Lupi sempre più numerosi e vicino ai centri abitati

Non possiamo ignorare le tante segnalazioni che giungono in redazione su avvistamenti di lupi nei centri abitati e sugli assalti agli animali. Per ora e per fortuna non si registrano in zona attacchi alle persone. Gli abitanti delle Valle Curone, Ossona e Grue sono a disagio per la presenza sempre più insistente di lupi che circolano liberi nei paesi ed entrano nei cortili indisturbati. E’ di qualche settimana fa la notizia di un cagnolino sbranato in un cortile a San Sebastiano Curone, di un altro a Costa Vescovato, di pochi giorni l’avvistamento di una lupa che con i suoi piccoli si aggirava indisturbata alla frazione Roverassa. In questo caso sull’animale è stato notato il collare segno che è monitorata dalla forestale che ne conosce l’esistenza.

Nei giorni scorsi è stato segnalato il lupo anche in frazione Mombisaggio di Tortona e in strada Viola dove ormai “è di casa”. Questi animali si avvicinano ai centri abitati in cerca di cibo ma la loro presenza sempre più frequente rende insicuro l’habitat umano e preclude l’accesso a campi, anche semplicemente per lavorarli, ai boschi alla ricerca di funghi, tartufi, per fare legna e per tenerli puliti.

Quindi la presenza del lupo non è più solamente un problema e un danno per gli allevatori ma per tutti e mina la sicurezza delle persone. Tanto che il governo è corso ai ripari, senza qualche protesta da parte delle associazioni animaliste. Dal 7 marzo è entrato in vigore il declassamento dello status di protezione del lupo da «specie rigorosamente protetta» a «specie protetta».

La proposta era stata approvata lo scorso 3 dicembre dal Comitato permanente della Convenzione di Berna. Con la circolare firmata dal capo di gabinetto Matteo Piantedosi, il Viminale autorizza i prefetti a derogare la legge 357 del 1997 che prevede il divieto di uccidere una serie di animali selvatici, tra cui il lupo, nei casi in cui “sia stata verificata l’assenza di altre soluzioni praticabili”. 

Nelle foto alcune carcasse di animali sbranati in val Curone