Il 25 ottobre di 2 anni fa pubblicammo in prima pagina, in esclusiva, il progetto previsto dall’Asl per la realizzazione nel nostro ospedale di un nuovo edificio destinato ad ospitare il blocco operatorio e la contestuale ristrutturazione di altri reparti per un valore complessivo di quasi 9 milioni e mezzo di euro. Nello specifico, come scritto nella relazione Asl al progetto, l’intervento riguarda i padiglioni del versante sud-ovest che affaccia su via XX Settembre con “la realizzazione di un nuovo edificio da collocare nello spazio che si apre nel cortile a sinistra della hall e la ristrutturazione degli ambienti dell’attuale reparto di oncologia/ortopedia e del reparto di oncologia/senologia, a cui l’edificio sarà collegato tramite passerelle, che saranno riorganizzati per collocare i locali a completamento del nuovo blocco operatorio”.

La struttura, in estrema sintesi, avrà un piano interrato che dovrebbe essere utilizzato per i locali tecnici principalmente ad uso impiantistico. Al piano terra vi sarà l’accettazione ed una sala d’attesa, superati i quali si troveranno gli ambienti relativi all’area radiologia e diagnostica con una sala Tac, una sala radiologia ed una sala per l’ecografo. Il primo piano ospiterà la terapia intensiva con 8 posti letto, tutti in box singoli, e due stanze dedicate all’isolamento mentre il secondo è riservato a 4 sale operatorie (una di 50 metri quadrati, due di 39 e 35 mq ed una sala robotizzata da 39 metri quadrati), oltre alle sale per la preparazione del paziente e a quella post operatoria. L’intento dichiarato di questo intervento è quello di “fare dell’ospedale di Tortona un avamposto sanitario in grado di soddisfare pienamente i fabbisogni dei suoi abitanti ed allo stesso tempo diventare un attrattore di mobilità attiva”. Tutto bene ma ci chiediamo: come è possibile mirare ad un tale obiettivo con un pronto soccorso in sottonumero e oberato di lavoro? Con un continuo stillicidio di medici non sarebbe meglio implementare il personale medico e infermieristico? Ripetiamo ancora una volta, “l’ospedale lo fanno le persone non i muri”. Resta poi un ultimo interrogativo. Sul cartello di cantiere la data prevista per la conclusione dei lavori è fissata al 30 giugno. Una scadenza che, come era evidente già da settimane, non sarà rispettata. I lavori proseguiranno ancora per mesi. La nuova ala sarà pronta per l’autunno? Lo scopriremo presto. Nel frattempo, mentre il cantiere va avanti, i reparti esistenti e il personale sanitario continuano ogni giorno a fare il possibile, se non l’impossibile, per garantire ai cittadini la migliore assistenza.
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