Vendemmia 2025: parlano i viticoltori

Nei nostri vini professionalità, un pizzico di follia e tanto coraggio

Continuiamo l’inchiesta sulla valutazione della vendemia 2025 intervistando Luigi Boveri, vignaiolo di Costa Vescovato.

Come è andata la vendemmia 2025? La vendemmia è oramai alla spalle e, premettiamo, siamo soddisfatti. I vini stanno terminando le fermentazioni alcoliche in cantina e, da una prima valutazione, fanno ben sperare. Il clima piovoso di quest’anno come ha influito? La pioggia in realtà è alla fine risultata nella media di un’annata ‘tipica’, con qualche picco primaverile che tutto sommato ha riportato un equilibrio che si era perso nelle annate precedenti. Qual è la qualità delle uve? Pur con le difficoltà e gli inconvenienti che la natura ci pone sempre di fronte… quest’anno non possiamo lamentarci. La qualità in generale è stata alta e ci fa sperare in un’ottima annata. Il mondo del vino sconvolto e spaventato dai dazi di Trump. Gli extracosti a quanto pare si stanno abbattendo sui produttori. State subendo dei contraccolpi? Sicuramente dopo il rallentamento nel periodo del Covid, questo è stato un altro colpo (ancora da assorbire) per l’export verso gli Usa, da sempre il mercato di riferimento per il vino italiano. E’ evidente che minacce ed incertezza non possono che portare alla prudenza da parte del mercato e dei compratori. Si dovranno attuare nuove strategie di marketing? La difficoltà sta proprio nel capire i cambiamenti del mercato, che a volte sono molto repentini, e agire di conseguenza. Non è facile, ma bisogna mettere sempre in campo nuove idee per promuoversi ed arrivare ai compratori. State cercando di aprirvi verso nuovi mercati visti i problemi con gli Stati Uniti? Fortunatamente il mondo oggi evolve continuamente, e se da una parte un mercato rallenta, altre opportunità si aprono in altre zone del mondo. Stiamo sicuramente investendo idee ed energie in questo senso, e quest’anno abbiamo avuto buoni riscontri. Quali sono le nuove tendenze del mercato e il gusto dei consumatori oggi? Su che prodotto è orientata la vostra azienda? C’è una tendenza abbastanza decisa verso il consumo di vini bianchi, anche strutturati, con un rallentamento dei rossi. Fortunatamente con il Timorasso rispondiamo molto bene a questa richiesta del mercato. E’ naturale quindi che la nostra Azienda punti forte sul grande bianco dei colli Tortonesi. Vogliamo però ricordare che la nostra è anche una zona di grandi Barbere, e che si possono trovare delle gemme anche nelle versioni più ‘semplici’. In questi anni si sta ampliando il mercato dei dealcolati. Cosa ne pensate? Ne producete? Se ne parla molto. Rimaniamo alla finestra, ma per ora non ne produciamo. Al momento si tratta ancora di un mercato di estrema nicchia che ha un appeal verso categorie ben definite. La tendenza e la novità lo porteranno a crescere, ma c’è la possibilità che nei prossimi anni raggiungerà un apice di vendita per poi ridimensionarsi nella sua categoria. Ricordiamo ai lettori quali sono per voi le regole per produrre un buon vino? E’ una domanda molto bella, ma a cui è sempre complicato dare una risposta breve. Sicuramente passione, perseveranza, professionalità e un pizzico di follia, sono componenti essenziali dei nostri vini. Permettetemi di aggiungere però un elemento speciale che sta dietro il viaggio della nostra azienda e della nostra famiglia, ed è… il coraggio. Credetemi, tanto coraggio.

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