PANDEMIA: QUANTA CONFUSIONE! 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   14/01/2022 19:00:00 

 

Cosa scrivere ora, a quasi due anni dallo scoppio della pandemia che si sta rivelando la più drammatica del secolo, non è facile, posto che ormai è chiaro che la situazione è sfuggita di mano sia ai governanti nazionali che a quelli regionali. Da mesi scriviamo che i dati ufficiali della piattaforma regionale che pubblichiamo quotidianamente sulla pagina Fb del giornale e settimanalmente sul cartaceo non corrispondono alla realtà, spesso per diversità di qualche unità, alcune volte per qualche decina, e qualche giorno fa la stessa amministrazione comunale tortonese ha ammesso che dalla piattaforma regionale non sono cancellati 194 concittadini. Che dire del fatto che questa variante Omicron non viene sequenziata come avviene in altri paesi dell’Europa, per cui non si sa quanti malati hanno contratto questa variante e quanti la Delta o il virus originale (esiste ancora?)? Che dire del fatto che da Torino sono stati convocati per la terza dose concittadini per il 6 gennaio dimenticando che è - da sempre - giorno di festa? Oppure che nonostante si dica che è necessario vaccinarsi, che anzi lo si imponga (finalmente diciamo noi) agli ultra cinquantenni, a Tortona il centro vaccinale in gennaio rimane aperto solo per 11 giornate? Oppure che i dati dei ricoveri ospedalieri, sia in terapia intensiva che nei letti ordinari, indicavano che ormai avevamo superato i limiti per rimanere in zona gialla e passare in quella arancione, e che la Regione martedì è corsa frettolosamente ai ripari chiedendo all’Aiop, l’organizzazione piemontese delle strutture private, il cui presidente è il tortonese Giancarlo Perla, di convenzionare ben 500 posti letto Covid in più così da scongiurare, almeno per ora, il passaggio di colore? Che dire dello spostamento dei pazienti dal piano terra del nostro ospedale, per ampliare la zona Covid, stessa operazione già compiuta in altre due occasioni nel 2020 e 2021? Per quel che vale possiamo solamente citare alcuni dati ufficiali che inquadrano la situazione regionale. Il primo novembre scorso i contagiati erano poco più di 32 mila. A fine anno si era a 42 mila, al 12 di gennaio la cifra era di 53.645, ovvero due terzi in più di 73 giorni prima! I dati attuali recitano: 771 contagi in città e ben 1.942 nel Tortonese, nessun comune escluso. Prima delle ferie le cifre erano 61 malati a Tortona e 171 nel Tortonese, schizzati poi a fine anno rispettivamente a 303 e 776. Nei 7 centri capozona della provincia prima delle ferie c’eravamo lasciati con un totale di 786 contagi. Il 30 dicembre si era già a 3.556, fino a toccare il 9 gennaio 6.890 (con Alessandria che aveva oltre 3.000 contagi). Ora siamo a 6.751 in costante se pur lieve diminuzione. Al 31 dicembre i ricoverati piemontesi in terapia intensiva erano 107, di cui 30 (17 maschi e 13 femmine, in entrambi in casi con età superiore ai 52 anni) vaccinati e con patologie diverse, mentre i restanti 77 (circa i 2/3) erano tutti non vaccinati, e tra questi un bimbo di un mese, un 42enne e due donne di 24 e 35 anni. Oppure che alla data del 7 gennaio risultavano deceduti negli ultimi 30 giorni 119 piemontesi non vaccinati su una platea di 205 mila over 50 non vaccinati e 92 vaccinati, su una platea di 1,9 milione di vaccinati. Le proporzioni le faccia ogni lettore. Come si potrà leggere nell’intervista al dottor Chichino, primario di malattie infettive, occorrerà abituarsi a questo virus, che non scomparirà così velocemente come si sperava due anni fa, ma che il vaccino serve a rendere molto più innocuo. Ognuno a questo punto tragga le proprie conclusioni. Buon anno, amici lettori.

 

Contagi più alti nelle primarie - I dati fino al 26 dicembre

 

In attesa di sapere, la prossima settimana, gli effetti del ritorno a scuola, possiamo confrontare i dati riferiti all’ultima settimana di attività, cioè quelli fino al 26 dicembre. Ancora una volta l’incidenza del contagio registra il valore più alto nelle elementari, passate da 758,5 a 1.033,6 ogni 100 mila bambini della stessa fascia d’età. Il balzo all’insù maggiore si è avuto nelle superiori, dove l’incidenza è quasi raddoppiata da 392,4 a 705,7. Seguono le medie con 705,3 (erano a 550), le materne con 464,7 (336,3) ed il nido che ha avuto un forte incremento passando da 183,3 a 300. Incremento lieve, fortunatamente, per i focolai, cresciuti da 172 a 255. Anche in questo caso le elementari sono al primo posto con 121 focolai (89) seguiti dalle superiori con un bel balzo a 63 (27), dalle medie ferme a 38 focolai, dalla scuola materna con 28 (15) e al nido con 5 (3). Notevole invece la differenza in una settimana per le classi in quarantena passate da 817 a 1.035. Le elementari sono sempre in prima posizione con 430 classi (348) seguite dalle superiori con 273 (203), dalle medie con 188 (165), dalle materne con 128 (87) e dal nido con 16 (14). E’ purtroppo peggiorata, rispetto alla settimana fino al 19 dicembre, la situazione della nostra provincia, passando da 6 focolai a 19 (2 alla materna, 5 alle elementari, 3 alle medie e 9 alle superiori). Solamente Asti con 18, Vercelli con 4 ed il Verbano Cusio Ossola con zero focolai sono migliori della nostra provincia. Drammaticamente peggiorata invece la situazione delle classi in quarantena passate da 28 a 89 con 33 classi delle elementari (13), 25 delle superiori (6), 19 alle medie (3), 10 alla materna (6) e 2 al nido (0). Insomma la scuola piemontese è andata in vacanza evidentemente malata: vedremo se la ripresa sarà, sotto questo punto di vista, migliore.