Il 26 febbraio l’assemblea di Aido per informarsi sulla donazione organi
Tra pochi giorni il Ministero della Salute comunicherà il report annuale su dichiarazioni di volontà espresse, donazioni di organi e tessuti effettuate e sul numero di trapianti eseguiti nel 2025. In Italia la donazione organi e tessuti è regolata da una legge organica, la 91/99 che disciplina anche la modalità di prelievo degli organi post mortem e il trapianto. Una legge garantista che tutela donatore e ricevente con l’anonimato e che prevede la gratuità: chi riceve non paga nulla per il trapianto e dall’altro canto chi dona non riceve alcun compenso. La gratuità, come l’anonimato sono pilastri importanti della nostra legislazione che prevede anche il valore solidaristico della donazione: non si sceglie a chi donare perché tutti hanno diritto ad essere curati e salvati.

Si direbbe che le norme sono chiare, ma non tutti conoscono a fondo la legge e, come abbiamo già avuto modo di scrivere, in molti cittadini permangono dubbi che condizionano la scelta a favore della donazione. “E’ bene ribadire che la donazione prevede il rischio zero per il donatore che viene identificato dopo la morte. Nel momento in cui subentra la morte cerebrale, che significa cessazione irreversibile di tutte le funzioni cerebrali, incluse il tronco encefalico e le attività cognitive, un collegio di tre medici attivano un periodo di osservazione di sei ore, durante le quali, per due volte, sono ripetuti tutti gli esami per accertare la morte cerebrale. Solo successivamente a questo tempo se la persona aveva dichiarato la volontà di donare e i suoi organi sono sani, si potrà procedere con le valutazioni del caso. Oppure se il deceduto non aveva espresso la volontà ma è ritenuto idoneo alla donazione si chiederà il consenso della famiglia. Ma deve essere chiaro che la persona è morta, non c’è alcuna possibilità di reversibilità. Il prelievo degli organi avverrà dopo molte ore successive alle sei predette, spesso di notte, quando le sale operatorie sono libere dagli interventi programmati. Questa è la procedura seguita in qualsiasi ospedale italiano. Per chi volesse saperne di più, invito a partecipare all’assemblea del Gruppo Aido di Tortona che si terrà presso la sede di via Pernigotti, il 26 febbraio alle ore 21” informa la presidente provinciale di Aido, Nadia Biancato, che interverrà all’incontro annuale. “Con la donazione organi si dona un futuro a chi non lo ha. Siamo profondamente grati a tutti coloro che scelgono la donazione dichiarandolo all’Aido o al rinnovo della carta di identità. E lo siamo infinitamente di più a tutti i parenti che in un momento di dolore immenso, danno il consenso al prelievo degli organi dei loro cari deceduti. Prevalentemente grazie al loro “Sì” oggi è possibile garantire il trapianto a chi ne ha bisogno. Ma è bene sapere che gli organi disponibili riescono a salvare la vita a meno di un terzo di coloro che ne avrebbero bisogno. Fino a che i cittadini italiani, e di questa provincia in particolare, non acquisiranno la consapevolezza che dare il consenso alla donazione è la cosa giusta da fare perché non si corre alcun rischio, perché se non donati gli organi si decompongono un attimo dopo la cessazione delle funzioni vitali, si continueranno ad avere migliaia di pazienti in lista d’attesa per anni, a rischio della loro vita” conclude Biancato che invita a visionare il documentario “Effetto Nicholas” scaricabile dal sito www.donalavita.net del Centro Regionale Donazione e Prelievo Organi del Piemonte.
