Storia degli impianti sportivi tortonesi

In vista dell’ormai prossima inaugurazione (21 settembre) del nuovo palazzetto da 5.000 spettatori della Cittadella dello Sport per il Derthona Basket, vogliamo ripercorrere la storia dell’impiantistica sportiva in città. Verrà analizzato il contesto dei vari periodi di costruzione dei più importanti impianti e l’impatto che questi hanno avuto sullo sviluppo dello sport locale, con particolare riguardo a quanto abbia inciso la passione cittadina per la pallacanestro. Sono previste cinque “puntate” di approfondimento che complessivamente comprendono il periodo che va dai primi del ’900 ai nostri tempi, caratterizzati dalla realizzazione delle palestre dove il Derthona Basket ha svolto l’attività: la palestra Ginnastica di Corso Cavour (1931), la palestra Bianca di Corso Garibaldi (1967) ed il Palazzetto dello Sport di Corso Alessandria nelle due “versioni”: dell’originaria palestra del lato corso Garibaldi (1976 poi denominata Codevilla) e della trasformazione della piscina in palestra Armana (2005).

1920-’25 il Campo in zona Fornaci (Fondazione Cr Tortona)

Da fine ‘800 al primo dopoguerra

Negli ultimi decenni dell’Ottocento, lo sport in Italia ha vissuto una trasformazione significativa, passando da un’attività principalmente riservata a élite e contesti militari (scherma e tiri a segno) a una pratica più diffusa e popolare. La ginnastica, introdotta nelle scuole nel 1878, giocò un ruolo chiave in questo cambiamento, diventando obbligatoria e contribuendo a diffondere l’educazione fisica. Determinante fu anche la rinascita delle Olimpiadi voluta dal barone De Coubertin nel 1896. Nacquero così le prime società sportive e si affermarono discipline come il ciclismo, il canottaggio e il pugilato, mentre il calcio iniziava a muovere i suoi primi passi. A Tortona, il “Veloce club tortonese” fondato nel 1887, precursore delle società sportive cittadine, nel 1897 si fa promotore del primo impianto sportivo di cui gli archivi comunali fanno cenno: il “ciclodromo”, antenato del velodromo. Lo stimolo arriva dal successo ottenuto dalla “pista” costruita ad Alessandria dieci anni prima in un quartiere periferico in espansione che prenderà il nome, proprio dalla presenza di quell’impianto in terra battuta, il primo in Italia ad avere le curve sopraelevate. Il Veloce Club Tortonese stimola l’amministrazione comunale a costuire un “ciclodromo” nell’attuale città giardino, chiedendo di accordargli la concessione dell’area suddetta. Il progetto rimarrà sulla carta. Le cronache dell’epoca testimoniano che la Fiera di Santa Croce, istituzionalizzata alla seconda domenica di maggio dal 1902, è l’occasione per numerosi spettatori di assistere alle prime manifestazioni sportive in un ambito localizzato seppur ovviamente sempre all’aperto.

Il gruppo della Ginnastica negli anni ’30 (Fondo Dottor Sterpone)

