A Tortona sarà nella ex caserma Passalacqua, attiva da aprile 2026
Interessante incontro sulla Sanità venerdì 14 nella sala polifunzionale Monsignor Silvani del comune di Isola Sant’Antonio, organizzato dal sindaco del paese Cristian Scotti. Presenti l’assessore regionale Federico Riboldi, Claudio Sasso Coordinatore Territoriale Aziendale e Orazio Barresi Direttore del Distretto Tortona – Novi (in foto), che hanno illustrato con dovizia di particolari quello che sarà, ormai dal prossimo anno, il nuovo rivoluzionario assetto della sanità piemontese.

Rivoluzionario perchè si tratta proprio di un “cambio profondo nella programmazione dei processi assistenziali” come ha spiegato Riboldi, che ha come fine ultimo quello di abbattere le liste di attesa e fornire un’assistenza migliore, più completa e vicina alle persone. Tutto parte dal decreto ministeriale 77 del 2022 che vuole riorganizzare l’assistenza territoriale per facilitare le interazioni fra gli assistiti ed il sistema sanitario e per farlo ha dato vita a nuove realtà: le Case di Comunità al cui interno lavoreranno equipe di medici raggruppati in team multidisciplinari con un infermiere di famiglia che sarà la figura di coordinamento dei vari professionisti sanitari sui singoli casi. Una struttura dove si andranno poi ad inserire altre figure importanti come il farmacista di comunità e l’assistente sociale per cercare un modello organizzativo che superi la frammentazione nell’erogazione delle cure che oggi è uno dei problemi più gravi del nostro sistema sanitario. Accanto alla Casa di Comunità, sarà operativa una COT – Centrale Operativa Territoriale che gestisce e controlla il passaggio del paziente fra i vari setting di cura (ospedale – territorio, territorio – ospedale, territorio – territorio) con un cambio graduale anche dei riferimenti a cui i cittadini dovranno fra fronte. Non ci saranno più visite singole da effettuare nei vari ambulatori con l’impegnativa in mano ma ci sarà una equipe che programmerà le visite dei singoli pazienti quando devono essere fatte secondo un piano di assistenza individuale personalizzato con la presa in carico dell’infermiere che chiamerà il paziente o lo visiterà a domicilio. Tutto questo eviterà l’intasamento dei pronto soccorso e produrrà un miglior svolgimento delle cure con la presa in carico globale del paziente. Le Case di Comunità quindi lavoreranno a stretto contatto con le cosi dette AFT, (Aggregazioni Funzionali Territoriali) che coordineranno i medici, l’apertura degli ambulatori e tutto il processo di cura. Il Piemonte è la prima regione in Italia ad aver dato vita alle AFT con un investimento importante di 20 milioni di euro oltre ai 10 per i pediatri e saranno attivate tutte entro marzo 2026, composte da 20 medici e faranno orari prolungati lavorando all’interno delle 91 Case di Comunità che si stanno costruendo e saranno ultimate entro giugno 2026. Queste strutture come ha spiegato Riboldi saranno delle Case della Salute evolute in cui si potranno eseguire visite e piccoli interventi in day hospital. Per le convalescenze e le lungodegenze ci saranno gli ospedali di comunità. Atteso per il 2026 anche il nuovo Cup con l’Intelligenza Artificiale. A Tortona? La Casa di comunità sarà all’interno della ex caserma Passalacqua, l’investimento è stato di 1 milione ed 800 mila euro, e sarà attiva da aprile del 2026. Cosa ne sarà quindi dell’ospedale? Come altri piccoli ospedali dovrà avere sempre maggiore specializzazione con tecnologie all’avanguardia per primeggiare in alcune specialità. Sono già stati utilizzati 200 mila euro per nuovi ambulatori e riabilitazione, 10 milioni per l’adeguamento sismico della struttura, in corso in questo periodo e si è implementato il laboratorio per i farmaci antiblastici. Inoltre pare che stia tornando anche l’ambulatorio di Dermatologia almeno per 5 giorni a settimana.
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Il nuovo assetto della Sanità che vuole essere attivato dal prossimo anno pare proprio essere un progetto veramente rivoluzionario per i grandi cambiamenti, potremmo dire epocali, che porterà al sistema sanitario ma rimane ancora poco chiaro in alcuni suoi tratti e temiamo si possa scontrare con alcune criticità presenti nei nostri territori e non solo: la carenza di medici e infermieri, l’anzianità della popolazione che appesantirà sempre più il sistema e le distanze. Un esempio: Tortona sarà una grande eccellenza in alcuni settori come ortopedia e riabilitazione, e questo è splendido, e ne siamo felici. Ma se un anziano abitante a Dernice, a Selvapiana oppure a Sant’Agata Fossili, paesi della zona piuttosto isolati e lontani dalle strutture, dovessero soffrire per un infarto, una crisi renale, un’embolia polmonare, e potremmo andare avanti all’infinito, dove andranno, quanto ci impiegheranno, come faranno a raggiungere il luogo di cura? Qui chi sarà a conoscenza della storia clinica del paziente? Potranno essere assistiti dai familiari? Tutte domande a cui si fatica a dare risposta…
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