Intervista al presidente dell’organo di amministrazione Giorgio Cremaschi
Una realtà forse poco conosciuta dal grande pubblico, ma da anni presente al fianco della comunità locale. La Fondazione Zingardi-Bolongaro opera con discrezione sul territorio sostenendo iniziative sociali, educative e culturali. Ne parliamo con Giorgio Cremaschi, Presidente dell’Organo di Amministrazione.
Presidente Cremaschi, partiamo dalle origini. Come nasce la Fondazione Zingardi – Bolongaro? La Fondazione nasce dalla volontà e dalla sensibilità della signora Margherita Bolongaro che, in memoria del marito Cav. Zingardi, volle destinare una parte importante del proprio patrimonio alla comunità nella quale aveva vissuto e alla quale era profondamente legata. La sua idea era molto semplice, ma allo stesso tempo lungimirante: fare in modo che quelle risorse continuassero nel tempo a essere utili alle persone, soprattutto a quelle che si trovano in condizioni di maggiore difficoltà. Lo statuto della Fondazione individua infatti alcuni ambiti ben precisi: l’assistenza alle persone anziane che vivono situazioni di disagio economico, la tutela dell’infanzia e dei giovani privi di un adeguato sostegno familiare o sociale e, ancora, la promozione della ricerca scientifica, dell’istruzione, dello studio e della cultura, con una particolare attenzione a chi dispone di minori possibilità economiche.

Una missione molto ampia. Come si traduce concretamente nell’attività della Fondazione? Cerchiamo di intervenire con iniziative circoscritte, concrete e possibilmente capaci di produrre un beneficio diretto sul nostro territorio. Negli ultimi anni, ad esempio, abbiamo sostenuto piccoli progetti rivolti a soggetti economicamente più fragili, contribuendo per circa 3.000 euro a un’iniziativa di assistenza e supporto psicologico (centro di ascolto) e destinando, in un’altra occasione, 2.500 euro al supporto di attività socio assistenziali per servizi essenziali per persone meno abbienti (la mensa). Abbiamo rivolto attenzione anche ai più giovani. La Fondazione ha, ad esempio, finanziato per 4.000 euro un progetto di sviluppo educativo destinato a ragazzi di un istituto scolastico della città (Comprensivo A) e, nell’anno successivo, ha messo a disposizione 3.500 euro per favorire la partecipazione di minori a iniziative educative e formative [S. Giuseppe]. Si tratta volutamente di interventi non enormi, generalmente per importi di poche migliaia di euro, ma riteniamo che anche un aiuto relativamente contenuto, quando è ben indirizzato, possa fare una differenza concreta. Ci sono stati però momenti nei quali la Fondazione è stata chiamata a uno sforzo straordinario. Pensiamo agli anni della pandemia. Certamente. Il periodo del Covid ha rappresentato qualcosa di eccezionale per tutti noi e ha colpito duramente anche la nostra comunità. In quella situazione la Fondazione ritenne doveroso fare uno sforzo particolare e mise a disposizione dei Comuni di Tortona e Novi Ligure una contribuzione di 30.000 euro ciascuno, affinché potessero essere utilizzati per fronteggiare le necessità più urgenti legate all’emergenza. Fu una scelta straordinaria rispetto alla nostra normale operatività, ma perfettamente coerente con lo spirito con il quale la Fondazione era stata voluta dalla sua fondatrice: essere presente quando la comunità ha maggiormente bisogno di aiuto. Qual è oggi l’obiettivo della Fondazione? Continuare a essere una presenza seria e concreta sul territorio. Siamo una Fondazione di dimensioni contenute e proprio per questo dobbiamo amministrare con grande attenzione le risorse che ci sono state affidate. Il nostro compito non è quello di realizzare grandi interventi, ma di individuare situazioni e progetti nei quali anche somme relativamente limitate possano generare un risultato utile e possibilmente duraturo. Vorremmo inoltre far conoscere maggiormente la Fondazione. Non per una questione di visibilità fine a sé stessa, ma perché una Fondazione conosciuta è anche una Fondazione che può ricevere più segnalazioni, entrare in contatto con nuove realtà del territorio e, soprattutto, trovare nuove persone disponibili a sostenerne l’attività. E proprio i cittadini possono contribuire, anche senza effettuare direttamente una donazione. In che modo? Attraverso il 5 per mille dell’IRPEF. È uno strumento molto semplice che consente al contribuente, al momento della dichiarazione dei redditi, di destinare una quota delle proprie imposte a un ente che svolge attività di interesse generale, senza alcun costo aggiuntivo. Per la Fondazione anche questo rappresenta un aiuto importante. Molte piccole scelte individuali, sommate tra loro, possono trasformarsi in un nuovo progetto per gli anziani, in un sostegno per un ragazzo in difficoltà oppure in un’iniziativa educativa o culturale. Per questo invitiamo chi condivide le finalità della Fondazione a ricordarsi di noi al momento della dichiarazione dei redditi, indicando nell’apposito spazio dedicato al 5 per mille il codice fiscale della Fondazione: Codice fiscale Fondazione Zingardi – Bolongaro: 92026640067. È un gesto che non costa nulla al contribuente, ma che può diventare un aiuto concreto per la nostra comunità. In conclusione, quale messaggio desidera lasciare ai lettori? Direi semplicemente che la Fondazione appartiene, in qualche modo, al territorio. È nata dal gesto generoso di una persona che ha pensato non soltanto al presente, ma anche alle generazioni successive. Il nostro compito è custodire quel gesto e trasformarlo, anno dopo anno, in piccoli interventi concreti. E se i cittadini vorranno aiutarci, anche semplicemente destinandoci il loro 5 per mille, potremo continuare a far crescere questa storia di solidarietà e restituire quelle risorse alla comunità sotto forma di nuovi progetti e nuove opportunità.
