Restyling di piazza Vittorio Veneto con nuovi alberi e aiuole decorative
Venerdì sera in sala Pessini l’amministrazione comunale e il team dei tecnici che si occupano del progetto, hanno illustrato come cambierà piazza Vittorio Veneto. I progettisti sono l’arch. Mariano G. Santaniello, l’ing. Danilo Fasciolo, l’agronomo dott. Alberto Mallarino e il responsabile per quanto riguarda il rilievo topografico è il geom. Domenico Mauro Vallino. Come ha illustrato il sindaco Gianni Tagliani, tutto parte dalla “necessità di riqualificare e mettere in sicurezza un’area del centro dalla forte valenza storica e culturale.

Abbiamo anche considerato alcune suggestioni emerse dai lavori prodotti dai giovani studenti delle nostre scuole: creare uno nuovo spazio da vivere dove incontrarsi, pieno di colori, piante e fiori, con farfalle e insetti impollinatori, un laboratorio all’aperto per la didattica, e così via”. Come hanno illustrato i tecnici intervenuti nel corso della serata “l’intervento è quello di valorizzare gli spazi urbani rendendoli funzionali a una maggior fruizione da parte dei cittadini, aggiornandoli morfologicamente e visivamente nella loro percezione comune, senza sminuirne la capacità evocativa in una dimensione e un approccio generale guidato da una consapevolezza condivisa e una reale sostenibilità e compatibilità ambientale. Le caratteristiche dello stato dei luoghi comporteranno, in sintesi, il totale rinnovamento dell’apparato arboreo e vegetale esistente in considerazione delle reali condizioni di instabilità strutturale e quindi di ridotta sicurezza per la pubblica incolumità, la significativa riduzione delle componenti pavimentate, un rinnovato impianto di illuminazione pubblica capace di ridurre sia i consumi energetici che l’inquinamento luminoso e una nuova rete di collegamento viario e pedonale garantendo la totale accessibilità anche per soggetti portatori di disabilità motoria”. Venendo nello specifico, per quanto riguarda la piazza, è stata ribadita la volontà espressa dall’amministrazione comunale di intervenire sull’area monumentale preesistente e celebrativa dei caduti castelnovesi durante il corso dei conflitti bellici che hanno interessato l’Italia post-unitaria e pertanto si propone di aggiornare spazialmente l’intero spazio urbano, riorganizzando gli ambiti e ridefinendo il tracciato dei percorsi interni. L’asse del viale centrale viene mantenuto nel suo posizionamento, nel rispetto della prescrizione ministeriale, anche se ne viene ipotizzato il suo completo rifacimento e il suo dimensionamento, eliminando la cordolatura esistente. La sezione trasversale del viale centrale, pur mantenendo l’assialità esistente, verrà leggermente ridotta per valorizzare la nuova piantumazione del viale alberato che sostituirà l’esistente gravemente ammalorata e pericolosa per l’incolumità pubblica.

La pavimentazione del nuovo viale verrà realizzata con un massetto in calcestruzzo drenante. Il nuovo viale alberato sarà realizzato con un sesto di impianto di carpini bianchi (carpinus betulus), capace di superare i 20 metri di altezza, posizionati a una distanza di sette metri e mezzo l’uno dall’altro. È prevista la messa a dimora di soggetti di media altezza con tronco di circonferenza a 1 m di cm 20-25 che si svilupperà longitudinalmente lungo l’asse viario esistente e rinnovato con piantumazione accoppiata sui due lati del percorso pedonale. Nello spirito indicato nella comunicazione della Soprintendenza si è ritenuto di intervenire con un’opera di ridisegno e ridefinizione dell’area intervenendo sia sul monumento vero e proprio che sul contesto spaziale adiacente. L’area definita dal perimetro della cordolatura esterna si dispone longitudinalmente nello spazio occupandola con quattro aiuole a rettangolo irregolare. Una volta terminata l’operazione di abbattimento dei tronchi dei tigli e di eradicazione delle ceppaie residue, si provvederà alla rimozione di uno strato superficiale del terreno vegetale mediante uno scotico di almeno cm. 30 con stesa di terreno vegetale e messa a dimora di tappeto erboso e di piantumazione di essenze arboree e arbusti.Si eseguiranno sezionamenti dello spazio verde, aiuole decorative, fiorite e non, con piante arbustive, erbacee, officinali, aromatiche, tintorie, rievocando e rispettando la storica tradizione castelnovese della coltivazione del gualdo, in un’ottica di suggerimento anche di approcci e modalità didattiche e sensoriali della fruizione dello spazio pubblico con un’adeguata cartellonistica informativa. In