Intervista al responsabile del settore giovanile Ablatico
Al termine di una stagione memorabile per il settore giovanile bianconero abbiamo incontrato il suo Dirigente Responsabile Andrea Ablatico per tracciare un bilancio di un’annata che rimarrà nella storia del Derthona Basket.

Ciao Andrea e complimenti per la stagione… un anno di emozioni forti vero? “Beh… stagione indimenticabile. La guglia è stata il successo di Roma ma sono tanti i motivi per cui essere orgogliosi di questo gruppo di lavoro”. La Under 19 Eccellenza ha fatto la storia della società tortonese vincendo lo scudetto di categoria. Quanto lavoro c’è dietro ad un successo di questo calibro? “Eravamo partiti per Roma con le migliori intenzioni. L’obiettivo era piazzarsi fra le prime 4 d’Italia. In realtà i ragazzi hanno vissuto una settimana perfetta, andando ben oltre i loro limiti e riuscendo anche a reagire a situazioni complesse. Si lavora sempre per avere il massimo… per costruire un futuro a questi ragazzi, ma a volte accade che gli astri si allineino e possano capitare miracoli come questo. Il nostro nome dall’Albo d’Oro non lo toglierà mai nessuno”. E immagino anche tante persone dietro le quinte… “Se devo cominciare con i ringraziamenti non finisco più. Ma devo. Siamo in 25 a lavorare dietro a questo baraccone dei miracoli. Il coach Vanni Talpo è stato fondamentale, così come tutto il suo staff (Andrea Fanaletti, Giulio Lombardi, Marco Paccioni, Andrea Cacciatore, il dottor Paolo Gentili) ma anche chi ha curato la logistica è stato perfetto. Penso a Diego Manassero, a Tommaso della Godenza, Alberto Berago e Alessandro Demo. Ma tutti meriterebbero una citazione, da Dado Roncari all’ultimo ragazzo del minibasket. Tutto il combinato ha portato quella serenità necessaria ad un risultato unico”. Tu che segui le giovanili ormai da una vita che emozioni hai provato? E’ stato il culmine del lavoro di anni? “Quando le cose arrivano in maniera inaspettata ti travolgono. E’ stato un mix di emozioni salito di giorno in giorno. Dopo ogni partita vinta sembrava di aver scalato una montagna inarrivabile. Poi, alla fine, la finale è quasi scivolata via senza patemi tanta era la convinzione dei ragazzi di essere al posto giusto nel momento giusto. Sai perfettamente che ci sono anni di lavoro e programmazione dietro, e si lavora per questo. Ma il successo, quando arriva, travolge tutto. Ma vogliamo prenderlo come un punto di partenza”. Purtroppo lo stesso gruppo U19 ha anche patito la retrocessione dalla Serie B interregionale… il “dualismo” per questo gruppo durerà anche la prossima stagione? “No. Abbiamo deciso che il percorso senior verrà abbandonato. Questi ragazzi hanno giocato 180 partite in 2 anni, oltre ad allenamenti spesso in due gruppi. Gli infortuni fioccano ed il tempo per allenarsi è sempre meno. Ed il progresso del giocatore passa sì attraverso le partite, ma fondamentalmente attraverso il lavoro in palestra. In più speriamo di avere (con la licenza di EuroCup della Serie A) la possibilità di giocare l’Eurolega giovanile. Sarebbe un’altra esperienza illuminante”. Anche il resto del settore giovanile ha avuto una annata importante, ci puoi fare un bilancio? “L’Under 17 allenata da Roncari ha raggiunto per il terzo anno di fila le Finali Nazionali piazzandosi fra le migliori 12 d’Italia mentre l’Under 15 di Gagliardini e Vercelli si è arresa solo agli infortuni dopo una cavalcata trionfale per tutta la stagione. Il livello delle Eccellenze è questo. Ma la soddisfazione è vedere i gruppi B lottare ed allenarsi come dei veri professionisti. Purtroppo quest’anno per problemi di impianti saremo obbligati a fare delle scelte, a volte dolorose, ma confido nell’appoggio delle società a noi vicine per poter proseguire tutti i percorsi intrapresi”. La base del minibasket continua a crescere? “Sì. Decisamente. Ora fra minibasket e squadre abbiamo circa 400 iscritti ed anche il Camp Derthona che è in corso in queste tre settimane sta dando numeri sempre confortanti. Il minibasket è il cuore della nostra società e cerchiamo ogni anno di dare e trovare stimoli nuovi per questo mare di ragazzi che approcciano la pallacanestro. Fanaletti ed i suoi collaboratori stanno facendo un lavoro egregio. Speriamo continui così anche se, come dicevo prima, i grandi numeri si portano dietro problemi di gestione impianti per poter offrire ai ragazzi un prodotto di prima fascia. Stiamo coinvolgendo ormai da tempo anche i paesi limitrofi ed ho sempre trovato grande collaborazione in questo settore”.

Quante persone invece compongono lo staff? “In tutto siamo fra i 25 ed i 30 elementi. Io ed il presidente Coffano abbiamo assemblato un team in grado di soddisfare tutte le esigenze del ragazzo/atleta e delle famiglie del minibasket. Ovviamente ovunque si può migliorare, ma capisci che qualche inciampo è naturale di fronte a numeri così importanti. In questo, oltre ai doverosi ringraziamenti alla famiglia Gavio che ci supporta in tutto e senza la quale nessun risultato sarebbe stato raggiunto, sento forte la vicinanza di tutta la Società a partire dal presidente Marco Picchi e dall’ad Alberto Pernigotti, passando per il gm Gianmaria Vacirca che è addirittura stato con noi nei tre giorni decisivi a Roma, per arrivare fino a Mario Fioretti ed il suo splendido staff (presente praticamente a tutte le gare delle nostre formazioni… e non è una cosa banale o scontata). Proprio in quest’ottica stiamo pensando di chiudere il DB Lab come entità a sè stante e di far rientrare tutto nella grande famiglia del Derthona Basket, mantenendo quella identità condivisa che tanto ci ha dato in questi decenni di storia”. Le collaborazioni con altre società in Liguria e Lombardia aiutano nella crescita e nella ricerca di nuovi profili? “Abbiamo una rete di scouting attiva su tutto il territorio nazionale. E’ chiaro che il progetto Open ci agevola, ma non ce ne vogliamo prendere il merito. E’ tutta farina del sacco degli uffici della prima squadra. Noi ci intrufoliamo, diamo una mano, ma è un progetto talmente ad ampio raggio che la parte “tecnica” resta solo una piccola parte all’interno del tentativo di coinvolgimento del territorio”. Programmi per il prossimo anno? “Intanto confermare ed innervare lo staff tecnico e di preparazione e supporto. Siamo in piena fase di allestimento dei roster delle varie squadre. Non va dimenticato che il core del nostro progetto è il miglioramento tecnico dei ragazzi per portarli a dare una reale mano alla Serie A. Se poi, nel frattempo, qualcosa si vince… beh… pazienza”.
D.M.
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