Vendemmia 2025, parlano i viticoltori: annata da grandi bianchi

Continuiamo l’inchiesta sulla valutazione della vendemmia 2025 intervistando Elisa Semino, de La Colombera di Vho. Come è andata la vendemmia 2025? Sono molto contenta della vendemmia 2025, le uve a bacca bianca hanno beneficiato delle condizioni stagionali e ci hanno permesso di ottenere vini di ottima qualità e grandi vini bianchi, con una resa buona e omogenea. Per i rossi, invece, l’annata è stata più impegnativa: il caldo estivo ha reso la maturazione delle uve a bacca nera più complessa rispetto al passato. È una sfida che stiamo riscontrando sempre più spesso negli ultimi anni.

Il clima molto piovoso di quest’anno come ha influito? Per fortuna le giornate piovose sono state equilibrate da giornate molto calde, quindi alla fine anche quest’anno siamo andati in vigneto a fine agosto perché le uve erano pronte. Qual è la qualità delle uve? Sui bianchi ottima, sui rossi dove siamo riusciti a vendemmiare per tempo molto buona. Il mondo del vino sconvolto e spaventato dai dazi di Trump. Gli extracosti a quanto pare si stanno abbattendo sui produttori. State subendo dei contraccolpi? All’inizio del 2025 alcuni dei nostri importatori avevano effettuato ordini importanti, proprio perché prevedevano possibili criticità legate ai dazi. Successivamente, durante Vinitaly e nelle settimane dopo la fiera, si è però verificato un rallentamento: gli importatori hanno preferito sospendere gli acquisti finché non fosse chiarita la situazione. Quando una nave arriva al porto di New York l’importatore deve pagare subito il dazio, quindi era comprensibile la loro prudenza. Ora che la percentuale è stata definita, gli ordini stanno ripartendo. Certo, il 15% di dazio non è d’aiuto, ma la situazione avrebbe potuto essere molto più grave. Si dovranno attuare nuove strategie di marketing? Il mondo del vino ha dinamiche molto specifiche e tradizionali, ma rinnovarsi fa sempre bene. Sicuramente è fondamentale continuare a lavorare con impegno sulla qualità delle uve e dei vini: per noi, questa è l’unica vera base di partenza. Stiamo cercando di essere sempre più vicini ai nostri clienti attraverso degustazioni e momenti di approfondimento. Inoltre, abbiamo pensato di organizzare più degustazioni rivolte al pubblico giovane, sia in cantina sia nella sala degustazione. I giovani sono molto ricettivi: ne arrivano tantissimi in cantina ed è un piacere raccontare loro la nostra storia e come nasce il vino. State cercando di aprirvi verso nuovi mercati visti i problemi con gli Stati Uniti? Sì, siamo appena stati in Giappone. Tuttavia, in questo momento molti mercati internazionali stanno osservando la situazione con cautela, in attesa di capire come evolveranno i conflitti geopolitici e i cambiamenti climatici. Quali sono le nuove tendenze del mercato e il gusto dei consumatori oggi? Oggi i consumatori cercano soprattutto vini freschi e fruttati. In realtà, il Derthona Timorasso piace molto proprio per la sua eleganza e struttura, e con il tempo conquista grazie alla sua spiccata mineralità. Su che prodotto è orientata la vostra azienda? Sicuramente sul Derthona Timorasso e le sue riserve e la barbera, siamo azienda storica del territorio e legata alla tradizione. In questi anni si sta ampliando il mercato dei dealcolati. Cosa ne pensate? Ne producete? Non ne produciamo ma mi sono ripromessa che al prossimo Wine Paris con le mie colleghe enologhe ne faremo uno “studio”. Ricordiamo ai lettori quali sono per voi le regole per produrre un buon vino? Servono tanta cura e attenzione, sia in vigneto sia in cantina, oltre a molto buon senso. E naturalmente non può mancare la passione: dall’esterno il mondo del vino può sembrare “dorato”, ma in realtà è fatto anche di impegno e di sacrificio quotidiano.

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