Intervista alla presidente Daniela Milanese
Ad un anno dalla elezione a presidente del gruppo intercomunale Aido di Tortona e Bassa Valle Scrivia, abbiamo avvicinato Daniela Milanese per tracciare un bilancio del 2024 e per approfondire l’importante tema della donazione degli organi.
Ci tracci un bilancio dell’anno 2024 ad un anno dalla sua elezione. E’ con grande soddisfazione che traccio un bilancio positivo dell’operato svolto, pur nella consapevolezza delle difficoltà ancora da affrontare. Il nostro gruppo, che comprende ben 42 comuni, si trova ad operare su un territorio ampio e variegato, dove tuttavia i referenti locali solo presenti in una parte limitata delle zone coinvolte. Questa situazione rappresenta certamente una sfida sul piano organizzativo e operativo ma non ci ha scoraggiato, anzi ha rafforzato la nostra determinazione a far crescere l’associazione sia nei numeri che nella presenza sul territorio. Il primo risultato significativo è stato l’incremento del numero dei volontari attivi, vera linfa vitale per le nostre attività di sensibilizzazione e promozione della cultura della donazione. A questa crescita, ha fatto seguito un secondo importante traguardo: un aumento costante delle adesioni ad Aido, segno che il nostro messaggio continua a raggiungere sempre più persone e toccare le corde giuste. Nonostante le difficoltà legate alla frammentazione territoriale e alla complessità del contesto, abbiamo saputo consolidare la nostra identità, promuovere eventi significativi e tessere relazioni importanti con le istituzioni e la cittadinanza; è un percorso ancora lungo, ma la strada intrapresa è quella giusta. E di questo voglio ringraziare tutti i volontari e i sostenitori che hanno reso possibile questi risultati; con il loro impegno, possiamo guardare al futuro con fiducia e continuare a testimoniare con passione e concretezza il valore della donazione di organi e tessuti e cellule.

Che attività avete svolto e che partecipazione avete registrato? La nostra attività viene svolta, come dettato dallo Statuto Nazionale, nell’ambito Associativo, delle Politiche Sociali e della Comunicazione. Nel corso del 2024 il Gruppo Intercomunale Aido di Tortona e Bassa Valle Scrivia ha promosso numerose iniziative volte alla sensibilizzazione e alla diffusione della cultura della donazione con impegno costante e presenza attiva sul territorio. Abbiamo allestito tavoli informativi in occasione di fiere e manifestazioni locali nei comuni di Castelnuovo Scrivia, Volpedo, Pontecurone, Garbagna, Tortona, Alluvioni Cambiò, Viguzzolo, incontrando i cittadini, distribuendo materiale informativo e promuovendo l’iscrizione all’Associazione. Tra le iniziative speciali, ricordiamo con particolare soddisfazione: • La camminata della salute lungo i sentieri di Pellizza da Volpedo, che ha unito il benessere fisico alla promozione dei valori fondamentali come la solidarietà e la donazione. • L’evento AperiAido, una serata informativa di raccolta fondi che ha visto la partecipazione della presidente provinciale Nadia Biancato; durante la serata è stato proiettato il toccante cortometraggio sulla donazione dal titolo “Cuore segreto” che ha suscitato grande partecipazione ed emozione tra i presenti. • La collaborazione con la Croce Rossa Italiana – Comitato di Tortona nell’ambito dell’iniziativa “Proteggiamo la salute”, con l’allestimento congiunto di un tavolo informativo. Il gruppo ha inoltre partecipato con entusiasmo alla Festa del Volontariato di Tortona, importante occasione di condivisione e confronto con le altre realtà associative del territorio. Anche in occasione di eventi non pianificati come una gita in Abruzzo, i nostri volontari hanno saputo cogliere l’opportunità per allestire un tavolo informativo “improvvisato” che si è rivelato sorprendentemente fruttuoso in termini di nuove adesioni. Abbiamo preso parte alla giornata del dono partecipando alla Santa Messa presso la Cattedrale di Tortona e predisponendo in loco un punto informativo. Infine, durante le festività natalizie, siamo stati ospiti presso la parrocchia Insigne Collegiata di Castelnuovo Scrivia in occasione del concerto di Natale eseguito dalle Corali Beato Stefano Bandello di Castelnuovo