“Con Fioretti il lavoro è davvero duro! La Cittadella è per noi un grande vantaggio”

Periodo esaltante per il Derthona Basket che nella settimana in cui ricorreva il suo 70º compleanno si è ritrovato in testa alla classifica della Serie A, naturalmente per la prima volta nella sua storia e sente montare in città un affetto ed un entusiasmo sempre maggiori certificati dai sold out della Cittadella che dalla prima gara della stagione è subito diventata il sesto uomo in campo grazie al suo calore. Fattore Nova Arena che sarà fondamentale anche questa domenica in occasione della sfida con Varese che verrà a Tortona con ben altre motivazioni rispetto alla amichevole precampionato e che il Derthona sa di dover affrontare con grande rispetto per continuare a stupire e tornare in vetta al gruppo con Brescia e Virtus. Ma non finisce qui perché dopo appena tre giorni i ragazzi di Fioretti saranno impegnati a Trieste (recupero 6ª giornata rinviata per l’impegno europeo dei friulani) su uno dei parquet più tosti del basket nazionale contro un team esperto e talentuoso che in settimana ha trovato la sua prima vittoria europea della stagione e punta a fare un campionato di alta classifica. Alla vigilia di due appuntamenti così importanti abbiamo incontrato il veterano del gruppo bianconero, Paul Biligha, che di battaglie ne ha combattute e sa come si deve fare per vincere.      

Ciao Paul. Da veterano della Serie in cui giochi dal lontano 2012 che giudizio puoi darci sul campionato di questa stagione? Il livello del nostro basket è sempre più alto? “E’ un campionato che si è adattato al nuovo stile di giocare a pallacanestro, fatto di tanta transizione e mis-match, un tipo di basket quindi in cui puoi vincere o perdere con chiunque”. Hai giocato in tante società blasonate del nostro paese. Dove hai avuto le maggiori soddisfazioni? “Beh, devo dire che tutte sono state importanti per la mia crescita ma sicuramente Venezia e Milano mi hanno dato la possibilità di vincere ai più alti livelli”. Hai giocato tre stagioni in Eurolega con Milano, è stato un onore giocare al massimo livello europeo? “Assolutamente sì, competere ai massimi livelli europei è stato super! Affrontare grandi campioni aiuta tanto a crescere e prendere consapevolezza di sè. Capisci più velocemente che giocatore sei e puoi diventare”. Come descrivi il tuo rapporto con la nazionale con cui hai ben 78 presenze fra maggiore e U20? “La nazionale italiana è stata per me un bellissima opportunità di rappresentare il mio Paese ai massimi livelli europei e mondiali, un’esperienza che in club è difficile da ripetere”. Sei a Tortona da due anni, come ti trovi? “Mi trovo molto bene, la città è a misura d’uomo ed i tifosi sono fantastici”. A 35 anni sei una roccia e gli oltre 15’ di media in campo sono sintomo che stai bene fisicamente, quanto e come curi il tuo corpo? “Sì sto bene ma non faccio niente di speciale; seguo la programmazione della squadra ed i consigli dei dottori, dei fisioterapisti e del preparatore atletico che ci seguono con grande attenzione”. La Cittadella dello Sport ha migliorato il vostro lavoro settimanale e sta facendo sentire il suo peso anche nelle partite di campionato? “La Cittadella è una splendida struttura in cui è bello lavorare e per Tortona è una grande opportunità. Giocare in casa per noi è un vantaggio, il tifo è super e noi in campo diamo il 100%”. Conoscendo già bene Fioretti hai avuto meno difficoltà ad adeguarti al suo metodo di lavoro? “No, conoscendolo sapevo già cosa aspettarmi! Il lavoro settimanale con il coach è davvero duro ma se facciamo le cose previste i risultati si vedranno”. Derthona capolista in Serie A per la prima volta nella sua storia (anche se solo per quel giorno). Tu hai vissuto questa situazione spesso con MiIano. Cosa cambia a livello mentale e come si riesce a rimanere in alto? “Cambia poco! Si deve continuare a lavorare come ad inizio campionato, siamo concentrati sul crescere come squadra e come gruppo e c’è ancora tanta strada da fare”. Domenica arriva Varese, che squadra affrontate e che gara vi aspettate? “Una squadra che non sarà quella affrontata in amichevole con una grande voglia di rivincita”. Pochi giorni dopo si va a Trieste su un parquet storicamente difficile vero? “Trieste è un parquet tosto per tutti; noi l’anno scorso non abbiamo fatto una buona partita in Friuli ma prima pensiamo a Varese, dopo prepariamo Trieste”.

Varese. Domenica alle 18 terza gara consecutiva in casa alla Cittadella per il Derthona di Fioretti che ospita una blasonata Varese in grossa difficoltà. Terzultima a quota 2 è la 2ª peggior difesa per punti concessi (470), il 2º peggior attacco per punti segnati (394, poco più di 78 di media) e la peggior squadra per rimbalzi. Inoltre ha un uomo importante come Freeman (7 di media) non ancora al meglio dopo un lungo stop per l’infortunio al tendine di Achille. Rimane comunque un team da prendere con le molle in cui spicca lo strapotere fisico del lungo finlandese Olivier Nkamhoua che viaggia a oltre 20 di media (miglior realizzatore del campionato e 2º per stoppate) e quasi 7 rimbalzi a gara ed il talento del play nigeriano Ike Iroegbu (19 e 4 assist di media). In doppia cifra anche gli italiani Librizzi (13,8 con oltre il 53% da tre) ed Alviti (ex Derthona, 11) e la guardia americana Taze Moore (12). Dalla panchina il centro Nate Renfro, il giovane 2006 Assui (22 minuti di media), Ladurner e il piccolo play Stefan Moody (178 cm).     

Precedenti. I Leoni con Varese in casa hanno sempre vinto: 104-99 il primo anno di A, 103-91 stagione ’22/’23, 90-83 due anni fa e 89-82 la scorsa stagione. 

Trieste. Dopo appena tre giorni i Leoni affrontano una trasferta impegnativa su un campo ostico e dopo il miglior realizzatore della A si troveranno di fronte il miglior rimbalzista del campionato, il centro maliano Mady Sissoko (8,8) che primeggia anche in valutazione (20) e metterà certamente in scena una bella lotta con il bianconero Olejniczak ad oggi miglior rimbalzista offensivo del campionato (4). Con 5 uomini in doppia cifra ed il secondo miglior realizzatore del campionato, la guardia americana Jahmi’us Ramsey (20,4) è squadra di alto livello che appena troverà il suo equilibrio potrà essere una vera mina vagante della stagione grazie ad uno zoccolo di giocatori italiani esperti come Moretti, Candussi, Ruzzier e talentuosi come Markel Brown (10,6 ed il 40% da tre), Toscano-Anderson l’ex Derthona Colbey Ross miglior assistman del gruppo a oltre 4 di media a gara. Trieste partecipa alla BCL inserita nel gruppo E dove fino ad ora ha ottenuto 1 sola vittoria su 4 gare giocate, martedì sera con l’Igokea (115-90).

Precedenti. Tre i precedenti a Trieste in Serie A: sconfitte 88-57 stagione ’21/’22 e 86-72 lo scorso anno, vittoria 60-88 ’22/’23. 

D.M.

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