“Ufficiale l’ingaggio di Amar Alibegovic. Eboua è pronto al rientro”
Ci sono momenti in cui la storia di una comunità accelera improvvisamente, lasciando impressa una svolta indelebile sulle pagine del tempo. Per Tortona, quel momento ha i contorni avveniristici della nuova Nova Arena e il suono del pallone a spicchi che rimbalza sui legni di un palcoscenico ormai internazionale. C’è un filo conduttore invisibile ma solidissimo che unisce la Tortona degli anni ’60 – quella che muoveva i primi passi industriali e che questo giornale ha iniziato a raccontare settimana dopo settimana – alla metropoli del basket che nello scorso weekend ha ospitato i giganti della Supercoppa LBA 2026. Il battesimo del fuoco del nuovo impianto della Cittadella dello Sport, impreziosito dal calore del pubblico e dalla sfida vibrante dei Leoni contro la Reyer Venezia, non è che il biglietto da visita di una stagione che si annuncia speciale. Con una prestigiosa licenza pluriennale in BKT EuroCup in tasca e obiettivi ambiziosi confermati nei confini nazionali, il Derthona Basket non è più una splendida favola di provincia, ma una solida realtà d’élite della pallacanestro italiana.Dietro a questo miracolo sportivo, reso possibile dalla lungimiranza e dagli investimenti della famiglia Gavio, c’è il lavoro quotidiano, silenzioso e appassionato di una dirigenza che non ha mai perso il contatto con le proprie radici. Abbiamo incontrato il presidente bianconero, Marco Picchi, per fare il punto su questa nuova, esaltante dimensione.

Buongiorno presidente. Siamo al via della 6ª stagione del Derthona Basket in Serie A. Quali sono i ricordi più belli di queste stagioni? “Io credo che la soddisfazione maggiore sia quella di essere arrivati subito ad alti livelli ed aver mantenuto una continuità ad alti livelli. Ci siamo qualificati 3 volte alle Final Four di Supercoppa, due volte abbiamo giocato la finale di Coppa Italia, due volte le semifinali scudetto, numeri che nei primi 5 anni di Serie A sono veramente importanti. Poi siamo ambiziosi e quindi diciamo che ci manca un trofeo e faremo di tutto per conquistarlo ma la più grande soddisfazione è la continuità ad alto livello”. Avresti mai immaginato, nei tuoi primi anni da dirigente, di vedere Tortona sulla mappa del grande basket europeo? “Assolutamente no, quest’anno compiamo un altro step importante, la licenza pluriennale di EuroCup è un altro passaggio molto importante che ci proietta nella pallacanestro che conta. E’ un periodo storico particolare in cui stanno arrivando grandissimi investimenti ed il livello sta salendo molto, da una parte c’è la consapevolezza che sarà molto difficile dall’altra un grande stimolo di continuare a fare bene con avversari sempre più competitivi”. Ospitare la Supercoppa ha rappresentato il battesimo del fuoco per la Nova Arena della Cittadella dello Sport. Qual è il bilancio organizzativo e d’immagine per il club e per la città di Tortona? “Prima di tutto la soddisfazione per tutti noi e per la famiglia Gavio di aver ospitato un altro evento importante dopo la Nazionale e le Final Eight femminili e di averlo fatto con una cornice di pubblico importante, due giorni di sold out!”. Sportivamente siete rimasti delusi immagino ma al di là del verdetto del campo, quali indicazioni utili hai tratto da questa prima vera sfida ufficiale contro una big del nostro campionato? “C’è un po’ di rammarico per due motivi: perchè abbiamo giocato un primo tempo di altissimo livello e poi ci sono mancate le energie nel secondo e per non aver potuto disputare la manifestazione al completo viste le assenze di Alibegovic ed Eboua. Venezia è più avanti di noi con un nucleo di giocatori che sono la base di quello dello scorso anno e alla fine è una sconfitta che va accettata”. A proposito di Alibegovic, a che punto è la sua situazione? “E’ un giocatore del Derthona, giovedì è stato ufficialmente presentato ed ha firmato un contratto pluriennale. E’ in forma perchè ha continuato ad allenarsi durante l’estate sia da solo che con la sua nazionale. Per domenica è disponibile”. Eboua come sta? “Ha avuto un contrattempo muscolare, nulla di grave, è pronto a rientrare. Lo aspettiamo al più presto in gruppo perchè è un innesto di grande valore”. Abbiamo visto una risposta straordinaria di pubblico e un grande entusiasmo durante il Trophy Tour per le vie cittadine. Questa Supercoppa può essere considerata il punto di svolta definitivo per consolidare la cultura cestistica a Tortona? “Lavoriamo da anni come sai per promuovere il basket sul nostro territorio, è un lavoro che va avanti con continuità, dal minibasket a salire; credo che non ci sia e non ci debba essere nessuna concorrenza fra gli sport in città e da grande tifoso del Derthona vedo che la