Scrivia e Santa Cecilia di Pieve del Cairo. Anche in quell’occasione abbiamo potuto trasmettere il nostro messaggio al pubblico presente, rafforzando il legame tra la comunità e la nostra missione. Queste attività testimoniano l’impegno del nostro gruppo nel diffondere la cultura della donazione in maniera capillare, creativa e partecipata. Il nostro obiettivo resta quello di crescere ancora, rafforzando la rete dei volontari e ampliando la nostra presenza in 42 comuni che fanno parte del nostro territorio. Nel complesso il nostro gruppo è soddisfatto della partecipazione registrata in occasione di eventi organizzati che hanno avuto una buona affluenza e un interesse concreto da parte della cittadinanza. Diversa, invece, la situazione riscontrata durante i tavoli informativi: in queste occasioni, infatti, le persone si mostrano spesso più reticenti e meno propense al dialogo rendendo più difficile coinvolgerle attivamente nel nostro messaggio di sensibilizzazione. Le amministrazioni comunali dimostrano, in generale, una sincera sensibilità nei confronti delle nostre attività. In particolare, desideriamo esprimere la nostra gratitudine all’amministrazione comunale di Tortona che, nel corso del 2025, ci ha messo a disposizione una sede operativa: un gesto di grande valore, che rappresenta per noi un riconoscimento concreto e un importante punto di riferimento per proseguire con maggiore efficacia il nostro impegno sul territorio.
Quante sono annualmente le donazioni di organi in Piemonte e in Italia? Ecco i dati più aggiornati sulle donazioni di organi in Piemonte e in Italia. Secondo i dati al 31 dicembre 2024 forniti dal Centro Regionale Trapianti in Piemonte e Valle d’Aosta si contano: • 39,3 donatori effettivi per milione di abitanti (contro la media nazionale di 30,3). • In valore assoluto, con una popolazione di circa 4,3 milioni (Piemonte + Valle d’Aosta), questo si traduce in circa 169 donatori effettivi (39,3×4,3≈169). • Nel 2023 erano stati 179 donatori, cioè 40,9 ppm. Si può concludere che il Piemonte raggiunge livelli record, costantemente sopra la media nazionale, segno di un sistema locale efficace e supera nettamente la media nazionale, confermandosi tra le regioni leader in Italia per la donazione di organi. Il sistema piemontese, quindi, contribuisce in modo significativo agli ottimi risultati nazionali, con un tasso di donazione tra i più alti a livello regionale. A livello nazionale, l’Italia ha raggiunto nel 2023 un primato europeo, confermando il trend positivo nel 2024. I dati Istat e del Centro Nazionale Trapianti (Cnt, via Irodat), aggiornati al 20 giugno 2025 riferiscono per l’Italia questi numeri: • nel 2024 sono stati registrati 1.795 donatori deceduti (effettivi), pari a 30,5 donatori per milione di abitanti. • Il 2023 si era chiuso con una media di 28,2 ppm, un record europeo (2° dopo la Spagna). • Secondo report 2023: circa 3.092 donatori segnalati, di cui 1.667 effettivamente utilizzati, e 4.466 trapianti eseguiti. La negazione della donazione di organi può avere diverse cause di natura culturale, psicologica, religiosa, familiare tra le quali: mancanza di informazione o disinformazione: molte persone non conoscono con chiarezza cosa comporti la donazione di organi. Esistono ancora falsi miti, come ad esempio, il timore che i medici non facciano tutto il possibile per salvare il paziente se è un donatore. Motivazioni religiose o spirituali: alcuni credono che la donazione contrasti con la propria fede, anche se la maggior parte delle religioni è favorevole o non contraria alla donazione di organi. Paura e diffidenza verso il sistema sanitario: alcuni nutrono sfiducia nelle istituzioni sanitarie o temono traffici illeciti, sebbene il sistema italiano sia molto controllato e trasparente. Rifiuto emotivo o disagio psicologico: la morte di un proprio caro è un momento molto difficile e spesso i familiari non riescono ad affrontare l’idea della donazione in quel contesto. Inoltre, c’è chi fatica ad accettare che il corpo “venga modificato” dopo la morte. Mancanza di una dichiarazione chiara in vita: se il defunto non ha espresso chiaramente la volontà di donare, la scelta ricade sulla famiglia, che può decidere di