INTERVISTA ALL’A.D. FERENCZ BARTOCCI  
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   03/07/2022 12:00:00 

 

“La società ed i suoi ideali sono sempre al 1° posto. E’ sempre più forte lo spirito di essere Leoni”

 

Nel giorno del terzo anniversario da dirigente bianconero e ad un anno dalla storica vittoria di Torino che è valsa la Serie A abbiamo avvicinato l’ad del Derthona Ferencz Bartocci.

 

Proprio oggi, 3 anni fa iniziava il tuo percorso a Tortona. Come è cambiato il Derthona da allora? “Credo che sia sempre più forte lo spirito di essere “Leoni”. Piccoli traguardi organizzativi, tappe incredibili sportivamente parlando con una Supercoppa, un Campionato vinto e poi le recenti soddisfazioni in Serie A. Il supporto del Gruppo Gavio continua poi a dare degli stimoli incredibili per crescere sempre di più come società del e per il territorio”.

 

E’ un anno dalla splendida serata di Torino che è valsa la promozione in Serie A. Che ricordi hai di quella partita? “Quando Sanders è andato in lunetta ricordo di aver detto a Vittorio Perticarini, seduto accanto a me al tavolo della giuria, “ma sta succedendo davvero?”. Ancora adesso mi emoziono pensando a quegli istanti che poi, credo per tutti, racchiudano in pochi secondi tanti aspetti della vita personale”.

 

Come sono cambiati il lavoro e l’impegno richiesti in Società? “In primis credo che chiunque sia impegnato per il Derthona Basket debba avere sempre in mente che la Società e i suoi ideali sono e devono sempre essere al primo posto. Credo che chiedendo a noi stessi il massimo dell’impegno sia poi più facile soddisfare quelli che sono gli obiettivi del club ed in generale gli impegni che un campionato di Serie A richiede. Far parte di LBA significa davvero sedere al tavolo della massima espressione della pallacanestro italiana: credo che il Derthona possa dirsi pronto su tutti i fronti ad imparare dagli altri ma allo stesso tempo stimolare con l’entusiasmo dei nuovi arrivati”.

 

Dopo Giacomo Carrera ci saranno altri innesti? “L’arrivo di Giacomo Carrera rappresenta un grande step nella nostra organizzazione. Questo comporta una ridefinizione di ruoli che coinvolge principalmente Vittorio Perticarini che dall’area sportiva passa a quella dell’organizzazione generale con un ruolo di coordinamento davvero importante. Carrera sarà invece la persona che gestirà tutto il mondo della prima squadra con la collaborazione del nostro Team Manager Lorenzo Sorteni”.

 

Siete sempre attivissimi per il sociale. E’ una vostra priorità? “Siamo sempre attivi per Tortona ed il Tortonese. Questo sì. Crediamo fortemente nelle persone e vogliamo giorno dopo giorno sempre più sostenere i progetti che il mondo cittadino propone. È chiaro che una delle finalità è quella di avere sempre più tifosi ed appassionati e per far questo dobbiamo uscire e vivere l’ambiente che ci ospita”.

 

Il Derthona cerca di fidelizzarsi molto sul territorio, come è stata la risposta della città in termini di sponsor e tifo? “I 3.500 spettatori di gara 3 contro la Virtus Bologna sono un primo riconoscimento del lavoro svolto. Numeri importanti che portano entusiasmo nella squadra ma anche nelle aziende che ci sostengono. Proseguiamo poi con il Club dei Leoni che si spera possa davvero trasformarsi stagione dopo stagione in un vero e proprio zoccolo duro del sostegno ai valori della Società”.

 

Tempistiche per la Cittadella?

“I lavori proseguono, l’obiettivo resta il 2023 per l’impianto da gara per la Serie A”.

 

Squadra femminile. A che punto è la collaborazione con Castelnuovo? “Stiamo lavorando in sinergia perché si possa davvero diventare un’unica entità. Il mondo femminile ci regalerà grandi emozioni”.

Davide Maruffo

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INCREDULITA’ 

 

Se ripenso a cosa ho provato la sera del 29 giugno al suono della sirena di Gara 5 contro Torino, la prima sensazione in assoluto è stata l’incredulità. Mi sono ritrovato all’improvviso a camminare per il campo di gioco con le mani nei capelli, quasi inebetito, travolto da una serie di emozioni che solo chi ha vissuto quei momenti può comprendere. Prima di tuffarmi, senza neanche togliermi la giacca, sulla montagna dei corpi dei ragazzi che si abbracciavano a bordo campo, ho solo avuto modo di pensare: incredibile, siamo in Serie A. Il Nostro Derthona in Serie A, nel primo campionato italiano! Proprio noi, che facevamo la conta della macchine e degli equipaggi prima di partire per le trasferte, che ci lavavamo a casa le maglie da gioco, che abbiamo esaurito i “Camogli” negli autogrill… Me lo sono dovuto ripetere più volte, perché il cuore mi scoppiava di gioia, ma il cervello faceva fatica a recepirlo. E mentre vagavo a centro campo, scorrevano davanti ai miei occhi le immagini a ritroso dell’incredibile cavalcata che ci aveva portato alla vittoria nei playoff: troppe coincidenze, troppe vittorie allo scadere in circostanze rocambolesche per essere casuali (Luigino, per caso c’entri qualcosa?). Forse era già tutto scritto, semplicemente non lo sapevamo.

Roberto Tava

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