“Lavoro ed impegno sempre garantiti, voglio che la squadra emozioni i tifosi”

Intervista a mister Pietro Buttu 

Il mercato è chiuso con gli ultimi arrivi del bomber Riccardo D’Antoni e di Thomas Gerbino, manca solo un giovane, e sabato al Coppi, dalle 10, si terrà il primo allenamento del nuovo Derthona targato Pietro Buttu. Abbiamo così incontrato il nuovo mister per farci un’idea del suo metodo e conoscerlo più a fondo.

Mister buongiorno, pronto a partire? “Sì alla grande. C’è entusiasmo e voglia di iniziare. Sto vivendo belle sensazioni, un po’ come se fosse il primo giorno di scuola e tornassi ragazzino. Siccome si vive di queste sensazioni devo dire di avere uno splendido stato d’animo”. Come è andato il mercato? “Sono molto contento e non è una frase di circostanza. Ringrazio la società, il presidente Cavaliere, il direttore Mattia Giachello e tutto lo staff. Hanno sopperito alla grande alle partenze di giocatori importanti facendone arrivare di altrettanto farti ed arriviamo all’inizio della preparazione con la rosa al completo, un fatto che non capita spesso”. Come hai lavorato a fianco di Cavaliere e Giachello? “Benissimo! Ciò che fa la differenza è la condivisione dell’obiettivo, sapere cosa bisogna fare e loro sono stati disponibilissimi ed i nostri piani avevano una convergenza unica, questo ha facilitato le cose. Ringrazio anche il team manager Campana e lo staff che hanno fatto sì che da sabato partiremo bene e già avanti nel lavoro. Il periodo della preparazione è il più importante e la vera sfida sarà interagire con la squadra e lo staff. Da parte mia c’è grande fame di conoscenza del gruppo perchè a parte Pippo Scalzi devo farmi una idea più precisa dei singoli ragazzi, ne conosco alcuni perchè li ho incontrati da avversario, altri meno”. Avete raggiunto tutti gli obiettivi prefissati? “In primis devo fare i complimenti e ringraziare la società perchè in tutte le categorie non è così semplice arrivare alla preparazione con la rosa al completo. Loro sono stati sul pezzo da subito, dalla fine del campionato e da quando abbiamo raggiunto l’accordo non hanno mai smesso di lavorare per il Derthona e per la squadra, un grande impegno che ha permesso di soddisfare le nostre esigenze”.

Qualche calciatore ha rifiutato il Derthona? “Non parlerei di rifiuti. Ti spiego: quando vuoi coprire un ruolo o prendere un giocatore per una determinata zona del campo c’è sempre una rosa di candidati, non può essercene solo uno. Bisogna avere alternative in ogni situazione e devo dire che presidente e direttore sono stati bravi in questo, la concorrenza in D è spietata”. Qualcuno ha avanzato richieste insoddisfabili? “Questo ci sta in tutte le categorie. Ma la differenza la si fa quando c’è unità di intenti fra società, staff e allenatore. Un giocatore non deve venire a Tortona come ripiego, deve essere una priorità come lo è stato per me”. Che criteri avete adottato per la loro scelta? “Non lo scopro certo io, ma ci vogliono sempre giocatori di qualità. Credo però che per costruire grandi gruppi la qualità da sola non basti e ci vogliano anche altre caratteristiche; abbiamo scelto ragazzi che abbinino qualità e valori umani e personali importanti. Si può sempre sbagliare ma abbiamo lavorato con questo principio in mente e poi vedremo sul campo se abbiamo avuto ragione”. Parlami dei nuovi arrivi. Il tasso tecnico ed atletico della squadra sembra si sia alzato, dalla difesa all’attacco passando per la mediana… “Iniziando dall’attacco abbiamo preso due ragazzi con qualità realizzative importanti come Buongiorno e D’Antoni che possono giocare insieme e non, con esperienza e caratteristiche diverse. In mezzo al campo abbiamo preso due ragazzi, i Gerbino, che hanno qualità e grande dinamismo, buona esperienza ma anche brillantezza vista la giovane età. In difesa abbiamo completato un reparto già importante con Marcaletti che ha già fatto bene in categoria, e rinforzato gli esterni con Battista. Ora devo solo conoscerli sempre meglio per creare il gruppo e avere un quadro più preciso di ognuno dal punto di vista personale, conoscerli sul campo è determinante”.

Preparazione. Dai più spazio al lavoro fisico o al lavoro con il pallone, o li usi in egual misura? “L’aspetto fisico e tattico vanno sempre a braccetto ed io sono un allenatore che ha sempre preteso tanto dal punto di vista fisico, nelle mie squadre passava sempre il messaggio che alla preparazione non volesse partecipare nessuno (ndr ride); ho grande cultura del lavoro e pretendo tanto dalle mie squadre. Il calciatore deve essere un atleta e ho sempre basato quasi tutto il mio gioco su aggressività ed intensità. Voglio che le mie squadre emozionino, generalmente propongono un calcio aggressivo e dispendioso quindi, se lo posso dire, ci sarà da farsi il culo e non solo durante la preparazione. Ho trovato grande disponibilità anche nello staff, con Samuel Ravera che è un ragazzo molto preparato. Ho sempre sostenuto che questo metodo nell’arco di una stagione possa fare la differenza perchè a parità di qualità se una squadra va di più, tenendo presente che anche l’aspetto motivazionale è fondamentale, la gamba e la corsa fanno poi la differenza. Ci sarà da faticare”. Vuoi dire qualcosa ai tifosi? “Vorrei che sia il campo a parlare, non mi piacciono i proclami ed i manifesti soprattutto all’inizio in una nuova avventura ed in una nuova realtà in cui mi sto inserendo con un cambio radicale di vita. Ci vuole molta umiltà, tanto lavoro e mi auguro di trascinare la gente al Coppi grazie ad una squadra che la entusiasmi e abbia grande senso di appartenenza, le prerogative delle mie squadre. Noi garantiamo lavoro ed impegno per entrare nel cuore dei tifosi”.    

Davide Maruffo

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