Gestione Acqua intende impugnare la delibera Egato6

Si è aperto un nuovo capitolo della vicenda che vede coinvolti i gestori dell’acqua dell’ambito ottimale Egato6 alessandrino, ente che governa il ciclo idrico integrato dai comuni di gran parte della provincia e i tre gestori Amag Reti Idriche, Comuni Riuniti Belforte e Gestione Acqua Spa società che gestisce l’acqua nel Tortonese e nel Novese. La storia ha inizio nel 2021 quando Egato6 presenta progetti per l’ammodernamento delle reti per accedere ai fondi Pnrr  per i quali occorrono gestori a sola valenza pubblica. Da qui la vicenda che vede coinvolta Gestione Acqua che invece fa parte di Acos società a partecipazione privata. Con la delibera 42 del 2024 Egato6 disponeva la revoca dell’affidamento del servizio idrico integrato alla controllata Gestione Acqua relegandola al ruolo di gestore salvaguardato, la società faceva ricorso al Tar Piemonte.

Lo scorso giovedì 26 giugno i sindaci di Egato6 hanno approvato a maggioranza (12 favorevoli, 3 contrari) la delibera 17 per la nascita di una nuova società idrica, la So.Ge.Ri. (Società Gestione Riunita Idrico), con l’affidamento in house del servizio idrico integrato, un modello gestionale a controllo interamente pubblico  per non perdere gli ingenti finanziamenti del Pnrr. La delibera approvata da Egato6 sarà inviata a Arera e M.i.t., e ciò dovrebbe sbloccare da parte del Ministero i 17 milioni di euro di finanziamenti Pnrr per le infrastrutture idriche. Questa delibera se va bene per Amag e l’ambito alessandrino non va bene per Gestione Acqua, che impugnerà l’atto “nelle sedi giurisdizionali”. Gestione Acqua, che gestisce il servizio idrico integrato (acquedotto, fognatura, depurazione) in 72 comuni di Tortonese e Novese con circa 60 mila utenze e 162 mila abitanti, lamenta “la ricollocazione nel ruolo subordinato di gestore salvaguardato” che “presenta profili di manifesta illegittimità e introduce gravi elementi di incertezza e criticità nella gestione di un servizio pubblico essenziale”. Secondo Gestione Acqua si “evidenzia la palese e insanabile contraddittorietà che caratterizza l’azione amministrativa di Egato6, volta a realizzare una palese e pretestuosa estromissione di Gestione Acqua. L’Ente, infatti, mentre da un lato resiste in giudizio dinnanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, per difendere la legittimità dell’affidamento in essere a tutti i gestori fino al 2034 e quindi anche per la stessa Gestione Acqua S.p.A.; dall’altro lato, adotta provvedimenti di segno diametralmente opposto, volti a prefigurare un nuovo e differente assetto gestionale basando le proprie decisioni su incontri con referenti di M.i.t. ed Arera, i cui esiti non risultano da documentazione scritta”. Inoltre sempre secondo Gestione Acqua “desta la massima preoccupazione la scelta di individuare quale nuovo affidatario la società Amag Reti Idriche S.p.A. (futura Società Gestione Riunita Idrico S.p.a.) che sinora si è dimostrata non affidabile, non avendo realizzato gli impegni previsti dal Piano infrastrutturale, a differenza di Gestione Acqua S.p.A., come da evidenze formali elaborate dalla stessa direzione di Egato6. L’affidamento temporaneo ad Amag, inoltre, avviene su un operatore che, allo stato attuale e come già rilevato nella nota tecnica a suo tempo predisposta del direttore di Egato, versa in una condizione di comprovata precarietà gestionale e finanziaria già evidenziata nei propri bilanci”. Gestione Acqua ha “operato diligentemente sulla base di un affidamento legittimato dallo stesso Egato e posto alla base degli ingenti finanziamenti richiesti al sistema bancario, erogati su autonome valutazioni in merito alla legittimità dell’affidamento del servizio idrico integrato sino al 31 dicembre 2034, coerentemente alle deliberazioni Egato6 n. 37/2018 e n. 21/2019. Le recenti e contradditorie deliberazioni di Egato6, pertanto, espongono la società a potenziali danni di natura patrimoniale”. “Lungi dal risolvere la tematica del Gestore Unico d’Ambito, il provvedimento ne perpetua la parcellizzazione, creando un assetto ancora più complesso e disorganico che vede la coesistenza di un affidatario formalmente designato ma operativamente incerto, e uno o più “gestori salvaguardati” privi di un chiaro mandato. Per queste ragioni Gestione Acqua continuerà ad esperire ogni azione a tutela dei propri diritti e interessi legittimi, a salvaguardia della stabilità e della funzionalità di un servizio fondamentale per i cittadini e il territorio”.