I primi terreni di gioco sono le piazze della città o gli slarghi venutisi a creare con l’abbattimento della cinta muraria dei primi anni dell’800, sui quali si organizzano: corse podistiche, di resistenza, di velocità o, addirittura, nei sacchi, ma integrate nel 1904 da un derby di foot ball tra due compagini cittadine. Il 16 giugno del 1904 nasce l’Unione Sportiva Tortonese che risulta composta da varie sezioni: ginnastica, atletica, ciclismo, foot ball, tennis. Nel 1906 la nuova società sottopone alla giunta comunale un progetto per la costruzione di uno stadio sul Castello, ma senza seguito. Nel 1908 l’Unione Sportiva si scioglie per far posto alla fondazione del Derthona Foot Ball Club: come ragione sociale venne ripreso l’antico toponimo latino della città di Tortona, iniziativa seguita poi da pressochè tutte le altre associazioni sportive locali. La sede: il “Bar Gambrinus”. Il campo, improvvisato per l’occasione: a volte Piazza Milano, a volte il cortile della Caserma Passalacqua, fino al 1913 quando la società decide di affittare un campo in località Bertarino vicino alla ex Cartiera (zona Dellepiane). Con tanto di steccato di recinzione e tribune in legno sarà il primo campo ufficiale del Derthona Calcio. Il 1° settembre del 1912 “Il Popolo” dà notizia dell’inaugurazione del campo di giuoco del Lawn Tennis Club, denominazione che indicava il tennis giocato sui campi erbosi, con ingresso da Via delle Fornaci. Nella stessa zona, dopo le vicende del primo conflitto mondiale e precisamente il 1° maggio del 1921, si inaugura il Campo sportivo del Derthona FBC, ubicato tra le attuali via Guala, via Barabino e strada Fornaci, che diverrà l’appellativo riconosciuto del posto. La ristrutturazione societaria e la possibilità di avere un impianto fisso con tanto di tribune e posti popolari in gradinata, sono le condizioni favorevoli che permetteranno ai leoncelli di competere nel campionato di Prima Divisione per ben due stagioni. Intanto sulle strade, smorzatosi solo temporaneamente l’interesse per la bicicletta, cresce quello per le due ruote motorizzate con una serie di manifestazioni motoristiche su iniziativa del Moto Club Tortona. Spicca fra queste il Premio SIAP Coppa Bissoni, marcia motociclistica di regolarità, organizzata insieme al Gruppo Sportivo Società Italo Americana del Petrolio (poi Esso) di Genova. Il 30/06/1929 in occasione dell’arrivo della gara suddetta è in programma al Campo Fornaci la “Prima Gymkana Motociclistica Tortonese” e per l’occasione la neonata Polisportiva Tortonese insieme all’Ordine Nazionale Dopolavoro, pubblicano un numero unico intitolato appunto “GYMKANA”. Trattasi sostanzialmente di un manifesto politico a stampo propagandistico del regime fascista, con l’intento di sollecitare la partecipazione dei giovani tortonesi alla pratica sportiva, pur senza evitare critiche ed autocritiche, come “…la mancanza di un campo sportivo adatto o quella di un organismo veramente fattivo entusiasta …”. Nel maggio del 1930 si torna a parlare di un nuovo campo sportivo che preveda, nel medesimo sito, anche un anfiteatro per spettacoli all’aperto. La località prescelta è proprio il Castello ai piedi della Torre verso levante. In effetti agli archivi comunali, per la suddetta iniziativa, risulta una proposta per la formazione di una SPA con capitale Lire 400.000 diviso in 1825 azioni dalle 100 alle 1.000 Lire. La Società doveva durare 25 anni ed il Comune avrebbe dovuto versare alla Cassa di Risparmio di Tortona 10.000 Lire annue che sommate agli interessi avrebbero dato al Comune stesso un capitale finale di circa Lire 500.000, somma che sarebbe servita per riscattare tutte le azioni. Il proposito nasceva sull’entusiasmo del ritorno in Serie B del Derthona Calcio, ma non se ne fece nulla e si continuò a giocare alle Fornaci. Sul Castello invece si conferma nel primo decennio del regime l’attività del lawn tennis, visto che risultano delibere comunali di concessione in affitto di un piccolo sedime sul Castello – Piazzale ex tiro a segno nazionale, al “Club Tennis Tortona”, al quale si aggiunge l’attività del “Tennis Club Leoniero”. Dai primi anni ‘30 proprio l’ex tiro a segno (oggi Voltone) ospiterà l’attività della Colonia Solare, rivolta a bambini e ragazzi allo scopo di sostenere le famiglie meno agiate e offrire un periodo di attività fisica e ludica per le future generazioni.

