Oltre alle altre sedi abituali di attività, da settembre il dott. Piero Bonadeo sarà il responsabile dell’Ambulatorio di Chirurgia Vascolare presso la Clinica Salus di Alessandria dove eserciterà, in convenzione e in regime privato, due volte al mese al mercoledì dalle ore 8.30 con seduta operatoria al martedì mattina. Per informazioni e prenotazioni rivolgersi alla Clinica Salus di Alessandria Tel. 0131 29461.

La Flebologia è parte del grande capitolo della Patologia Vascolare comprendendo quadri clinici diversi che coinvolgono il sistema venoso. Oggi si parla di Malattia Venosa Cronica che annovera principalmente le varici degli arti inferiori, spesso trasmesse come predisposizione familiare ed esacerbate dalla prolungata stazione eretta. Possono comparire con le gravidanze. Colpiscono circa il 25 % della popolazione italiana, dall’adolescenza alla tarda età senza prevalenza di genere e vengono diagnosticate clinicamente con la visita medica (gonfiore/edema, senso di peso, crampi specie col caldo) completata dall’esame ecocolorDoppler. La terapia si basa sulla contenzione elastica (normalmente da ottobre a fine maggio), sull’impiego di farmaci flebotonici (da giugno a fine settembre), sull’eventuale scleroterapia mentre la chirurgia, oggi poco invasiva, in anestesia locale o spinale e in regime ambulatoriale o in day surgery (una notte di degenza) è riservata a casi avanzati e selezionati. Fondamentale è l’igiene di vita (attività fisica e controllo del peso). La Malattia Venosa Cronica varicosa può complicarsi con trombosi venosa superficiale (tromboflebite o varicotromboflebite) o profonda (più temibile) e con ulcere croniche. Importante è sempre il monitoraggio nel tempo della malattia perché è cronica ed evolutiva e questo fin dalle prime fasi sintomatiche, pur in assenza di varicosità evidenti ed anche successivamente alla chirurgia, nell’ottica di una prevenzione sia dello sviluppo della malattia varicosa sia delle complicanze. La flebologia si occupa anche della diagnosi e della terapia di trombosi venose (flebiti) non associate a varici che possono intervenire senza una causa apparente o essere correlate ad un’insufficienza valvolare profonda primitiva, ad una predisposizione genetica (trombofilia) o ad una neoplasia. Infine può associarsi ad una patologia arteriosa obliterante o dilatativa. Ne consegue la necessità di una particolare attenzione nel non trascurare una patologia così diffusa e oggi curabile con una strategia a più livelli, non dimenticando, se possibile, anche l’aspetto estetico che comunque non deve essere considerato primario.
Piero Bonadeo
