Quanto avvenuto nella notte tra venerdì e sabato scorsi in piazza Duomo, cuore pulsante della città, ha fatto, e fa ancora, molto parlare i tortonesi. Nei bar, sotto i portici e nella realtà parallela dei social numerose ed inevitabili sono state le reazioni e le opinioni sulla vicenda; si parte da chi banalizza il fatto riducendolo ad una semplice zuffa tra giovani, passando per chi lo ritiene non accettabile o chi propone come soluzione la chiusura serale di piazza Duomo (?!), per arrivare alle posizioni più estreme che vorrebbero una città “militarizzata”.

Crediamo, che come sempre, la soluzione migliore stia nel mezzo. Il pestaggio del fine settimana è solo l’ultimo e più grave, per fortuna fino ad ora, di una lunga serie di episodi che interessano da mesi la città, in particolare il centro: macchine a tutta velocità in corso Romita e vie limitrofe, moto e motorini che sgasano e sfrecciano su una ruota in pieno centro storico (si veda corso Montebello), compagnie sempre più irrispettose che giocano a calcio o ascoltano musica a tutto volume fino alle 2 di notte o occupano senza alcun rispetto le sedi stradali e che dopo il loro passaggio lasciano sporcizia e immondizia ovunque, senza dimenticare le situazioni di degrado in via Emilia Nord (in particolare piazza Arzano) ed in altre zone della città. Crediamo che, come più volte scritto su queste colonne, i giovani abbiano il diritto di trovarsi, socializzare (di persona e non solo tramite social!) e fare le esperienze che tutti abbiamo fatto nell’adolescenza, ma nel momento in cui certi limiti che il convivere civile impone vengono superati è necessario un giro di vite. Ciò vuol dire controlli più frequenti da parte delle forze dell’ordine nelle ore serali, che non si limitino ad un mero richiamo all’ordine ma che, come da generazioni è sempre successo, comportino il controllo delle generalità, dei veicoli (auto e motorini) e dei relativi documenti, in modo tale che la presenza dell’autorità venga ben percepita. Siamo consapevoli che le forze dell’ordine presenti in città sono sottodimensionate però un rimedio concreto, come proposto già lo scorso anno, potrebbe essere quello di un coordinamento, predisposto a livello prefettizio, delle forze già presenti: più poliziotti alla stradale che potrebbero fare servizio in alcune ore, e riempire i vuoti della sottosezione, drasticamente sotto organico; più finanzieri, che già fanno servizio in città con il 117 ma che potrebbero potenziare l’attività; soprattutto più carabinieri, posto che ci pare il loro organico sia fortemente sottodimensionato rispetto al normale; e, se necessario, la polizia locale, anch’essa carente di uomini. Su questo fronte pare si stia già muovendo qualcosa con il Comitato per l’ordine e la sicurezza convocato per mercoledì prossimo. Ribadiamo un episodio grave non autorizza a descrivere un’intera città come perduta, né a puntare il dito contro i giovani; però la gravità di quanto accaduto impone una risposta seria. Chi esce di casa, frequenta un locale o attraversa il centro ha diritto a sentirsi al sicuro. Quando questo diritto viene messo in discussione, la preoccupazione dei cittadini merita ascolto e liquidarla come semplice percezione rischia di incrinare la fiducia nelle istituzioni.
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