1931 Palestra Cavour (Archivio Storico Biblioteca)

L’Opera Nazionale del Dopolavoro (in sigla OND) istituita nel 1925 con il compito di occuparsi del tempo libero dei lavoratori, risulta attiva a Tortona nel 1931 rispettivamente con il piazzamento ottenuto al Concorso Ginnico Atletico Nazionale e con l’organizzazione di “Serate schermistiche” Pro Opere Assistenziali del Fascio di Tortona al Festival dei Giardini Nuovi della Città (quelli della stazione ferroviaria ampliata nel 1927). L’interesse politico del fascismo verso lo sport spinge fattivamente l’amministrazione locale alla costruzione della prima palestra comunale di Tortona. Con Delibera n 235 del 28/06/1929, premesso che in seguito alla soppressione della vecchia palestra per le scuole medie della Regia Scuola Complementare (poi Avviamento professionale) esistente nell’edificio della Società di Mutuo Soccorso ed Istruzione fra gli Operai di Tortona, causata dalla necessità di costruire nuovi locali da adibirsi ad aule scolastiche (e del Teatro Sociale), viene approvata la costruzione della nuova “palestra ginnastica” per gli alunni delle scuole medie e primarie di questo Comune da erigersi sul sedime di proprietà comunale (Corso Cavour) adiacente all’Edificio delle Scuole Elementari (Scolastico edificato nel 1907) secondo il progetto redatto dal Sig. Cav. Ing. Guido Pugno Capo Ufficio Tecnico del Municipio. Il 28/03/1930 viene ratificata una variante, in conformità alle richieste fatte dall’Ufficio Ginnico Sportivo del Comitato Centrale dell’Opera Nazionale Balilla, (longa manus del Partito preposta alla diffusione dell’ideologia totalitaria in tutta la popolazione under 18) con l’aggiunta della Casa del Balilla al primo piano. A seguito di Convenzione, la palestra verrà ceduta in uso ventinovennale all’ONB che a sua volta consentirà l’uso della palestra da parte delle scuole del Comune. Il 03/01/1931 viene stipulato il contratto di appalto con l’Impresa esecutrice Fornasari Eligio di Tortona per Lire 152.358 (ribasso 36,01%). Il 20 settembre del 1931 con approvazione di una perizia supplettiva, maggiori opere portano l’appalto a Lire 170.000 e permettono la costruzione del piano interrato. Il 28 ottobre 1931, in occasione della commemorazione della Marcia su Roma, “Il Popolo” informa che “… venne con semplice rito inaugurata la Palestra Ginnastica e la Casa del Balilla, che il Vescovo benedisse. La città, imbandierata, presentava l’aspetto delle giornate festive”. Il campo da gioco misura mt 12×20 ed è pavimentato in linoleum di sughero naturale di 6,5 mm, dotato di attrezzi come: quadro svedese, pertiche, corde, spalliere curve o diritte, cavallina, ecc. I tabelloni della pallacanestro con tanto di “pallonessa in cuoio Supervis” e la rete della pallavolo saranno allestiti solo nel 1938. Già nel 1932, dagli orari delle lezioni di educazione fisica della palestra recuperati in archivio, si deduce che sia stata usata praticamente da tutte le scuole attive in città: “scuole medie” maschili e femminili (Ist. Tecn. Inferiore e Superiore Dante A., Avviamento, Ginnasio, Ist. Magistrale S. Vincenzo) oltre all’addestramento degli alunni del “corso superiore elementare” ed inoltre ha luogo il Corso per Allievi Capi Squadra. La nuova palestra stimola l’Opera Nazionale del Dopolavoro che nel 1933 comunica che è sorto nella nostra Città il «Gruppo Sportivo Tortonese». Il suo assiduo utilizzo ne evidenzia ben presto i limiti, tanto che già nel 1937 l’ufficio tecnico comunale segnala al Podestà che l’ONB ha lamentato che i locali tutti sono insufficienti, specialmente avuto riguardo delle esercitazioni che devono essere fatte tanto dall’elemento maschile, quanto da quello femminile e chiede di provvedere per la costruzione di una seconda palestra e locali dipendenti, uguale alla prima e ubicata all’altro lato dell’edificio scolastico (Via Tito Carbone). La palestra rimarrà invece tale e quale, arrivando ai giorni nostri con la sola modifica dell’allungamento del campo da gioco di circa 5 m verso Corso Romita, realizzato nel 1969.

G.R