Sempre meno i medici di base: un’emergenza che si trascina da anni

Per descrivere al meglio la deficitaria disponibilità di medici di base nel nostro Paese ben si presta il titolo del famoso film nel quale Bill Murray si trova a rivivere in loop la stessa giornata senza che nulla sia cambiato “Ricomincio da capo”. Sulle nostre colonne, infatti, 3 anni or sono titolavamo in prima pagina sul numero del 28 aprile “Sempre meno medici di base: ora è davvero emergenza”; nel testo si faceva riferimento ad un articolo di 5 anni prima, 10 febbraio 2018, dal titolo “Verso l’emergenza per i medici di base: sono sempre di meno”, nel quale si segnalava che in provincia nel giro di sei anni (cioè nel 2024) si sarebbe registrata una carenza di medici di base del 50%. É evidente quindi come poco, anzi nulla, sia stato fatto per invertire la rotta. Ci ritroviamo così in un presente in cui, come nel Giorno della marmotta, nulla è cambiato.

Da un’analisi di Fondazione Gimbe, organizzazione no profit che da oltre 25 anni promuove attività di formazione e ricerca in ambito sanitario, risulta infatti che nel nostro Paese mancano oltre 5.700 medici di base, con carenze in 18 regioni, e che ogni medico segue in media 1.383 assistiti, ben oltre il rapporto ottimale di 1.200. Inevitabile dunque che i cittadini fatichino sempre di più a trovare un medico di famiglia; nell’arco di 5 anni, tra il 2019 ed il 2024, 5.197 medici hanno cessato l’attività nel contesto di una popolazione sempre più anziana: lo scorso anno gli over 65 erano quasi 14,6 milioni di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche. Le prospettive, inoltre, non sono migliori: secondo i dati della Fimmg, Federazione italiana dei medici di medicina generale, tra lo scorso anno ed il 2028 ben 8.180 medici hanno raggiunto o raggiungeranno l’età pensionabile, nella nostra regione sono circa 433. A fronte di queste uscite i numeri dei nuovi ingressi per compensare i pensionamenti attesi sono ampiamente insufficienti visto che tra il 2014 ed il 2017 il numero annuale di borse di studio per la formazione di nuovi medici si è mantenuto intorno a 1.000; successivamente questo dato dopo il picco di 4.362 del 2021, grazie a due finanziamenti straordinari, ha ripreso a scendere fino a 2.228 dello scorso anno. Secondo i dati Gimbe nella nostra regione il numero medio di assistiti per medico è di 1.407, oltre la media italiana di 1.383 e ben al di sopra, come detto, del rapporto ottimale di 1.200. “Le carenze di medici di medicina generale – dice Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe – è un problema che affonda le proprie radici in una programmazione inadeguata che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale”: infatti, se anche tutti i medici andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 ed il 2025 fossero assegnate le nuove leve non riuscirebbero a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028 con un gap di oltre 2.700 medici. “A questa crisi delle medicina generale – prosegue Cartabellotta – bisognerebbe rispondere con una riforma organica capace di rendere più attrattiva la professione”. Per far ciò però serve una visione d’insieme e non come fatto fino ad oggi, con i (non) risultati ottenuti, con singole iniziative legislative a spot o con soluzioni frammentate da parte di Governo e Regioni. La carenza di medici è un problema che affligge anche Tortona dove i dati corrispondono, anzi superano, quelli nazionali: dividendo infatti il numero dei residenti in città, 27.228, per i medici di base (elencati dal portale Salute Piemonte alla sezione Il mio medico), 14 (di cui 2 non opzionabili), la media è di 1.949 assistiti per medico. A fine febbraio dello scorso anno l’allora direttore del distretto Orazio Barresi sulle nostre colonne dichiarò che la carenza di medici era di 9. Ora non è ancora dato a sapere quale sia il deficit di medici di base: l’Asl da noi contattata non ha ancora dato riscontro. Oltre a ciò si aggiunge il continuo stillicidio di medici: a fine marzo ci sono state infatti le dimissioni del dottor Rescia e del dottor Perseghini. E non va meglio nel Tortonese dove in molti comuni nei prossimi mesi è previsto il pensionamento o il trasferimento di numerosi medici di base. Un esempio è il comune di Pontecurone dove pare una dottoressa sia prossima alle dimissioni, per l’eccessivo carico di lavoro (perchè l’Asl non interviene in sostegno?) ed un secondo medico a fine giugno dovrebbe andare in pensione. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA