E CHIARO: LA MENCI VUOLE LASCIARE CASTELNUOVO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   29/06/2022 00:00:09 

 

####Era prevedibile, ormai, che la riunione di martedì scorso tra i sindacati e la proprietà Menci, presente il sindaco Tagliani, non desse alcun risultato. E’ infatti chiaro che, scaduto il termine dei tre anni di affitto a costo contenuto da parte della famiglia Acerbi, le richieste dell’aumento cozzassero contro gli interessi della società che preferisce cercare un altro capannone più piccolo o, più probabilmente, chiudere lo stabilimento per unificare la produzione nei due altri stabilimenti in Veneto o in Toscana. Insomma, da quanto è emerso la riunione non ha portato nessuna novità e non ha fatto muovere le parti di un millimetro: da giovedì le maestranze attuano mezzora di sciopero all’inizio ed al termine del turno di lavoro. A questo proposito abbiamo sentito il sindaco Tagliani che ci ha dichiarato: "Nel corso della riunione è emerso chiaramente ciò che ho scritto tre mesi fa: il gruppo Menci - per ragioni sue, strategiche o meno - non ha nessuna intenzione di restare a Castelnuovo. Si tratta dell'ennesima delocalizzazione del lavoro pensando che gli operai e le loro famiglie si possano spostare come pacchi da una regione all'altra. E di una strategia aziendale evidentemente sbagliata sin dall'inizio. La storiella del capannone è durata davvero poco tempo a uso e consumo di pochi creduloni. Detto questo, nel rispetto dei ruoli, ho inviato una mail informativa al prefetto e concerteremo con le organizzazioni sindacali il percorso da intraprendere per la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie. Riguardo la proprietà, avviso sin da subito, che qualsiasi idea circa la destinazione dell'area dovrà essere valutata, nell'ambito delle facoltà amministrative, in relazione alla situazione creatasi”. Questa, invece, la posizione dei sindacati che hanno emesso questo comunicato: “Nella riunione che si è tenuta martedì 21 giugno tra le organizzazioni sindacali Fiom Cgil, Uilm Uil  la R.S.U. interna, il sindaco e la famiglia Menci, assistita dalla Confindustria di Arezzo, è emersa definitivamente la volontà da parte della proprietà di interrompere il proprio impegno industriale sul territorio per spostare la produzione in altri siti. La famiglia Menci ha ribadito di non avere soluzioni alternative alla chiusura del sito e che in un arco temporale ancora da definire, probabilmente entro la fine dell’anno, si dovranno definitivamente interrompere le attività produttive. Dopo l’assemblea con le lavoratrici e i lavoratori tenutasi mercoledì, si è deciso di intraprendere un percorso di contrapposizione rispetto alle decisioni aziendali, interessando il prefetto e spostando la discussione in sede regionale. Al netto delle responsabilità, che dovranno essere individuate, e dei motivi per i quali si è creata questa drammatica situazione, l’unico aspetto certo è che siamo di fronte  all’ennesimo caso di dismissione e delocalizzazione del lavoro e che come spesso accade le uniche vittime di tutto questo sono le lavoratrici e i lavoratori”.