Presentata alla Consulta regionale la digitalizzazione delle carte di attitudine e potenzialità tartufigena realizzate da IPLA. Discusse anche le novità normative, la rete micologica e la formazione dei cercatori. La nuova digitalizzazione delle carte regionali permette di consultare, comune per comune, il potenziale tartufigeno del Piemonte e di confrontare le caratteristiche delle diverse aree. Le carte riguardano il tartufo bianco, il nero pregiato e lo scorzone, con informazioni consultabili a scala comunale, provinciale e di area forestale.

La carta di attitudine descrive le caratteristiche dei suoli, dal punto di vista chimico-fisico, rispetto alle esigenze delle diverse specie; quella di potenzialità integra questi dati con l’uso del suolo, la copertura forestale e altri elementi cartografici. Un quadro significativo emerge dai dati relativi al tartufo bianco pregiato nei 26 comuni del Tortonese nella classe «3-alta»: sommando le superfici indicate si raggiungono circa 1.561 ettari. Le percentuali sul totale consentono di leggere il peso di ciascun comune all’interno di questo insieme. Tortona guida la graduatoria, con 216 ettari ad alta attitudine, pari al 13,9% del totale. Seguono Brignano Frascata con 194 ettari, il 12,4%, e Momperone con 166 ettari, il 10,6%. Questi tre comuni concentrano complessivamente circa il 37% delle superfici elencate. Con Villaromagnano, che conta 109 ettari e una quota del 7%, e Garbagna, con 93 ettari e il 6%, i primi cinque arrivano a rappresentare circa la metà del totale. La distribuzione prosegue con Sarezzano, dove si registrano 88 ettari, pari al 5,7%, Casalnoceto con 85 ettari e il 5,4%, e Gremiasco con 80 ettari e il 5,1%. Pozzol Groppo contribuisce con 75 ettari, il 4,8%, mentre Costa Vescovato e Viguzzolo presentano entrambi 66 ettari, ciascuno con una quota del 4,2%. Seguono Montegioco, con 59 ettari e il 3,8%, e Carbonara Scrivia, con 58 ettari e il 3,7%. Ad Avolasca le superfici ad alta attitudine raggiungono 39 ettari, pari al 2,5%; a San Sebastiano Curone sono 29 ettari, l’1,8%; a Montemarzino 26 ettari, l’1,7%; a Casasco 24 ettari, l’1,5%. Più contenute le estensioni di Montacuto e Cerreto Grue, entrambi con circa 18 ettari, cui corrispondono rispettivamente l’1,2% e l’1,1% del totale. Monleale conta 16 ettari, l’1%, Volpedo 13 ettari, lo 0,9%, e Castellar Guidobono 12 ettari, lo 0,7%. Chiudono Spineto Scrivia e Volpeglino, con 4 ettari ciascuno e quote dello 0,3%, Dernice con 2 ettari e lo 0,1%, e Sant’Agata Fossili con circa un ettaro, la cui quota è visualizzata come 0,0% per effetto dell’arrotondamento. Un’altra lettura riguarda l’incidenza delle aree ad alta attitudine sulla superficie del singolo comune. In questo caso spiccano Momperone, con il 19%, e Villaromagnano, con il 18%, seguiti da Brignano Frascata, Montegioco e Carbonara Scrivia, tutti all’11% secondo i valori riportati.I dati descrivono l’idoneità dei suoli e non la produzione effettiva o la presenza accertata di tartufi; vi è inoltre una copertura cartografica provinciale dell’83% e comunale del 100% per i territori elencati, con l’eccezione di Montacuto, al 70%: un elemento da considerare nel confronto tra le superfici.