nostra squadra di calcio è partita molto bene e mi auguro che sia una grande stagione per loro e per noi”. Quanto sta incidendo la nuova “casa” della Cittadella dello Sport sull’entusiasmo della piazza e sui ricavi commerciali del club? “Da quest’anno gestiremo come Derthona Basket anche tutto il food and beverage dell’Arena e lavoriamo per rendere il Derthona sempre più sostenibile. Abbiamo il privilegio di avere un proprietario entusiasta e generoso ma il nostro dovere è quello di lavorare per rendere il Derthona solido e sostenibile come lo sport deve essere perchè non si può vivere di solo mecenatismo”. Per questa stagione avete fissato l’asticella sui Playoff e sulle Final Eight di Coppa Italia. Che stagione ti aspetti? “Abbiamo una asticella molto alta, anche perché il livello del campionato si è alzato clamorosamente. Le romane, Napoli, Milano, Bologna, Varese ed in più l’impegno dell’Eurocup in un girone tostissimo. Final Eight e Playoff sono i momenti clou della stagione e raggiungerle significherebbe mantenere quella costanza ad alto livello che noi auspichiamo di avere”. Tortona è ormai considerata una realtà consolidata del basket italiano e non più una sorpresa. Questa pressione extra avvantaggia il gruppo o richiede una gestione psicologica diversa da parte dello staff tecnico? “Credo sia un vantaggio. Siamo anche diventati un club dove gli atleti vogliono venire, sanno che a Tortona si lavora in un posto meraviglioso come la Cittadella e che siamo una realtà con credibilità molto consolidata dalla presenza della famiglia Gavio”. Qual è il prossimo passo per il settore giovanile del Derthona? L’obiettivo è far debuttare in prima squadra un talento cresciuto interamente nella Cittadella dello Sport? “Sicuramente sì, sarebbe bellissimo ed una grande sfida, se fosse anche un ragazzo del nostro territorio sarebbe proprio la ciliegina sulla torta”. La squadra è chiusa così? “Sì con Alibegovic siamo a posto”. Una tua griglia di partenza del campionato? “Sono banale nel dire che chiaramente Milano è la grande favorita in Italia, mi sembra che dietro ci sia un gruppo di squadre molto forti ma se devo «buttare lì» un nome penso che Napoli abbia davvero tutte le carte in regola per essere super competitiva”. Verona. Che avversaria vi aspettate? “E’ un inizio di stagione molto tosto. Verona ricorda un po’ quello che siamo stati noi il primo anno con una chiara identità del gruppo che ha vinto la A2 su cui hanno avuto la capacità di inserire stranieri di altissimo livello con un passato in Eurolega, ed in più ha anche una storia importante alle spalle. Il livello della Serie A è molto molto alto”.

Verona. La Scaligera affronta la stagione 2026/2027 da neopromossa in Serie A, dopo aver conquistato la promozione superando Rimini nella finale playoff di Serie A2. La società ha operato bene sul mercato per adeguare il roster al massimo campionato, confermando però in panchina lo storico coach Alessandro Ramagli ed uno zoccolo duro, inserendo stranieri di assoluto spessore europeo e scommettendo su giovani italiani emergenti. Acquisti di spicco ed esterni. Sulle corsie esterne spicca l’arrivo della guardia C.J. Massinburg (da Brescia), affiancato dall’esperienza di Andrew Andrews (ex Badalona e Virtus Bologna) e dall’atletismo dell’ala Izaiah Brockington. Sotto canestro. Il colpo a effetto nel reparto lunghi è il centro Mike Tobey, giocatore di altissimo livello Eurolega ed ex Gran Canaria, supportato dall’ala fisica Jermaine Samuels Jr. (visto a Burgos) e dall’esplosiva ala/guardia portoricana R.J. Meléndez. Il blocco italiano. Tra le conferme e le scommesse nostrane, fari puntati sul playmaker Federico Zampini, sulla guardia Lorenzo Ambrosin, sul centro di sostanza Federico Poser e sul giovane Andrea Loro che ha fruttato al Derthona un buyout da 60 mila euro da parte di Milano che ne ha acquistato il cartellino. Obiettivo. Abbandonato il gioco controllato che sfruttava i vantaggi fisici in post basso, la nuova Tezenis punta su un basket moderno a ritmi più alti, transizione rapida, versatilità difensiva e grande atletismo sugli esterni grazie all’energia dei suoi rookie. Come per ogni neopromossa, l’obiettivo primario è il mantenimento della categoria. Gli esperti collocano idealmente la squadra nella fascia medio-bassa del tabellone (tra il 12° e il 15° posto), ma il livello qualitativo degli stranieri firmati potrebbe regalare qualche sorpresa, il Derthona è avvisato.
Precedenti. Nel complesso degli ultimi 4 incontri, il Derthona conta 3 vittorie: 87-80 A2 27/9/20, 80-102 Serie A 3/12/22, 73-69 Serie A 12/3/23; 1 ko: 68-82 Serie A2 7/3/21.
Davide Maruffo
© riproduzione riservata
DOMENICA ALLA NOVA ARENA IN DISTRIBUZIONE
IL CALENDARIETTO OMAGGIO DI SETTE GIORNI A TORTONA

