BCC Derthona Basket, Alice Pedrazzi: “Continuare a crescere e potenziare sempre di più il settore giovanile”

Alice Pedrazzi si appresta ad iniziare la sesta stagione da General Manager del BCC Derthona. L’abbiamo intervistata alla vigilia dell’avvio della nuova stagione agonistica, ormai alle porte. Sono molto cambiate le cose al BCC da quel settembre 2020 con Zara allenatrice, concordi? “Certamente. Il percorso di crescita fatto dalla società è stato sicuramente importante e gratificante, con l’arrivo dei primi trofei nazionali (la Coppa Italia nel marzo del 2023 e la promozione in A1 con lo scudetto della A2 nel maggio del 2024) ed una struttura organizzativa sempre più professionale e, crediamo performante. Tuttavia l’anima del Bcc è rimasta forte ed è, oggi, che ci confrontiamo con il massimo campionato nazionale, con giocatrici che vengono da tutto il mondo e altre realtà storiche, vincenti e ben organizzate, un grande valore aggiunto: il legame con la storia quarantennale di questa società, nata dalla passione e con la voglia di fare sempre piccoli ma decisi passi di crescita, è molto intenso e guida le scelte strategiche come quelle quotidiane, così come il rapporto con il paese di Castelnuovo, autentico e sempre molto solido”. 

Alice Pedrazzi, General Manager del BCC Derthona

La nuova stagione è alle porte: punto fermo coach Cutugno, sono arrivate quattro nuove atlete: pensi che il roster allestito sia di qualità e soprattutto era quello che vi eravate prefissati? “Siamo sicuramente soddisfatti del lavoro fatto durante il mercato. L’idea di partenza era di non snaturare un gruppo che aveva fatto bene al suo primo anno di A1, dare continuità al lavoro fatto da coach Cutugno e dal suo staff, ed allo stesso tempo inserire alcuni elementi che potessero integrarsi, dal punto di vista tecnico e tattico, ma anche della vision, con le giocatrici confermate ed in generale con gli obiettivi e le aspettative di staff, società e ambiente. Poi, come sempre, sarà il campo a dire se e quanto le scelte saranno state giuste”. E’ impossibile negare che abbia fatto molto parlare l’addio eccellente di Beatrice Attura. Come si è arrivati a questa separazione? “Beatrice è una giocatrice che per valore tecnico e per professionalità ha dato al nostro Club un contributo grandissimo, sia nell’anno della A2 che nel primo anno di A1: è stata la capitana della promozione e quella della nostra prima stagione nel massimo campionato e per questo certamente resterà per sempre nella storia della nostra Società. Tuttavia, non di rado capita che le strade si debbano separare per perseguire una crescita costante da ambo le parti. Pertanto auguriamo a “Bea” il più grande e sincero in bocca al lupo; lei sa che per noi sarà sempre una “Giraffa” e che qui, ogni volta che tornerà, sarà sempre a casa”. Gli obiettivi per la prossima stagione? “Consolidare la nostra presenza nel massimo campionato, appassionare e coinvolgere quanti più tifosi possibili, ispirare molte bambine e giovani ragazze e… toglierci più di una soddisfazione sul campo. La qualificazione ai playoff è sicuramente un obiettivo, poi da lì in avanti, si sa, bisogna essere pronti a sfruttare occasioni e opportunità. Quanto al settore giovanile, di cui la nostra Società è molto orgogliosa e che sta dando tanti risultati soddisfacenti, sicuramente l’obiettivo è continuare nel processo di crescita, portare le nostre giovani cestiste non solo a giocare competizioni sempre più importanti, ma a migliorarsi quotidianamente, lavorando per avere il maggior numero di atlete possibile che, un domani, possano ben figurare nei campionati senior e poi lavorare partendo sempre dalla base, dal territorio, dal minibasket e dalle scuole: tutti progetti a cui la Società tiene moltissimo”.  Hai avuto il merito e l’onore di commentare per la RAI lo splendido bronzo agli Europei conquistato dalla Nazionale femminile in Grecia a giugno. Quali sono state le tue emozioni e le sensazioni? “La medaglia di bronzo vinta da coach Capobianco e dalle sue straordinarie 12 Azzurre è stata una emozione intensa ed indimenticabile: poter raccontare il ritorno su un podio continentale a 30 anni esatti dall’argento di Brno, per me è stato un grande orgoglio e sicuramente un privilegio. Con Maurizio Fanelli, il telecronista Rai che era con me a Bologna e ad Atene, abbiamo cercato ogni giorno di raccontare la straordinaria impresa della Nazionale mettendo in evidenza quanta determinazione, quanta voglia di arrivare al risultato e quanto lavoro ci fossero dietro, oltre che naturalmente sottolineando il valore tecnico e tattico di squadra e staff (credo, ad esempio, che una organizzazione difensiva come quella mostrata dalle Azzurre non si vedesse da anni, sia in campo femminile che maschile… e sarebbe bello che questo tipo di  atteggiamento difensivo sia di ispirazione anche per le nostre Giraffe). Mi auguro che questo risultato possa essere davvero un punto di partenza, per una crescita definitiva del movimento, un innalzamento del livello sotto tutti i punti di vista, perché, come le Azzurre hanno dimostrato, il basket femminile italiano ha talento e potenzialità. Servono lungimiranza, passione, coesione e competenza per sfruttarle appieno”.

Helenio Pasquali

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