Il nuovo Derthona guidato da mister Pietro Buttu ha ufficialmente iniziato sabato la stagione, come abbiamo scritto sull’edizione online, e in questi giorni si sta allenando duramente sui campi della Michelin con doppie sedute e tanto lavoro fisico-atletico. Abbiamo incontrato la nuova coppia d’attacco, Riccardo D’Antoni-Daniele Buongiorno per conoscerli meglio.

Come è stato il primo impatto con Tortona, società e con i nuovi compagni? RD. “Molto positivo sono contento, sono arrivato in un bel gruppo che mi ha accolto benissimo”. DB. “Lo stesso per me, si sente che c’è coesione, tanti ragazzi erano già insieme la scorsa stagione e questo fa tanto, mi sto integrando e sono contento”. Conoscevi già qualcuno? RD. “Conoscevo Thomas Gerbino, abbiamo giocato insieme un anno a Torino in Primavera”. DB. “Io nessuno, sono tutti compagni nuovi per me”. Hai mai affrontato il Derthona da avversario? RD. “Tante volte, 4 almeno, 2 con il Vado e 2 con la Sanremese. Il Coppi mi ha impressionato, è un bellissimo stadio storico e la tifoseria è importante, da avversario è sempre stato difficile giocare contro il Derthona. Con il Vado abbiamo perso 2-1 qui a Tortona e anche in casa”. DB. “Io 2 gare con la Lavagnese da avversario, al Coppi l’impatto è stato bello, si vedeva subito che Tortona è una piazza importante”. Quanto e come si lavora con il mister? RD. “Si corre molto, siamo all’inizio è dura ma sono certo che alla lunga questo lavoro ripagherà”. DB. “Ce lo chiedi oggi che abbiamo fatto i mille! (ride) Ci sta, è il periodo in cui si fatica di più ma come dice Riccardo più avanti si vedranno i frutti di questo lavoro”. Come interpreti il ruolo dell’attaccante? Le tue caratteristiche principali? RD. “Sono un attaccante mobile e dinamico, mi piace andare incontro al pallone e giocare con la squadra; mi piace svariare ma preferisco giocare sulla sinistra”. DB. “Io sono principalmente una prima punta ma anche a me piace giocare con la squadra e partecipare alla manovra, poi in area sfrutto il fisico e il colpo di testa e mi ritengo anche abbastanza freddo sotto porta. Ho anche una buona gamba in campo aperto”. Qual è stata la partita più emozionante della tua carriera fino ad ora? RD. “Pistoia-Montevarchi, si parla di 4 anni fa, Serie C, ho segnato per il Pistoia la mia prima e unica rete da professionista, c’era tanta gente, è stato bello”. DB. “Ricordo con grande piacere soprattutto le reti all’ultimo minuto e devo dire che sono le più belle, ma anche per me il primo goal in assoluto fra i professionisti è stato il momento più emozionante, giocavo nel Messina”. Chi è il giocatore più forte con cui hai giocato? RD. “Valiani a Pistoia, una mezzala che ha fatto tanti anni la Serie A”. DB. “Io ho avuto la fortuna di conoscerne molti, è difficile, ma ti dirò quelli che sono arrivati più in alto: in Primavera giocavo con Sturaro e Sampirsi che poi hanno fatto una bella carriera”. Chi è il tuo giocatore preferito? RD. “Icardi e Aguero”. DB. “Quando ero piccolo mi piaceva molto Batistuta, ora ritengo Harry Kane l’attaccante più completo che ci sia”. Qual è il tuo passatempo preferito al di fuori del calcio? RD. “Mi rilasso, sto con la famiglia, la fidanzata e gli amici”. DB. “Io passo tanto tempo con mia moglie e mia figlia che compie 6 anni fra poco”. Hai un soprannome? RD. “Richy”. DB. “No, non me ne hanno mai dato uno”. Hai qualche scaramanzia prima delle partite? RD. “Non le chiamerei scaramanzie, faccio il segno della croce e bacio i tatuaggi dedicati ai miei genitori e a mio nipote”. DB. “Non ho riti scaramantici, non sono superstizioso”. Cosa fai per rilassarti dopo una partita? RD. “Divano e playstation, riposo”. DB. “Come lui”. Obiettivi per la stagione? A che cifra di reti punti? RD. “Vogliamo fare il meglio possibile e lottare ogni gara fino all’ultimo, Personalmente penso a fare più goal possibile ma in funzione della squadra”.DB. “Arrivare in doppia cifra di goal è importante però che questo sia di aiuto alla squadra per farla stare in alto”. La cosa più importante che vi ha insegnato il calcio? RD. “Il rispetto, l’unione di intenti con i compagni e il saper stare in un gruppo”. DB. “L’insegnamento principale è la disciplina. Io ho lasciato casa a 13 anni, in terza media, per giocare a calcio e mi sono dovuto subito inquadrare. Ho imparato il rispetto per gli altri, la condivisione, valori che poi rimangono dentro”.
Davide Maruffo
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