Matteo Bernini è campione assoluto in Croazia!

Il prossimo anno si prospetta l’esordio nel Wrc

Matteo Bernini non smette di stupire. A soli 17 anni, il giovane pilota di Tortona ha scritto una delle pagine più importanti della sua giovanissima carriera, trasformando il Rally Kumrovec in un autentico trionfo e conquistando il Campionato Croato Internazionale, il Campionato Croato Nazionale e il titolo Junior. Al volante della Škoda Fabia RS Rally2, con Lorenzo Mattucci alle note, Bernini completa così una stagione straordinaria. Dopo le vittorie al Rally Poreč e allo Zagreb Delta Rally, arriva il risultato più importante: tre titoli conquistati nella stessa stagione, a conferma della crescita di uno dei giovani talenti del rally. Per Bernini è un’altra pagina da protagonista in Croazia, dopo i titoli Assoluto e Junior conquistati già nel 2025, quando a 16 anni era diventato il più giovane campione nella storia del campionato. Il dato che impressiona maggiormente non è soltanto la velocità del giovane tortonese ma la maturità dimostrata in gara. Non basta essere veloci, bisogna saper leggere le prove speciali, gestire la pressione, evitare gli errori e capire quando attaccare e quando invece portare a casa il risultato. È proprio questa capacità che sta facendo emergere Bernini come uno dei nomi più interessanti del panorama rallistico italiano.

Complimenti Matteo, un’altra splendida vittoria. Te lo aspettavi ad inizio stagione? “All’inizio no, non me lo aspettavo poi dopo la prima gara ho iniziato a crederci davvero perchè eravamo molto competitivi con la macchina grazie al team e perchè io sono migliorato rispetto alla scorsa stagione. La prima gara abbiamo forato e perso il podio ma dalla seconda gara in poi è stato dominio totale con 4 vittorie di fila”. La tua crescita è costante, quanto ti impegni per arrivare a questi risultati? “Tantissimo. La gara parte sempre una settimana prima con i test, i video delle speciali, la preparazione mentale e fisica, la strategia, c’è tanto lavoro. E dopo la gara ci sono altri due giorni in cui si fanno report, video, la correzione degli errori, i set up… le gare non durano mai due giorni ma almeno due settimane”. Senza dimenticare la scuola vero? “Che inizierà la settimana prossima e avrò un lavoro in più da fare!”. Come riesci a imparare cosi bene i tracciati senza nemmeno guidare nelle ricognizioni? “E’ una mia dote come mi hanno detto in tanti. Vedo 2/3 volte la pista e la ricordo, mi ricordo tanto i punti pericolosi e sono bravo a scrivere le note cosa che mi aiuta tantissimo in prova speciale”.

E per gestire la pressione hai un metodo tutto tuo? “Da piccolo, per modo di dire piccolo… due anni fa… ero scaramantico. Mettevo prima la scarpa destra e cose così. Ora ho capito che se fai le cose nel modo giusto e lavori bene non serve essere scaramantici. Quando le cose vanno male è perchè hai lavorato male in qualche frangente, come a scuola: se prendi 2 è perchè non hai studiato, non è colpa del professore…”.Mi sembri molto maturato in questi ultimi due anni… “Sì, me lo dicono in tanti, in primis la mia famiglia e anch’io mi sono accorto di aver fatto uno step importante ma ho ancora tanto da migliorare mentalmente e fisicamente. Io credo che tutti da giovani, da ragazzi, debbano fare uno sport in cui ci sia pressione. Insegna ad affrontare bene la vita, ad avere la testa, insegna a gestirti ed a capire cosa è meglio fare e cosa no, impari ad essere autonomo. Prima c’era il militare che ti insegnava dedizione ed impegno, ora attraverso le sfide sportive i ragazzi possono imparare a gestire la pressione da giovani perchè poi nella vita da adulti  di questa capacità ne avranno tanto bisogno mi pare”. Parole che colpiscono da un giovane 17enne. Quando compirai 18 anni (17 dicembre) cambierà qualcosa a livello regolamentare per te? “Sì, potrò guidare in ricognizione e fare qualsiasi campionato. Infatti pronti via il prossimo anno dovremmo andare nel mondiale WRC! A 18 anni sarebbe una cosa non comune. Non vedo l’ora”. Anche il pubblico ormai ti conosce. Che effetto fa? “In Croazia ci sono frotte di ragazzini che fanno un tifo pazzesco. Nell’ultima gara avevano tutti una maglietta con i miei loghi e nomi, esponevano striscioni ad ogni mio passaggio e urlavano come pazzi. E’ una bella sensazione, ti senti accolto e sicuro, ma in gara non va bene a volte, può essere controproducente, devi essere sempre concentratissimo e possibilmente freddo. Staccare da tutto prima di una gara è una delle cose più difficili da fare e io ci sto lavorando tanto grazie agli insegnamenti di mio papà”. Prossimi impegni? “In Finlandia tra due settimane dove correrò contro i piloti del mondiale, daremo il massimo”. 

D.M.

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