quest’ottica si è ritenuto anche di valorizzare ulteriormente la partizione ritmica dello spazio e la percezione visiva con la realizzazione di alcune di queste aiuole in vasche pensili eseguite in lamiera di acciaio corten ad altezza variabile. Alcuni di questi sezionamenti saranno realizzati con l’esecuzione di percorsi minori e secondari, finalizzati a garantire l’accesso e l’attraversamento dello spazio pubblico. Questi nuovi percorsi secondari saranno realizzati utilizzando le lastre di grande dimensione in calcestruzzo vibro-compresso. Il completamento dell’intervento prevede la fornitura in opera di elementi di arredo che saranno realizzati con materiale che per caratteristiche, grado di finitura e cromia dialogheranno con il contesto riqualificato. L’area sarà illuminata a led e vi saranno collocati dissuasori verticali per il traffico pedonale, rastrelliere portabiciclette, cestini portarifiuti, bacheche informative, pannelli per le pubbliche affissioni. Tutti questi elementi di arredo, inclusa la scelta dei pali per l’illuminazione pubblica, saranno acciaio corten. Infine nel cortile del collegio dei Gesuiti sarà rimosso lo strato di asfalto riprofilando e ricompattando il fondo, raccordando con una piccola rampa di accesso le quote stradali con quelle del piano di campagna interno dell’area e realizzando un vialetto carrabile di massetto. La restante porzione dell’area sarà dotata di una pavimentazione drenante costituita da strati di ghiaietto a differente granulometria adeguatamente stesi, compattati e rullati.
Helenio Pasquali
(Foto Luigi Bloise)
Una tragedia purtroppo annunciata
Mercoledì 11 febbraio, un uomo di 43 anni, proveniente dal Bangladesh, è morto sul cavalcavia di Tortona investito da un camion. L’uomo, padre di due figli, era un lavoratore della logistica di Rivalta Scrivia che tornava a casa dal lavoro. L’interporto di Rivalta Scrivia è uno dei più grandi poli logistici del nostro Paese, strategico per il triangolo industriale Torino – Genova – Milano. Funge da retroporto di Genova, con magazzini, dogane, terminal ferroviari. All’interno di quei magazzini, migliaia di addetti, in gran parte stranieri, sottoposti a dure condizioni lavorative, pesanti carichi di lavoro, orari e turni massacranti. La nascita di questo polo logistico ha dato luogo ad un intenso e costante traffico di mezzi pesanti – Tir, container – che impatta pesantemente sulla viabilità locale rimasta inalterata da decenni. Non solo, ma si registra un inquinamento esponenziale dell’aria, a seguito dell’emissione di gas di scarico e sporcizia dappertutto. Tortona è una città soffocata dai camion: questo è il prezzo che il territorio paga alla logistica! E’ successo adesso, ma poteva succedere tante volte anche prima. Quante volte abbiamo incontrato questi lavoratori, di mattina, di sera, di notte, con la nebbia o sotto la pioggia, in bicicletta o con il monopattino, arrancare faticosamente verso casa, su strade in cui a stento appariva la segnaletica, affaticati da ore e ore di lavoro? Quante volte si è rischiato l’incidente mortale? Qui ci sono responsabilità precise dei datori di lavoro che hanno il dovere di informarli, ma anche di equipaggiarli con giubbotti catarifrangenti in modo di proteggerli. Ma tant’è! E poi c’è la politica, gli amministratori interessati. Manca un servizio adeguato di trasporto pubblico per gli insediamenti industriali a Rivalta Scrivia. Ce n’è già uno ma non è sufficiente. Occorrono più corse sincronizzate con gli orari di inizio e di cessazione del turno per i dipendenti. I costi sono troppo alti? Si deve chiedere alle aziende di contribuire a sostenere questi oneri per i propri dipendenti. E poi, ma non in ordine di importanza, la pista ciclabile. S’è fatta una pista ciclabile che collega Tortona e Viguzzolo, perché non s’è fatta tra Tortona e Rivalta? Infine, serve una revisione delle vie di comunicazione che circondano la città con un progetto lungimirante e da avviare con celerità. Intanto, oggi, ci troviamo a piangere la morte di questo lavoratore immigrato della logistica. Sono drammi che non devono più accadere, almeno che la sua morte sia da stimolo ad affrontare un problema che c’è e che non si vuol vedere, che non si vuol sentire. Riposa in pace, fratello. Che la terra ti sia lieve.
Presidio permanente di Castelnuovo
Liquidazione controllata
Il tribunale di Alessandria ha dichiarato il 3 febbraio scorso la liquidazione controllata per la ditta Mauro Chieregato con sede in via Solferino 21; liquidatore la dottoressa Federica Borgoglio.
