elezioni del 2014, un forte segnale che gli elettori hanno dato alla parte politica che ambisco a rappresentare, richiedendo un chiaro cambiamento di rotta. Un segnale che è stato recepito e di cui voglio farmi carico. Quello che preoccupa però è perché Bardone, che pure avrebbe potuto trovare argomentazioni reali nel dibattito su questo tema, sia ricorso a imprecisioni, inesattezze e affermazioni semplicemente false. Ancora una volta si ha la sensazione che si cerchi di difendere l’operato di questa giunta a priori e con qualsiasi mezzo, senza rendersi conto della realtà, puntando solo al traguardo delle elezioni amministrative della primavera prossima.

Ci si affanna a fare dichiarazioni, scrivere regolamenti raffazzonati, produrre piani che non hanno la speranza di potersi realizzare nel tempo di questa amministrazione, come l’ultima proposta di variante generale al Prg. Ci si intrufola a riunioni di minoranza a cui non si è invitati, nella speranza di poter coinvolgere dei relatori che si erano sempre ignorati, come nel caso dell’incontro con i vertici di Fondazione Slala e UirNet. Il nervosismo è palpabile. Peccato però che tutto questo sarebbe stato evitato se si fosse preso seriamente il proprio incarico di amministratore della città di Tortona dal primo giorno, e non a sei mesi dalle elezioni quando iniziano ad emergere i primi reali avversari. Come ho già detto, troppo poco e troppo tardi.

Federico Chiodi

Segretario Lega Salvini Tortona