“GIRA IL VOLTO VERSO IL SOLE” 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   01/04/2020 00:00:06 

 

Diciamoci la verità: dopo settimane di domicilio forzato tutti noi abbiamo un poco i nervi tesi, iniziamo a sbuffare, non sappiamo quasi più cosa fare. Non ci basta più la televisione, che per altro o ci dà ansia con le notizie di cronaca sul Covid-19 o (tranne poche eccezioni) continua a trasmettere una serie di stupidaggini senza adeguare il palinsesto alla gravità della situazione. Non eravamo abituati a guardare la Tv per intere giornate, perché il lavoro ci chiamava (e speriamo ci chiamerà) altrove, ma ora non ne abbiamo rammarico: non abbiamo perso nulla. Non ci bastano più i giornali, che leggiamo sempre avidamente, e nemmeno i libri. Ci sentiamo, ci si permetta il paragone senza voler essere irriverenti, un po’ Anna Frank, costretta da un pericolo concreto, umano, visibile a stare rinchiusa in una soffitta, stando attenta a non fare rumore: una situazione di costrizione psicologica che pesa. Però poi ho pensato che questa costrizione psicologica è anche per tutti voi, cari lettori, per chi ha figli piccoli, e ricordo come era difficile tenerli fermi in casa! O per voi adolescenti che, pur avvantaggiati dalla tecnologia, non avete possibilità di incontrarvi, toccarvi, divertirvi, fare all’amore; per chi è più adulto, che spesso purtroppo nel lavoro trova non solo l’origine del sostentamento familiare ma anche un modo per scaricare le tensioni che si generano all’interno di una famiglia; per l’anziano che vive solo, al quale manca la passeggiatina, o la scappata nella galleria dell’Iper per parlare con qualche amico. Oppure penso a tutti coloro che in queste settimane dovevano festeggiare compleanni, anniversari, e che avevano programmato qualche piccola festa per solennizzare questo avvenimento. E, ma non per ultimo, penso a tutti coloro che, invece, in questi giorni vivono reclusi nella paura che un loro parente, un loro carissimo amico ammalatosi di Covid-19 possa morire, senza poterlo accudire, senza potergli stare vicino, senza poter avere se non telefonicamente un supporto psicologico da altri amici ed altri parenti. Ed, infine, penso a tutti coloro che invece si sono ammalati, che sono in quarantena obbligatoria e contano i giorni per poter dire “l’ho scampata”, oppure non li contano nemmeno più, perché intubati, hanno perso il conto dei giorni, e sperano solamente di poter rivedere i loro cari. Insomma è dura, lo sappiamo, ma pare proprio che questo nostro sacrificio stia dando i frutti sperati: il picco dell’epidemia, o pandemia che dir si voglia, di Coronavirus sembra superato. E’ presto per dirlo, è presto per credere di poter uscire tra qualche giorno tutti allegramente come un tempo, ma la luce in fondo al tunnel è più vicina. Un proverbio Maori dice “gira il tuo volto verso il sole e le ombre cadranno dietro di te”. Facciamolo tutti.

    Il direttore