La Fondazione Cr Alessandria è motore del territorio

 Intervista al presidente Paolo Arrobbio

Paolo Arrobbio è da poco più di un mese il nuovo Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Lo abbiamo incontrato per fare il punto sulle sfide che attendono l’Ente, sulle priorità del suo mandato e sul ruolo che la Fondazione intende continuare a svolgere a sostegno della provincia e del Tortonese. Presidente Arrobbio, quale idea si è fatto, dopo i primi fatidici 40 giorni al timone della Fondazione CrAlessandria? Sono operativo a Palatium Vetus dall’11 maggio, e già nei primi giorni ho avuto l’impressione di una macchina ‘ben oliata’, che funziona con grande professionalità in tutti i suoi ingranaggi. I numeri del bilancio 2025 approvato a fine aprile del resto parlano da soli, con erogazioni record di oltre 8 milioni di euro previste per quest’anno, e  un avanzo di gestione pari a 12.204.504 di euro, in crescita rispetto agli 11.874.860 di euro dell’esercizio precedente. Ovviamente però siamo già al lavoro per capire su quali asset strategici puntare in maniera decisa nei prossimi anni, tenendo sempre ben presente da un lato la natura bancaria della nostra Fondazione, dall’altra il suo essere ‘motore’ del territorio in tante direzioni, a partire dal sociale, dalla ricerca medico scientifica, dalla cultura nelle sue diverse declinazioni.

Quale eredità raccoglie dal presidente Mariano e quali aspetti intende portare avanti? Il Notaio Mariano era per me un amico, oltre che un qualificato professionista. Ha guidato la Fondazione dal 2019 con saggezza ed equilibrio, consolidando il ruolo non solo economico, ma anche culturale e sociale. Proseguiremo sul percorso tracciato, ovviamente tenendo conto della costante evoluzione della realtà in cui operiamo, e dei tanti nostri interlocutori sul territorio. Su quali settori la Fondazione concentrerà maggiormente le proprie risorse: welfare, sanità, cultura, istruzione o sviluppo economico? La Fondazione in questi anni ha erogato contributi record, frutto di una felice congiuntura finanziaria dei nostri azionisti, e di Banco BPM in particolare. Dobbiamo prepararci, negli anni a venire, ad affrontare probabilmente uno scenario meno florido, con inevitabili conseguenze anche sul volume delle erogazioni. Non lo dico per mettere le mani avanti, ma proprio perché siamo consapevoli di gestire un patrimonio sano, che tale deve rimanere. Ciò premesso, la Fondazione continuerà ad avere nella sanità (penso in particolare al nuovo Irccs, ma anche alle strutture ospedaliere del territorio), nel welfare e nel volontariato, nella cultura e nelle imprese i propri punti di riferimento primari. Quale sarà il criterio guida delle vostre erogazioni: rispondere alle emergenze o investire su progetti capaci di produrre sviluppo nel lungo periodo? Quando c’è stata un’emergenza epocale come la pandemia la Fondazione ha risposto ‘presente’, ed è stata in prima linea. Così sarà anche in futuro, anche se naturalmente occorre capire cosa è emergenza: non è pensabile che sia la Fondazione ad intervenire per risolvere qualsiasi criticità sul territorio. Sicuramente lavoreremo su una progettualità di lungo periodo: che si tratti di cultura (penso al Museo di Alessandria, destinato ad essere punto di riferimento non solo cittadino) o di sanità (con il sostegno alle diverse strutture ospedaliere sul territorio soprattutto sul fronte delle nuove strumentazioni) occorre sempre investire sul futuro, sulla prospettiva, ponendo dei semi che diano frutti nei decenni a venire. Per questo sarà fondamentale anche il sostegno alle imprese. Un tempo esisteva una banca del territorio, con forte vocazione al sostegno del tessuto produttivo, industriale e artigianale. Oggi ci sono gruppi bancari di grande solidità, a partire dal Gruppo Banco BPM di cui la Fondazione Cassa di Risparmio è azionista, ma non c’è più ‘la banca’ locale. E’ un tema che merita approfondimenti, a partire da un confronto con l’associazionismo d’impresa. Come valorizzare il patrimonio storico e artistico della provincia ed in particolare del Tortonese rendendolo anche una leva di sviluppo economico? Da sempre la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria ha una forte vocazione alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico di tutto il territorio provinciale. Del resto i dati ci confermano sempre più che la cultura, se gestita con intelligenza, è anche un moltiplicatore di ricchezza, perché un’offerta culturale di livello diventa attrattiva per un crescente numero di turisti non solo italiani ma anche stranieri. Nel Tortonese, in particolare, in questi anni sono stati erogati contributi importanti, sostenendo non solo il centro zona, ma le aree collinari, bellissime e ricche di avamposti culturali e attrattività. Penso ad Assaggia Tortona, ai Derthona Award, al ‘peso’ musicale del Perosi Festival. Ma anche alle numerose iniziative di sostegno ai piccoli borghi collinari, in un’ottica di valorizzazione sia turistica che architettonica e culturale. Quali progetti e investimenti immagina per Tortona ed il Tortonese nei prossimi anni? Sicuramente continueremo le partnership più importanti già in essere, ma al contempo siamo aperti alla valutazione di nuovi progetti, meglio se di ampio respiro e capaci di porsi come traino per la valorizzazione del territorio. Ed ora un occhio al bilancio. Sono da record i numeri del Bilancio 2025, che consentirà di erogare, nel corso del 2026, oltre 8 milioni di euro (+30% rispetto al 2025) erogati tramite progetti propri, progetti di terzi e bandi, attraverso un percorso che ha finora garantito la massima trasparenza operativa della Fondazione. Altri risultati significativi riguardano l’avanzo di gestione pari a 12.204.504 euro in crescita rispetto a 11.874.860 euro fatti segnare dall’esercizio precedente. I fondi per l’attività erogativa per il 2026 sono così suddivisi: 2.300.00 di euro destinati ai Grandi Progetti Propri, 2.700.000 euro a Progetti Propri da individuarsi nel corso dell’anno, 3.000.000 di euro a Bandi tematici e Progetti di Terzi a cui si sommano l’accantonamento di legge al Fondo Unico Nazionale per il Volontariato (325.453 euro) e quello al Fondo Iniziative comuni ACRI (23.799 euro). L’ottimo risultato è frutto dell’aumento dei dividendi distribuiti da Banco Bpm e Cassa Depositi e Prestiti rispetto all’esercizio precedente, confermando l’importanza strategica delle due partecipazioni. A questo va aggiunta la buona performance del portafoglio finanziario nella sua interezza. La crescita dei riferimenti patrimoniali e di mercato di Banco Bpm hanno consentito inoltre una ripresa in aumento del valore della partecipazione iscritta in bilancio.

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