opporsi anche solo per incertezza o timore. Influenza culturale o tradizionale: in alcune culture o comunità si ritiene che il corpo debba rimanere integro per motivi simbolici o rituali legati al lutto e alla sepoltura. Timore di conseguenze legali o burocratiche: alcuni temono problemi legali o complicazione nella gestione della salma, che ovviamente sono infondati. Quindi per contrastare queste cause è fondamentale promuovere una corretta informazione, favorire il dialogo tra i cittadini e le istituzioni, incentivare le dichiarazioni di volontà in vita e rafforzare la formazione degli operatori sanitari per affrontare con tatto il dialogo con le famiglie. Il compito di Aido, quindi, dovrà essere non solo quello di raccogliere dichiarazioni di volontà ma anche educare e sensibilizzare la popolazione riguardo l’importanza della donazione di organi, rispondendo a dubbi e paure per garantire una maggiore partecipazione e consapevolezza su questo gesto così prezioso e solidale. Parlare, informare, ascoltare. Solo con una comunicazione empatica, accessibile e costante, si può aiutare le persone a superare i dubbi e fare una scelta consapevole, libera dalla paura.

Qual è l’identikit di un donatore? Il donatore Aido non ha un volto unico, ma condivide un valore comune: la generosità consapevole. È una persona che, al di là delle differenze individuali, ha scelto di dire sì alla vita, anche oltre la propria. La scelta di donare è profondamente personale e trasversale rispetto a età, genere, provenienza e condizione sociale. Tuttavia, dell’esperienza sul campo dai dati raccolti nel tempo si possono delineare alcune caratteristiche ricorrenti: La motivazione: il donatore è spesso mosso da un forte senso civico, dal desiderio di lasciare un segno positivo, di contribuire al bene comune; spesso ha avuto esperienze personali o familiari che lo hanno avvicinato al tema della donazione ma c’è anche chi aderisce per spirito di solidarietà pura, credendo profondamente nel valore della vita e nel gesto altruistico. Generalmente il donatore Aido è informato e consapevole, ha riflettuto sul significato della donazione e ha preso una decisione meditata, spesso condivisa con la famiglia. Non necessariamente ha un titolo di studio elevato, ma tende ad avere una mentalità aperta e orientata all’altro. Grazie a campagne informative nelle scuole e nei contesti universitari, negli ultimi anni si riscontra un bel numero di adesioni tra i giovani appena diventati maggiorenni. Contestualmente si riscontra anche una crescente adesione tra gli over 60 a dimostrazione di una sensibilità diffusa e duratura.
Con la firma del Protocollo di Intesa tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e le Associazioni, Federazioni e Fondazioni del Dono si porterà nelle scuole la cultura della donazione… un primo importante passo? Premesso che da diversi anni Aido diffonde la cultura del dono nelle scuole con la presenza dei propri volontari unitamente a medici ed esperti, accogliamo con entusiasmo questa collaborazione con le istituzioni scolastiche e ci impegniamo ad essere sempre di più parte attiva in questo cammino mettendo a disposizione la nostra esperienza, i nostri volontari e le nostre testimonianze. E grazie a questo protocollo sarà possibile avviare progetti didattici e percorsi formativi nelle scuole secondarie coinvolgendo studenti, docenti e famiglie in attività mirate alla sensibilizzazione sul tema della donazione degli organi e tessuti. Questa iniziativa riconosce il ruolo centrale della scuola come luogo di crescita non solo intellettuale ma anche umana e sociale. Quindi per chi come Aido da anni si impegna nella diffusione della cultura del dono questo accordo rappresenta una conquista importante. Non si tratta solo di informare, ma di formare coscienze libere e responsabili, capaci di scegliere consapevolmente e di trasmettere quei valori che rendono migliore una comunità. Parlare di vita e di morte di altruismo e di scelte personale richiede delicatezza, competenza e ascolto; ma è proprio dalla scuola che può nascere un cambiamento culturale duraturo, capace di superare pregiudizi paure e disinformazione.
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