Nell’ultimo consiglio comunale si è tornati a parlare, grazie a un’interpellanza del consigliere indipendente Pierpaolo Cortesi, della zona R9, l’area compresa tra via Guala e strada Viola sorta a partire ad inizio anni 2000 e mai completata. La vicenda ha origine il 30 aprile 1999, quando il consiglio comunale approvò il progetto Piru (Programma Integrato di Riqualificazione Urbanistica), che prevedeva undici ambiti di intervento.

Tuttavia, per diverse ragioni, soltanto sette vennero effettivamente approvati. All’inizio del 2001 il comune e il Consorzio Sue R9 sottoscrissero una convenzione, successivamente prorogata più volte e definitivamente scaduta nel gennaio 2015, che prevedeva la consegna al comune delle opere di urbanizzazione soltanto una volta completate. Il 23 novembre 2017 il consiglio comunale approvò una variante al Piru, finalizzata a ridefinire il perimetro di alcuni ambiti e ad adeguare le opere di urbanizzazione primaria e secondaria. La variante, però, non è mai entrata in vigore, poiché non è stata sottoscritta la relativa convenzione urbanistica. Dall’inizio del 2019 gli uffici comunali hanno sollecitato i soggetti attuatori a presentare la documentazione necessaria per consentire la definitiva presa in carico delle opere di urbanizzazione, ma senza ottenere riscontri. Solo la società Viola Srl, responsabile dell’ambito 1, ha dichiarato di poter completare gli interventi, provvedendo anche allo svincolo dal consorzio R9 per le opere di competenza del comprensorio. Di fronte al perdurare delle inadempienze degli altri operatori, la giunta decise, nel settembre dello stesso anno, di escutere le polizze fideiussorie, con l’eccezione dell’ambito 1, per un importo complessivo di 2,8 milioni di euro, relative agli ambiti 2, 3, 4, 5 e 7. La decisione nel febbraio del 2020 fu impugnata dal Consorzio Sue R9 e dalla Cooperativa Uni.C.A.Pi attraverso due ricorsi straordinari al Capo dello Stato, successivamente dichiarati inammissibili. Entrambi i soggetti hanno poi riassunto il giudizio davanti al Tribunale di Alessandria, dove il giudice ha invitato le parti a valutare una soluzione transattiva. Lo scorso anno la cooperativa Uni.C.A.Pi ha manifestato la disponibilità a versare al comune 230 mila euro per definire la controversia. Nella sua interpellanza, Cortesi ha chiesto aggiornamenti sullo stato della transazione, sui tempi di esecuzione dei lavori previsti negli ambiti 2 e 5, per i quali è già stata escussa una polizza fideiussoria da 252 mila euro, e, infine, su quando il comune potrà prendere definitivamente in carico tutte le opere di urbanizzazione. A rispondere sono stati l’assessore Morreale, che ha ripercorso l’intera vicenda, e l’assessore uscente Bonetti, secondo il quale «si prevede di affidare i lavori in autunno». Bonetti ha inoltre spiegato che finora l’amministrazione ha dovuto dare priorità a quattordici progetti finanziati attraverso Pnrr, Fesr e altri fondi, per un valore complessivo di circa 11 milioni di euro, che sarebbero andati perduti in caso di mancato rispetto delle scadenze previste. Sulla trattativa, invece, l’avvocato Gatto ha precisato che «nonostante diverse proposte transattive, all’amministrazione non è ancora stato versato alcun importo. Si sta pertanto procedendo a riavviare la mediazione», senza poter però fornire, al momento, indicazioni sui tempi o sugli eventuali importi. Insomma, a distanza di 25 anni dall’avvio del progetto, i quasi mille residenti della zona dovranno ancora attendere per vedere il proprio quartiere finalmente completato.
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