In frazione Mombisaggio esiste una villa sequestrata alle mafie e messa a suo tempo a disposizione del comune. Nel 2025 sarebbe dovuto uscire un bando per manifestazioni d’interesse ma così non è stato. Per questo il Circolo Pd di Tortona ha chiesto all’amministrazione comunale delucidazioni. Nel frattempo l’affidamento del bene è stato revocato al comune. Qui di seguito pubblichiamo l’intervento del Pd, la risposta del comune e l’ultim’ora del coordinamento provinciale di Libera Associazione contro le mafie.

La richiesta del Pd. Nella frazione di Mombisaggio c’è un fabbricato abitativo bifamiliare, che era di proprietà di un boss mafioso, ora agli arresti in regime di 41-bis. Durante una delle (purtroppo) sempre più numerose indagini antimafia effettuate sul nostro territorio, quel fabbricato è stato sequestrato e confiscato dalla Direzione Antimafia. Con la delibera n. 159 del 16.11.2021, la Giunta del Comune di Tortona manifestava “formalmente la disponibilità del Comune di Tortona ad acquisire il bene per soddisfare esigenze e raggiungere finalità di carattere sociale, emergenza abitativa, protezione di situazioni a rischio”, confermando “l’interesse all’acquisizione gratuita dell’immobile, libero da persone e/o cose, per destinarlo a finalità sociali” e “la condizione dell’avvio di una procedura sovraterritoriale per la gestione sinergica dei beni confiscati presenti sul territorio, nell’ambito CISA, per i quali è in corso, da tempo, l’elaborazione di un progetto di vasto respiro”. A far data dal 13.1.2022 l’immobile, pertanto, è stato messo a disposizione del Comune di Tortona, affinché si attivasse per dare seguito al progetto indicato in quella delibera. Ad oggi, però, nulla si è più saputo. Non solo: consultando l’elenco dei beni confiscati alla mafia presente sul sito del Comune, si apprende che nel “nel primo semestre 2025 verrà pubblicato un bando per manifestazione di interessi”. Siamo ormai nel primo semestre del 2026, ma, a quanto consta, nessun bando è stato pubblicato. Il nostro Circolo auspica che la Giunta voglia fare chiarezza sul punto, con la speranza che il nostro Comune non perda un’occasione come questa, sia per l’utilizzo sociale che dell’immobile era stato ipotizzato, che per il rispetto dovuto alle vittime della criminalità organizzata in memoria delle quali è stata approvata la legge che consente la confisca e il riutilizzo dei beni di proprietà dei boss mafiosi.
Il Circolo del Partito Democratico di Tortona
La risposta del sindaco. “L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ci ha effettivamente comunicato nei giorni scorsi, la revoca della concessione dell’immobile in frazione Torre Calderai, che il comune aveva ricevuto nel 2021 con l’idea di riutilizzarlo a scopo sociale – ha spiegato il sindaco Federico Chiodi – una decisione che non ci sorprende dal momento che avevamo già avuto diverse interlocuzioni con l’Agenzia nei mesi scorsi. Quando inizialmente l’immobile era stato preso in concessione l’intenzione era trasformarlo in una casa rifugio per donne maltrattate, affidandone la gestione al Cisa ente già attivo in progetti simili. Tuttavia l’immobile si era rivelato non adatto a questo tipo di attività. Successivamente erano state sondate, in maniera informale, altre possibilità nell’ambito della ristorazione sociale e della cura dei minori in difficoltà ma anche in questo caso l’immobile era apparso evidentemente inadeguato. Va detto anche che la struttura è stata realizzata in difformità alle norme edilizie, con una serie di abusi da sanare. Bisogna con chiarezza ammettere che non sempre questi beni possono essere riutilizzati ma andrebbero invece abbattuti. A Tortona sono previsti importanti investimenti nell’ambito dell’assistenza e del sociale, come ad esempio la ristrutturazione del complesso del Loreto, che potranno certamente supplire alla mancata realizzazione di un progetto nella villa di Torre Calderai”.
Ultim’ora di Libera. Come coordinamento provinciale di Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie – non possiamo che esprimere rammarico nell’apprendere che l’Anbsc (Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata) abbia disposto la revoca dell’affidamento dell’immobile di Mombisaggio al Comune di Tortona. Una decisione che, pur dispiacendoci, non possiamo che comprendere: lasciare in abbandono un immobile confiscato alle mafie è, in estrema sintesi, un’ammissione di resa da parte dello Stato e un regalo alle mafie stesse. Il rammarico è ancora maggiore perché questo avviene a pochi giorni dal trentennale della legge 109 del 7 marzo 1996, uno dei passaggi più significativi nella storia dell’antimafia italiana. Una legge che non si limita a colpire il patrimonio delle organizzazioni criminali, ma introduce un principio rivoluzionario: i beni confiscati alle mafie devono essere restituiti alla collettività attraverso il loro riutilizzo sociale. È evidente che questo, nel caso in questione, non è avvenuto. L’immobile, dal 2022 nella disponibilità del Comune, è stato in questi quattro anni lasciato in stato di abbandono, nonostante fossero ampiamente superati i termini concessi dalla legge per assegnare un riutilizzo al bene o, quantomeno, per dare evidenza pubblica dell’avvio di un progetto di riutilizzo sociale. Ora il bene tornerà a disposizione attraverso il portale unico delle destinazioni predisposto dall’Anbsc. La speranza è che possa finalmente avviarsi un progetto, coinvolgendo le numerose associazioni presenti sul territorio che svolgono attività utili alla collettività e che – ne siamo certi – sono in grado di immaginare un utilizzo adeguato di una struttura con quelle caratteristiche. Attualmente si contano circa 100 particelle catastali confiscate alle mafie nella provincia.
