Come in altre zone del Piemonte anche a Tortona e nel Tortonese è stato attivato, nelle giornate invernali, il semaforo arancione antismog, cioè il livello di allerta che si attiva nel caso di superamento per la media giornaliera del valore di concentrazione di 50 microgrammi di Pm10 per metro cubo di aria analizzata, per tre giorni consecutivi a partire dal giorno di controllo. É questo uno strumento che se effettivamente applicato può essere estremamente utile per migliorare la qualità dell’aria.

Per cui sorge spontanea la domanda: l’aria di Tortona e del Tortonese com’è? Innanzitutto a livello regionale le giornate di superamento del livello limite giornaliero di Pm10 lo scorso anno sono state in netto calo rispetto agli anni precedenti. In particolare il numero massimo consentito di giornate in un anno (35) con concentrazioni superiori al valore limite di 50 microgrammi per metro cubo è stato rispettato in 29 punti su 33 valutati (le uniche giornate oltre al limite sono tutte nel Torinese) rispetto ai 25 del 2024 e ai 30 dell’anno precedente. In città sulla base dei dati raccolti dalla stazione di rilevamento Arpa posta vicino al Carbone, in corso Cavour, lo scorso anno il livello limite di 50 microgrammi per metro cubo giornalieri è stato superato in 26 occasioni (furono 28 nel 2024) quindi ben al di sotto del limite massimo annuale di superamenti che è di 35. Da sottolineare due dati: i mesi estivi sono gli unici senza superamenti mentre l’incidenza aumenta nei mesi freddi (per il grosso contributo dato dagli impianti di riscaldamento) ed il livello maggiore di Pm10 registrato si è avuto martedì 16 dicembre con ben 83 microgrammi. Nel Tortonese l’unica stazione di rilevamento si trova a Dernice e qui i dati inevitabilmente sono nettamente diversi con nessun superamento del limite giornaliero di 50 microgrammi ed il valore più alto registrato pari a 42 il 14 giugno. Tutto sommato, dunque, per quanto riguarda le PM10 l’aria della nostra zona non ha presentato criticità nel 2025. Da inizio anno invece il limite giornaliero è stato superato in 8 occasioni con addirittura un picco di 83 microgrammi registrato il 25 febbraio. Ciò non vuol dire che l’attenzione sul tema debba venir meno ma è fondamentale che si continui ad effettuare con regolarità i rilevamenti e che vengano effettivamente applicate, quando necessario, le misure di legge previste per contenere l’inquinamento atmosferico.
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