“Quando scendo in pista il mio obiettivo è vincere!”

Intervista ad Alessandro Pier Guidi 

Si riaccendono i motori nel mondiale endurance che nel fine settimana prenderà il via dall’Autodromo di Imola dopo il rinvio della stagione e della gara di apertura fissata originariamente in Qatar (ora 22-24 ottobre) ma spostata per i noti problemi del conflitto nel Golfo. Sotto i riflettori non potrà non esserci il tortonese Alex Pier Guidi che si presenta al semaforo verde del Mondiale da campione in carica e uomo da battere insieme ai suoi soci Calado e Giovinazzi. Il trio della Hypercar n.51 nel Prologo della scorsa settimana ha fatto registrare il miglior crono, 1’31’’586, risultando il più veloce della mattina e ottime sensazioni per la gara. Abbiamo così incontrato il pilota di Sarezzano per capire come ha vissuto questi mesi da campione del mondo in carica e cosa si aspetta dalla nuova stagione. 

Ciao Alex. Raccontaci come sono stati i mesi post vittoria del mondiale. Hai continuato nelle sviluppo dell’auto ma hai anche affrontato vari impegni ed eventi… “Sono stati molto rapidi! E’ passato tutto velocemente. Certamente abbiamo continuato a sviluppare la macchina come era già in programma e non molliamo mai il lavoro al simulatore. Non è cambiato molto perchè abbiamo vinto, ci sono stati solo più impegni come feste e eventi e celebrazioni varie legati alla vittoria. Un obiettivo che volevamo fortemente fin dall’inizio dell’anno”. Hai riposato qualche giorno? “Molto poco direi, siamo tornati subito al lavoro, il tempo non è mai abbastanza”. Hai inserito il trofeo nella tua bacheca personale? “Certo! Devo però capire se è uno di quei trofei che puoi tenerti fino a che sei in carica per poi restituirlo o per sempre. Se fosse così mi farò fare un bella replica, questo vorrei proprio tenerlo”. E’ cambiato qualcosa nella tua routine? “No assolutamente, continuo ad allenarmi come al solito dal giorno dopo la vittoria… Vincere è bello ma bisogna sempre guardare avanti e non fermarsi mai, se no non si vince più. Ho anche fatto il training camp a Tenerife con Ferrari, sono sceso in pista al Sebring con la GT e siamo prontissimi per ripartire”. Avrai altri impegni sulle Gran Turismo? “Farò ancora la Petit Le Mans a fine settembre”. Stai per iniziare la tua 9ª stagione nel mondiale Endurance. Com’è cambiato il tuo approccio negli anni e quale stagione ti ha insegnato di più? “Difficile da dire. Ogni stagione ti lascia qualcosa ed impari qualcosa di nuovo, cerchi sempre di migliorare i tuoi errori, rifare ciò che hai fatto bene ma devo dire che un po’ il mio approccio negli anni è cambiato. Quando vinci tanto ti sembra tutto più facile ma non lo è in realtà, però sai come fare, hai meno apprensione e non hai il peso sulle spalle del dover vincere, affronti tutto più a cuor leggero anche se l’impegno che ci metti è sempre lo stesso”. La tua fame di vittoria è la stessa di quando correvi da ragazzo? “Sì certo, quella non cambia mai indipendemente che guidi una GT o una Hypercar! Quando scendo in pista il mio obiettivo è vincere! Quando cambierà quello credo che sarà ora di smettere”. Ci saranno alcune novità come la nuova Hyundai, la McLaren con il telaio Dallara e ben 17 Hypercar. Ma poi anche il Success Handicap. Perchè se esisteva già il BOP? “Questo facciamo fatica a capirlo anche noi ma saranno due cose diverse a quanto pare. Il BoP è strutturale e si applica al marchio (peso/potenza base), mentre il Success Handicap è una zavorra aggiuntiva per i singoli equipaggi basata sui risultati recenti, che dovrebbe rendere le gare più incerte. Mira a penalizzare specifici equipaggi che hanno vinto, aggiungendo peso (es. fino a 36 kg o più) che influisce su accelerazione e gestione gomme”. Oltre alle novità riguardanti la carrozzeria della 499P ce ne sono anche sotto il cofano o a livello di aerodinamica? “E’ cambiato qualcosa per motivi di riomologazione ma in pratica è la stessa macchina della scorsa stagione. Michelin ha introdotto delle nuove gomme”. Ci saranno novità anche nel vostro team? “C’è solo qualche cambio a livello di meccanici per il resto tutti al loro posto”. Che stagione ti aspetti? “Mi aspetto una stagione difficile come sempre, sportivamente non sarebbe giusto ma sai come funziona nell’enduramce, ci aspettiamo di essere molto penalizzati a Le Mans e credo che sarà una stagione dove ogni singolo punto conterà e potrà fare la differenza a fine anno. Dovremo essere bravi a non lasciarne per strada nessuno, sarà più difficile della scorsa stagione”. 

D.M.

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